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BERGAMO | GAMeC  | Fino al 6 maggio 2018

di MATTEO GALBIATI

Pochi artisti meritano di essere considerati un mito e, tra questi, certamente va annoverato Raffaello Sanzio (1483-1520), le cui opere hanno descritto uno stile, una bellezza, una grazia e un’intensità profondi e unici, capaci di attraversare indenni i secoli e di rendersi modello per generazioni differenti di artisti di ogni epoca. Un lascito il suo che appartiene universalmente al genio umano e ammalia e incanta lo sguardo di qualsiasi spettatore.

Raffaello e l'eco del mito, veduta della mostra, GAMeC, Bergamo Foto Gianfranco Rota

Raffaello e l’eco del mito, veduta della mostra, GAMeC, Bergamo Foto Gianfranco Rota

Se tra due anni si celebrerà la ricorrenza del quinto centenario della morte, la GAMeC di Bergamo, in collaborazione con la Fondazione Accademia Carrara, giocando d’anticipo, propone Raffaello e l’eco del mito, una mostra che, supportata da un comitato scientifico di tutto rispetto, mette in dialogo 14 capolavori del maestro urbinate con oltre 50 altre opere di artisti che, dal Quattro-Cinquecento, arrivano ai giorni nostri e che, proprio in Raffaello e la sua pittura, hanno visto un modello, un punto di riferimento o un motivo di ispirazione e citazione.
Il solido percorso espositivo, che vanta prestiti d’eccezione provenienti dai principali musei e collezioni, nazionali e internazionali, segno dalla qualità del progetto e dell’ottima reputazione dell’istituzione bergamasca, attraversa cinque sezioni (Raffaello, giovane magister; Raffaello, la formazione; Attorno al San Sebastiano. Genealogia di un’immagine; La fortuna nel primo Ottocento: un mito che rinasce; L’eco nella contemporaneità) che sanno focalizzarsi sui diversi aspetti della pittura raffaellesca mettendola a confronto con altre opere che toccano e condividono una medesima reciprocità stilistica, temporale, di contenuto o di ispirazione.

Raffaello, San Michele e il drago, 1505 circa, Musée du Louvre, Parigi Credits : Paris, Musée du Louvre, Département des Peintures

Raffaello, San Michele e il drago, 1505 circa, Musée du Louvre, Parigi Credits : Paris, Musée du Louvre, Département des Peintures

Tela dopo tela la visita rende efficace l’apporto determinante dato dagli studiosi che hanno preso parte a questo progetto, impostato con un rigore e una puntualità scientifica davvero esemplare per una mostra di questo tipo. Se da una parte sa accontentare e appagare un pubblico ampio e diversificato, l’impegno resta, infatti, anche quello di non tradire le aspettative di esperti e di addetti ai lavori che non restano delusi (o non dovrebbero esserlo) rispetto le scelte attuate. Evidente è la conoscenza precisa di chi lo ha voluto, promosso e sostenuto, ma anche limpida è quella che suscita in chi qui arriva, spinto a trovare ragioni e consapevolezze nuove nell’intreccio abilmente tessuto dagli spunti dati dal confronto delle varie opere.
Qui sono riassunti i maggiori interpreti dell’arte italiana (e non) lungo cinque secoli di arte (i cui nomi, non facendo anticipazioni, lasceremo alla scoperta di chi andrà a visitare la mostra) in un’avvincente narrazione che si attiva partendo proprio dal patrimonio del luogo, della città stessa di Bergamo (non a caso la mostra si origina dal superbo San Sebastiano di Raffaello conservato alla Carrara, lascito ottocentesco del mecenate e collezionista, il conte Guglielmo Lochis).
L’arte “diviana” di Raffaello definisce il suo stile, la sua espressività matura e penetrante, la cui delicata bellezza nobile tocca le corde di un Mistero imperscrutabile e inafferrabile. Il processo di universalizzazione della grazia raffaellesca coincide forse con la sua raffinata capacità di rendere vivo, architettonico, concreto il pensiero, il divino, la magnificenza dell’Uomo e della sua ragione.

Raffaello e l'eco del mito, veduta della mostra, GAMeC, Bergamo Foto Gianfranco Rota

Raffaello e l’eco del mito, veduta della mostra, GAMeC, Bergamo Foto Gianfranco Rota

Le sale della GAMeC, quindi, non celebrano solo un artista di capitale importanza per la cultura italiana e mondiale, ma raccolgono l’idea, forse ambiziosa, di come l’Arte (vera) possa essere senza tempo. Qui la testimonianza degli studi e degli approfondimenti, delle letture e delle analisi degli esperti oltrepassano la circostanza della celebrazione e, con l’esattezza del loro impegno e della loro passione, regalano qualcosa di solenne: nulla si esaurisce mai davanti ad un genio come quello di Raffaello e delle eredità da lui gettate nel tempo, le cui iconografie avviano la genesi di infinite ed inesauribili nuove indagini.
Questa mostra ci appaga perché, senza eccessi, riesce ad essere un contributo alla storia dell’arte (notevole il catalogo con i suoi molti saggi critici) che, senza costrizioni o argini temporali, sa promuovere la cultura e l’incanto di una storia che non deve mai concludersi come definita e definitiva, ma che, rinnovandosi nel presente, continua a scrivere i suoi nuovi capitoli e a far risuonare la proprio eco, sfiorando il mito.

Raffaello e l’eco del mito
a cura di Maria Cristina Rodeschini, Emanuela Daffra, Giacinto di Pietrantonio
un progetto di Fondazione Accademia Carrara
in collaborazione con GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
coproduzione Marsilio Electa
comitato scientifico Emanuela Daffra, Vincenzo Farinella, Fernando Mazzocca, Giacinto di Pietrantonio, Cristina Quattrini, Maria Cristina Rodeschini, Maria Rita Silvestrelli, Giovanni Valagussa
medaglia del Presidente della Repubblica Italiana
allestimento De8 Architetti e Tobia Scarpa
catalogo Marsilio Electa con saggi di Maria Cristina Rodeschini, Emanuela Daffra, Giacinto di Pietrantonio, Giovanna Brambilla, Vincenzo Farinella, Paola Frau, Sara Fumagalli, Valentina Gervasoni, Elena Lissoni, Fernando Mazzocca, Paolo Plebani, Cristina Quattrini, Stefano Raimondi, Maria Rita Silvestrelli, Giovanni Valagussa

27 gennaio – 6 maggio 2018

GAMeC
Via San Tomaso 53, Bergamo

Orari: tutti i giorni ore 9.30-19.00; chiuso il martedì; la biglietteria chiude un’ora prima
Ingresso intero €12.00; ridotto e gruppi €10.00; scuole €5.00; mostra + Accademia Carrara €18.00 (€15.00 il lunedì); orari Accademia Carrara tutti i giorni ore 10.00-18.00; chiuso il martedì

Info: +39 035 220033
info@raffaellesco.it
www.raffaellesco.it
www.lacarrara.it
www.gamec.it

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