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BOLOGNA | Padiglione Esprit Nouveau| 7 – 25 gennaio 2015

Intervista a CRISTIAN CHIRONI di Matteo Galbiati

L’artista Cristian Chironi (1974) ha avviato lo scorso 7 gennaio My house is a Le Corbusier, complesso e articolato progetto che somma l’esperienza della performance, della fotografia, del video, delle installazioni site specific e dell’interazione partecipata del pubblico. Durante tre settimane Chironi opererà all’interno dell’Esprit Nouveau di Bologna – padiglione realizzato da Le Corbusier a Parigi nel 1925 e ricostruito poi a Bologna nel 1977 – raccogliendo esperienze diverse per riportare alla luce il potenziale narrativo che rimane presente e tangibile nel contesto contemporaneo e che si attiva in modo specifico e determinato a seconda del luogo e della circostanza del suo verificarsi.
Lo abbiamo incontrato per una breve intervista nel pieno dello svolgimento dell’azione della sua opera in progress.

Cristian Chironi. My house is a Le Corbusier (Esprit Nouveau Bologna), work in progress, Padiglione Esprit Nouveau
, Bologna Credits Luca Ghedini

My house is a Le Corbusier (Esprit Nouveau Bologna) rientra nel progetto Open di cui hai presentato lo scorso anno il primo capitolo al Museo MAN di Nuoro, come nasce e in cosa si differenzia?
Il progetto nasce prendendo spunto da un episodio realmente accaduto in cui individuo nella storia il potenziale narrativo per un’analisi di una serie di relazioni nel contemporaneo, legate al concetto di comunicazione, lettura e interpretazione, con conseguenti implicazioni linguistiche e socio-politiche; calandomi, in un periodo storico di difficile e precaria stabilità economica, in quell’impossibilità a possedere una casa di proprietà e prendendosi nel cambio di baratto la libertà di abitare le case di Le Corbusier presenti al mondo.
In tutte e due gli step di Open c’è un’incomprensione dei codici e si procede nella costruzione per modifiche o varianti. Oltre che dall’individuazione di una serie di episodi linguistici, i progetti traggono spunto da fatti realmente accaduti, che ruotano, da una parte, attorno alla figura dell’inglese Benjamin Piercy, realizzatore della linea ferroviaria in Sardegna, che abitò per anni nella sua casa immersa in un giardino inglese al centro dell’Isola, in cui specie di piante di diversa provenienza e origine convivono con la flora locale. Dall’altra Nivola e la famiglia del fratello che ignorò il progetto di Le Corbusier. Broken English scaturiva dall’emersione di alcune domande fondamentali: Una società che possiede diverse lingue, dunque diverse forme di espressione, è più o meno forte, più o meno ricca, di una società che ne possiede una soltanto? È ipotizzabile l’esistenza al mondo di una sola lingua, di un solo mercato, di una sola moneta? My house is a Le Corbusier nuovamente intreccia riflessioni su aspetti linguistici fondativi e sulle conseguenti implicazioni socio-economiche.

Cristian Chironi. My house is a Le Corbusier (Esprit Nouveau Bologna), work in progress, Padiglione Esprit Nouveau
, Bologna Credits Luca Ghedini

Come hai pensato di lavorare nel padiglione di Le Corbusier? Parte, quindi, anche da una storia “sarda” che vede protagonista il famoso architetto e un suo progetto per la casa di Costantino Nivola ad Orani in Sardegna…
Sì, come ti accennavo, nella seconda metà degli anni Sessanta, l’artista sardo Costantino Nivola, legato da una profonda amicizia e collaborazione con l’Architetto Le Corbusier, di passaggio a Orani (suo paese e mio paese di origine) affidò alla famiglia del fratello “Chischeddu” un progetto firmato dal grande architetto, con l’auspicio che, lui e i figli muratori, in procinto di costruire una nuova casa, seguissero scrupolosamente le istruzioni contenute all’interno. L’importanza di questo lascito non fu però recepita. Tempo dopo Costantino, rientrato da Long Island, notò che la casa costruita non corrispondeva affatto alle caratteristiche del progetto che, a detta di tutta la famiglia, “non aveva né porte né finestre e assomigliava più a un tugurio che a una casa”. Costantino Nivola reagì riprendendosi quel progetto, di cui oggi non si conosce più il destino.
L’esperienza all’Esprit Nouveau durerà quasi un mese e sarà scandita da una settimana di lavoro solitario, una successiva in cui il visitatore potrà interagire direttamente con me e sarà ospitato all’interno dell’abitazione e una di apertura al pubblico in forma di mostra durante i giorni di ART CITY Bologna e in occasione di Arte Fiera.

Come l’architettura di Le Corbusier diventa la “tua casa”?
Abitandola. La casa è di chi la abita.

Cristian Chironi. My house is a Le Corbusier (Esprit Nouveau Bologna), veduta dell'installazione, Padiglione Esprit Nouveau
, Bologna Credits Luca Ghedini

La tua azione si svolge in un tempo lungo e dilatato, in cui incontri anche il pubblico e interagisci con esso, quali sono, in questo caso, le coordinate del tuo agire?
Una resa dell’architettura attraverso il racconto e la presa diretta della sua dimensione spazio temporale, dove si potrà discutere di tante cose, assistere a eventi, documentarsi sul materiale raccolto, stare insieme.

Cosa ottieni, cosa vuoi che rimanga di questa esperienza? Dove cerci il “potenziale narrativo”?
In questi giorni le persone entrano per la prima volta in questo spazio che il più delle volte rimane chiuso. Il quartiere fieristico si sta avvicinando un po’ di più alla città. La casa ha riscosso attenzioni dal punto di vista della ristrutturazione e conservazione. C’è stato uno scambio di sinergie e suggestioni con lo spettatore, che ha arricchito il bagaglio esperienziale di ognuno.
I drammatici fatti che hanno caratterizzato questi giorni parigini, ci fanno capire che la casa dell’uomo deve essere riconsiderata e ognuno di noi deve adoperarsi affinché tutti possiamo viverla in serenità e uguaglianza.

Cristian Chironi. My house is a Le Corbusier (Esprit Nouveau Bologna), work in progress, Padiglione Esprit Nouveau
, Bologna Credits Luca Ghedini

Nel tuo lavoro ci hai abituati, negli anni, all’uso di mezzi, espressioni e media differenti, a quali strumenti ricorri in questo caso?
Uso differenti media com’è mio solito. In questa esperienza poi vesto anche ruoli diversi. Il giovedì per esempio è dedicato alla didattica insieme agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ospito il lavoro di altri artisti. Intendo la casa come un cantiere d’idee e ricerca; abitazioni “postazioni di osservazione privilegiate”, per capire com’è oggi recepita l’eredità di Le Corbusier e come ci rapportiamo al senso di abitare. 

My house is a Le Corbusier (Esprit Nouveau Bologna) è il primo appuntamento di una serie di altri che vedranno sempre protagoniste le architetture di Le Corbusier (il prossimo aprile all’appartamento-studio in rue Nungesser et Coli a Parigi): come si svolgerà in ciascuna di esse il tuo intervento? Come muta?
Il progetto si svilupperà sull’arco potenziale di 30 opere abitabili dislocate in 12 nazioni ed è una performance dilatata nel tempo. “Abitazioni pellegrine” legate al movimento e all’incrocio di geografie e culture diverse. Abitare queste opere mi consentirà di confrontarmi con realtà e ambienti tra loro diversi, sviluppando un’esperienza diretta sul posto. Non mi prefiggo nulla di stabilito e ogni contesto susciterà emozioni, suggestioni o riflessioni diverse.

Cristian Chironi. My house is a Le Corbusier (Esprit Nouveau Bologna)
con il sostegno di Fondation Le Corbusier, Parigi
in collaborazione con MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Xing, Regione Emilia-Romagna
documentato dalla pubblicazione realizzata da MAN Museo d’Arte Provincia di Nuoro
promosso da Art City Bologna 2015 in occasione di Arte Fiera 

7 – 25 gennaio 2015

Padiglione Esprit Nouveau
Piazza Costituzione 11, Bologna 

Visite: 14-22 gennaio 2015 visite individuali su appuntamento
(telefono +39 349 4634730 o scrivere a cristianchironi@gmail.com); 23-25 gennaio 2015 apertura al pubblico
promossa da Art City Bologna 2015 in occasione di Arte Fiera
venerdì 23 ore 12.00-20.00,
sabato 24 ore 12.00–22.00; domenica 25 ore 12.00-20.00

Info: www.mambo-bologna.org
www.xing.it
www.fondationlecorbusier.fr 
www.museoman.it
www.artefiera.it
agenda.comune.bologna.it/cultura

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