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VERONA e MILANO | MARCOROSSI arte contemporanea | Fino al 28 aprile 2018

Intervista a MIRCO MARCHELLI di Matteo Galbiati

Mirco Marchelli (1963) torna ad esporre, nelle due sedi di Verona e di Milano (inaugurazione il 15 marzo) di MARCOROSSI artecontemporanea  con progetto espositivo a lui interamente dedicato, una serie di nuove opere interamente realizzate in terracotta e ceramica. L’artista piemontese, il cui stile ha sempre dimostrato un intelligente e stimolante eclettismo formale, segno di un effervescente peregrinare umorale e immaginativo, presenta un nucleo di lavori intitolati Bella cera che costituiscono il motore espressivo del progetto A capo. Ceramiche Albisola.
Ne abbiamo parlato con lui in questa breve intervista:

Mirco Marchelli. A capo. Ceramiche Albisola, veduta della mostra, MARCOROSSI arte contemporanea, Verona

Mirco Marchelli. A capo. Ceramiche Albisola, veduta della mostra, MARCOROSSI arte contemporanea, Verona

Torni a presentare, in una personale, esclusivamente un ciclo di opere ceramiche? Come nasce questo progetto?
Espressamente su richiesta dei committenti, abili nel percepire che, tra le necessità espressive di chi, rivolgendosi al passato (proprio e non) come chi risponde, ci possa essere il desiderio di ri-trovarsi a proprio agio con una materia così ricca di stimoli e rimandi.

Che tipologie di opere presenti? Quali sono i punti di contatto che condividono con le tue, particolari quanto suggestive, opere pittoriche? In generale come si inseriscono questi lavori nella tua ricerca?
La serie Bella cera ha dei chiari riferimenti, sia alle precedenti ceramiche, così denominate anche nel passato, che agli elementi pittorici caratteristici del lavoro fin qui svolto, per l’utilizzo di materiali naturali, tra i quali appunto la cera d’api, percependoli altresì come naturale ricerca di commistioni materiche volte a mescolare le carte del processo stesso del tentato operare.

Mirco Marchelli, Bella cera, 2017, ceramica dipinta e smaltata, 64x40x12 cm Courtesy MARCOROSSI arte contemporanea

Mirco Marchelli, Bella cera, 2017, ceramica dipinta e smaltata, 64x40x12 cm Courtesy MARCOROSSI arte contemporanea

Hai lavorato nella storica bottega albisolese La casa dell’arte di Danilo Trogu: cosa rappresenta per te questo luogo? Cosa significa lavorare ad Albisola, centro d’eccellenza mondiale per la ceramica che, qui, ha avuto tra i più alti esempi di questo tipo di produzioni ospitando, negli anni, i maggiori maestri dell’arte contemporanea?
Il viaggio, che corrisponde alla discesa ad un luogo di mare così rappresentativo, ripone in sè già un ventaglio di stimoli formativi atti a favorire prove di applicazione, supportate magistralmente da chi, mettendosi al servizio dell’altrui operare, comunica il proprio sapere, sorretto non solo da abilità manuali, ma altresì culturali ed emozionali.

Hai definito la ceramica come “la materia più anarchica che un artista possa affrontare”, ci spieghi cosa intendi? Come riesce l’artista a guidarla (o a farsi guidare)?
Il tentativo di controllare questa materia, rimane, a parer mio, arduo, perché nel  sottometterla,l a reazione che mette in atto, può risultare pari ad uno sberleffo e chi, riuscendoci, la umilia, non può che esserne amareggiato.

Mirco Marchelli. A capo. Ceramiche Albisola, veduta della mostra, MARCOROSSI arte contemporanea, Verona

Mirco Marchelli. A capo. Ceramiche Albisola, veduta della mostra, MARCOROSSI arte contemporanea, Verona

Parli anche di “elementari difficoltà”… Quali sono? Come si superano?
Le stesse della preparazione del cibo, ovvero il tempo, il più elementare e il più ricercato degli ingredienti.

La tua resta una storia di passione per questo materiale: come riesci a renderlo contemporaneo? Come agisci per trascrivervi la tua identità artistica e poetica?
Contemporaneamente passioni materiali e spirituali si attraggono, volgendosi loro a nostro favore, sottoscrivendo per noi una mozione di fiducia.

Che valore pensi abbia oggi? Pensi abbia ancora una sua attualità nelle ricerche dei giovani artisti?
La ceramica impone un proprio agire, rendendola attuale sempre, perché vitale.

Mirco Marchelli, Bella cera, 2017, ceramica dipinta e smaltata, 61x47x8 cm Courtesy MARCOROSSI arte contemporanea

Mirco Marchelli, Bella cera, 2017, ceramica dipinta e smaltata, 61x47x8 cm Courtesy MARCOROSSI arte contemporanea

A capo non è un titolo casuale, ma, al suo interno, si celano più significazioni e rimandi che ti sono particolarmente cari: il luogo, la musica, la scrittura, …
Albisola Capo è il luogo dove vengo ospitato, di ritorno, e, come da indicazione musicale, rappresenta un ritornello e quindi racchiude motivi chiaramente a me cari.

I prossimi tuoi progetti?
Portare a compimento lo studio al pianoforte delle Variazioni Goldberg, ovvero: Aria, trenta variazioni ed infine l’Aria da capo. Naturalmente, Bach.

Mirco Marchelli. A capo. Ceramiche Albisola

3 marzo – 28 aprile 2018

MARCOROSSI arte contemporanea
Via Garibaldi 18 A, Verona

Orari: da martedì a sabato 10.00- 12.30 e 15.00-19.00, domeniche su appuntamento

15 marzo – 28 aprile 2018
Inaugurazione giovedì 15 marzo ore 18:30

MARCOROSSI arte contemporanea
Corso Venezia 29, Milano

Info: Verona +39 045 597753
verona@marcorossiartecontemporanea.com

Milano +39 02 795596
milano@marcorossiartecontemporanea.com

www.marcorossiartecontemporanea.com

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