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TRIESTE | MLZ Art dep | 21 gennaio – 25 marzo 2023

MLZ Art dep e Wiener Art Foundation presentano il secondo capitolo della serie APPROACH# che vede il dialogo tra l’opera dell’artista saudita Maha Malluh ed il lavoro dell’italiana Valentina Palazzari, a cura di Davide Sarchioni.

Approach #2. Maha Malluh e Valentina Palazzari, 2023, veduta della mostra, MLZ Art Dep + Wiener Art Foundation, Trieste. Foto di Isaco Praxolu

Maha Malluh (Jeddah, Arabia Saudita, 1959) è conosciuta per le installazioni multimediali che spesso incorporano oggetti trovati, emblematici della cultura Saudita: piatti smaltati tradizionali, registrazioni su cassette  di liriche e conferenze religiose, barili di petrolio o elementi architettonici iconici. Il suo lavoro Food for Thoughts – Al-Muallaqat (2012) è stata la prima opera di artista donna esposta in pubblico in Arabia Saudita.
I suoi fotogrammi (Modernity and Tradition), presentati da MLZ Art Dep e Wiener Art Foundation, sono realizzati esponendo alla luce composizioni di oggetti su carta fotosensibile. Dove la luce incontra le forme, queste rimangono impresse sulla superficie. L’accumulo di piccoli oggetti personali crea una tensione tra il piacere promesso da questi oggetti banali e la perdita della loro funzione originale, spesso legata alla tradizione e la crescente pulsione al consumo.
Il suo lavoro è stato anche esposto in diverse mostre tra cui quella del British Museum (2012); la 57a Biennale di Venezia (2017); Saatchi Gallery, Londra (2016); Galerie Krinzinger, Vienna (2015, 2019); Art Basel Unlimited (2014/2022); Hauser and Wirth Londra (2013). Le opere del Mullah fanno parte di numerose collezioni pubbliche e private, tra cui Louvre Abu Dhabi; Guggenheim Abu Dhabi; Tate Modern; Centre Pompidou; British Museum; SFMoMA, San Francisco; MAK, Vienna; UBS Collection.

La ricerca di Valentina Palazzari (Terni, 1975) approfondisce i concetti di memoria, spazio e tempo per rivelare una realtà transitoria e in continuo mutamento, muovendosi liberamente tra i linguaggi della scultura, della pittura, dell’ installazione e del video. L’artista realizza grandi installazioni concepite per specifici contesti con i quali stabilisce un efficace approccio dialogico a partire da un’indagine sulle proprietà fisiche e le qualità estetiche dei diversi materiali utilizzati (reti elettro-saldate, plastiche da cantiere, cavi elettrici e materiali organici), focalizzandosi sui processi naturali di ossidazione, di decomposizione e di trasformazione in relazione agli agenti esterni e al trascorrere del tempo.
Tra i suoi progetti e le sue mostre: Béance, materia e immagine del desiderio, Fondazione L’Arsenale, Iseo (2022); La fonte dell’opera. Consorzio La Giaconta, Roma (2022); L’origine del mondo, Banca Profilo, Roma (2022); Chiantissimo. Il Paesaggio culturale, Semifonte, Barberino Tavernelle (2022); Arteporto, Porti Imperiali di Claudio e Traiano, Roma (2021); Arte jeans, Museo del Metelino, Genova (2021); BLOKS, Real Albergo delle Povere, Palermo (2021); Klepsydra, Castello Aragonese di Ischia (2021); Mirandola, galleria a cielo aperto, Mirandola, (2020); Ruggini, galleria Il Frantoio, Capalbio (2020); Vedere lontano 1, Fondazione Luca e Katia Tomassini, Orvieto (2020); #percezioni 2, Fondazione Volume!, Roma (2019); Si sta come d’autunno, SMMAVE Centro per l’Arte contemporanea, Chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini, Napoli (2019); Affuoco, Chiostro di San Francesco, Acquapendente, (2019); OPUS, M.A.r.S., Milano (2018); Passaggi di Stato, Reggia di Caserta (2018); Made in Forte, Forte dei Marmi (2017); Pirouette, Chiesa di Santa Rita in Campitelli, Roma (2017); Il muro dei muri, Todi Festival, Piazza del Popolo, Todi (2015). Sue opere pubbliche si trovano a Follonica (Gr), presso il Museo Magma e a Frasso Telesino (BN). Nel 2017 realizza un lavoro permanente per il foyer del teatro off-off, in via Giulia a Roma. I suoi video Castore e Polluce, 2019 e Selfportrait, nero di china, 2020 sono stati selezionati dal Miami New Media Festival per il DORCAM Museum, Miami (Florida). Nel 2020 una sua grande opera su plastica entra a far parte della collezione del contemporaneo della Reggia di Caserta.

Approach #2. Maha Malluh e Valentina Palazzari, 2023, veduta della mostra, MLZ Art Dep + Wiener Art Foundation, Trieste. Foto di Isaco Praxolu

Le ragioni da cui muove un raffronto tra i lavori di Maha Malluh e Valentina Palazzari, esposti in questa mostra, risiedono anzitutto nell’analisi delle differenti modalità con cui le due artiste imprimono la superficie dell’opera, impiegando rispettivamente oggetti di uso comune e la ruggine per esperire impronte, tracce e segni in immagini di attinenza memoriale.
Nei lavori di Malluh, le impronte degli oggetti personali, ottenute su carta fotosensibile mediante l’esposizione alla luce, sono immagini in negativo associabili a quelle di uno screening a Raggi X che, generando la perdita del dettaglio e della funzione originaria dell’oggetto, evocano forme simboliche riconoscibili, ma statiche e asettiche, la cui disposizione e tipologia determina una tensione che esprime il clash tra la tradizione culturale dell’Arabia Saudita e quella occidentale. Palazzari, invece, agisce con la ruggine ottenuta sollecitando l’ossidazione dei tondini di ferro da cantiere per contatto diretto su superfici di plastica e di cotone, verificandone la reazione e gli effetti  in immagini dagli sviluppi imprevedibili e di sensibile quanto drammatico lirismo pittorico, in cui i depositi della materia, i segni e le bruciature sono traccia di un processo “alchemico” e di un mutamento in atto.
A differenza delle impressioni fotometriche degli oggetti di Malluh, in cui l’oggetto fisico diventa la sua immagine evocandone la storia, nei lavori di Palazzari la ruggine non intende riprodurre qualcosa né rappresentare, ma è essa stessa materia viva e reale che segna la superficie con il valore immateriale della memoria, del tempo e delle loro continue trasformazioni. Tanto Malluh quanto Palazzari, seppur con intenzioni ed esiti diversi, attribuiscono un peso culturale agli oggetti e alla materia con cui agiscono. (Davide Sarchioni)

Approach #2. Maha Malluh e Valentina Palazzari, 2023, veduta della mostra, MLZ Art Dep + Wiener Art Foundation, Trieste. Foto di Isaco Praxolu

Maha Malluh, Valentina Palazzari. APPROACH #2
a cura di Davide Sarchioni
in collaborazione con WAF – Wiener Art Foundation, Vienna 

21 gennaio – 25 marzo 2023
Inaugurazione sabato 21 gennaio ore 18.00

MLZ Art Dep
Via Roma 15, II piano, Trieste

Orari di apertura: orari: martedi- mercoledì, ore 10-13; giovedì-venerdì, ore 17-19 o su appuntamento

Info: +39 040 2606091
marco@mlzartdep.com
www.mlzartdep.com

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