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VIAREGGIO (LU) | Hotel Plaza e De Russie | 31 luglio – 3 ottobre 2021

Intervista a CLAUDIO COMPOSTI di Matteo Galbiati

Prima protagonista della Plaza Art Residency, la fotografa Ilaria Abbiento presenta, in questa occasione, il risultato del suo lavoro intitolato καρδια, ricerca fotografica che ha realizzato durante una precedente residenza sull’isola di Capraia. Il battito del cuore, l’esplorazione della natura dell’isola, il mare, le carte nautiche, … L’insieme diventa un armonioso tentativo di ripensare al tempo, alle passioni, all’amore partendo dalla bellezza dello sguardo calato nel tempo. Dal cuore con cui l’artista ha esplorato, vissuto, osservato e partecipato con “sincronicità” l’isola. Ci parla del progetto della Plaza Project Art Room, voluta e ospitata, dal prestigioso Hotel Plaza e De Russie di Viareggio (LU), il suo curatore Claudio Composti:

La mostra καρδια di Ilaria Abbiento è la prima proposta della residenza d’artista Plaza Art Residency: come nasce questo progetto? Quali sono le sue caratteristiche e cosa lo connota?
Il progetto nasce qualche anno fa quando il proprietario e collezionista del Plaza e De Russie di Viareggio e del Byron di Forte dei Marmi, Salvatore Madonna, che mi ha chiesto di curare la selezione di opere fotografiche per arredare il Plaza, dopo la ristrutturazione entrato nella catena Relais & Chateau e diventato un design hotel 5 stelle, con il ristorante stellato Lunasia, sotto la direzione dello chef Luca Landi, ora fruibile anche dall’esterno. Questo mi ha stimolato a proporgli un azzardo: aprire nella lobby la prima galleria in Italia all’interno di un hotel 5 stelle, dedicata alla fotografia, sotto la mia direzione artistica, la Plaza Project Art Room, così da poter offrire un servizio di lusso in più, unico, ai suoi clienti internazionali e con la garanzia di avere mostre di livello internazionale e di giovani artisti, ma inseriti nel sistema dell’arte. L’Hotel rimane poi aperto anche in inverno e questo ha portato all’idea di tenere in quel periodo una residenza d’artista, con lavori dedicati al territorio pur rispettando, ovviamente, la natura della ricerca dell’artista e presentando il risultato all’avvio della stagione estiva successiva. Le opere prodotte sono lasciate poi come parte della collezione dell’Hotel. Così Ilaria Abbiento ha inaugurato la prima Plaza Art Residency, la cui presentazione è stata rimandata causa Covid fino ad oggi.

Ilaria Abbiento, καρδια #01, 2020, stampa giclée su carta cotone Hahnemühle PhotoRag Ultrasmooth 305 gsm installata su pannello legers in cornice artigianale a cassonetto con vetro dipinta a mano di bianco, ed. 2/5 + 2AP, 60×90 cm Courtesy Ilaria Abbiento | Claudio Composti

Come avviene la scelta degli artisti? Su quali basi li selezionate?
La selezione avviene su mio invito, confrontandomi e proponendo a Salvatore artisti giovani o mid-career di cui stimo il lavoro e che abbiano, per natura, una ricerca che si lega ai macro temi che ho scelto come linee guida: il paesaggio o l’architettura, il cibo, il territorio, il viaggio, il mare o una ricerca comunque che abbia senso all’interno di un Hotel 5 stelle che ospita clienti internazionali e di varie etnie e religioni e, quindi, rispetti in qualche modo, oltre la natura del luogo, tutti.

La genesi del progetto di Ilaria Abbiento è stata lunga e complessa, passando anche attraverso prove “difficili” come la solitudine e l’isolamento… Ci racconti le tappe che hanno portato alla realizzazione della mostra?
Ilaria Abbiento è una bravissima artista partenopea che seguivo da tempo, che io definisco una poetessa per la sua capacità delicata e profonda di raccontare il tema ossessivo del mare come lenitivo delle ferite della vita e come simbolo di viaggio dell’anima, usando spesso l’immagine o il concetto di isola come arcipelago interiore e approdo sicuro. Dopo aver fatto una residenza d’artista in Sardegna e una seconda residenza in Corsica, poi rinviata per vari motivi tra cui il Covid, quando le ho proposto questa residenza ci ha pensato e mi ha chiesto di poter realizzare un progetto a Capraia in modo da chiudere il ciclo di residenze che, non“casualmente”, l’hanno portata su tre isole… È partita in solitudine, in inverno, e ha dato vita al progetto Καρδια ora in mostra al Plaza.

Ilaria Abbiento, καρδια #05, 2020, stampe giclée su carta cotone Hahnemühle PhotoRag Ultrasmooth 305 gsm installate su pannello legers in cornice artigianale a cassonetto con vetro dipinte a mano di bianco, opera dittico, ed. 2/5 + 2AP, 60×90 cm + 60x90cm
Courtesy Ilaria Abbiento | Claudio Composti

Importante è questa idea – come metti in evidenza nel tuo testo – di “sincronicità” tra individuo e paesaggio, tra anima e natura…
Sì, attorno a questo progetto, non a caso, si sono mosse energie e situazioni di sincronicità che legano spesso ognuno di noi a persone ed eventi che involontariamente, ed inspiegabilmente, confluiscono in un medesimo tempo e luogo, come ad un appuntamento del destino che trova, in chi lo vive, il testimone che esiste qualcosa di più alto e grande del quotidiano. Quel “tempo giusto” come diceva Ezio Bosso che ho citato come incipit del mio testo in mostra:

Ognuno rinasce ogni giorno. Non sapremo mai se la conseguenza di quello che ci accade ci porta da una parte o dall’altra…credo nel “giusto tempo” anche nell’accettare quel tempo…e accettare quello che c’è.”
(Ezio Bosso, compositore – 1971-2020).

Καρδια assume così una forte valenza personale e simbolica che rende omaggio al ciclo della vita e all’amore puro, di cuore, che vive all’unisono di gesti e silenzi, distanze e parole, in un tempo tutto suo, sincronico, oltre la nostra volontà. Il “giusto tempo”.

Il battito del cuore è misura, tempo, mezzo, esempio, epicentro di tutto?
Sicuramente qui lo è. Ilaria ha sincronizzato il battito del suo cuore ad ogni passo fatto per i sentieri lungo la costa dell’isola di Capraia e scrive nel suo testo :

Registro la mia presenza sull’isola con il diagramma del mio ritmo cardiaco, un mareografo immaginario che si accorda all’ondeggiare del mare e pulsa come la luce che lampeggia dalla lanterna del faro…”

Ilaria, infatti, si è spinta prima del tramonto fino in cima al faro, di fronte alla lanterna spenta finché, improvvisamente, si accende, come un cuore che improvvisamente torna a battere. E illumina. Unica luce per i marinai nella notte o nella tempesta, in quel buio che a volte arriva troppo presto nella vita di ognuno. E dopo aver tracciato le linee di costa delle rosse rocce, segnate dal tempo, dal mare e dal vento, Ilaria riesce, altra “casualità” sincronica, a farsi un elettrocardiogramma con la prima macchina per ECG arrivata sull’isola per la prima volta dopo tanti anni…

Ilaria Abbiento, καρδια #08, 2020, mareografo opera video + stampa (18×20 cm), stampa giclée su carta di riso Hahnemühle, ed. 1/5 + 2AP Courtesy Ilaria Abbiento | Claudio Composti

In cosa si è tradotta poi la sua ricerca? Cosa troviamo in mostra?
La mostra si compone di varie opere che prendono diverse forme in quanto Ilaria è un’artista concettuale: fotografia, cartine nautiche su cui interviene con fotografia e rame fuso con cui segue parti della frastagliata linea di costa, come fosse una cauterizzazione di una ferita… Il rame è governato dal pianeta Venere. Il rame incarna l’aspetto femminile dell’essere umano e spesso è associato all’amore, ma simboleggia anche virtù come l’affetto,  la cura e l’equilibrio. Lo stesso che lei mette e cerca nelle sue opere e nel valore di questo gesto semplice e lento del pennellino con cui “ricuce” queste fratture della costa.
Non a caso, troviamo anche un piccolo trittico, che ritrae mare, roccia, che sembra pelle, corpo e la parola in greco φιλικῶς (con amore); tre preziose e piccole opere fotografiche, versione immaginifica dei suoi appunti che annota nel suo diario di viaggio, anch’esso in mostra, su cui disegna linee con il rame, come tracce o sentieri da ricordare e, vicino, è esposta una roccia rossa che ha ritrovato, a forma di cuore, appoggiata sul suo elettrocardiogramma. Ilaria Abbiento si fa mare e ci naviga, novella Ulisse, in quel viaggio che chiamiamo vita, in cerca della propria isola interiore dove approdare e da cui, forse, non ripartire. E traccia per noi nuove rotte sulle coordinate della sua poesia e del suo amore folle e irresistibile per il mare. E nella sala vicina, troviamo il bellissimo video del faro, quando la lampada si accende e pulsa, intermittente e regolare, come un cuore che torna a battere. 

Ilaria Abbiento, καρδια #03, 2020, stampa giclée su carta cotone PhotoRag 305 gsm con intervento pittorico a rame, installata su pannello legers in cornice artigianale a cassonetto con vetro dipinta a mano di bianco, opera unica, 30×40 cm Courtesy Ilaria Abbiento | Claudio Composti

L’approccio, quindi, diventa intimo, poetico, visionario. La sua esperienza si trasferisce a noi con un forte malore sentimentale e sensibile? Quali occhi dobbiamo avere per leggere le sue opere?
Quelli del cuore. Sentire. Ognuno di noi si identificherà nelle sue opere e in questo viaggio, perché Ilaria lavora sulla poesia e su archetipi come il mare e l’isola e su ciò che ognuno di noi conosce: il dolore della vita e di una perdita che trasforma e si trasforma attraverso l’arte, che è taumaturgica. 

Che periodicità avranno le prossime esperienze residenziali?
In teoria ogni inverno ci dovrebbe essere un artista ospite, ma visto il momento ci adatteremo agli imprevisti. L’Arte richiede resilienza.

Hai qualche anticipazione sui prossimi protagonisti?
Sì… Mi piacerebbe invitare un artista che lavora sempre tra onirico e paesaggio, tra rimandi e presenze. Qui ci sono posti incredibili che si possono esplorare sui monti sopra la Versilia… Ma non te lo svelo!

Ilaria Abbiento. καρδια
a cura di Claudio Composti
progetto nato per la prima Plaza Art Residency

31 luglio – 3 ottobre 2021

Plaza Project Art Room
Hotel Plaza e De Russie
Piazza D’Azeglio 1, Viareggio (LU)

Orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 22.00 (info visite in reception Hotel Plaza)
Ingresso libero

Info: claudiocomposti@gmail.com

 

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