PIEVE A PRESCIANO (AR) | Filanda | 8 – 15 giugno 2014
AREZZO | Museo dei Mezzi di Comunicazione | 8 giugno – 26 luglio 2014

Intervista a LUCA PANCRAZZI di Chiara Canali

MadeinFilandia è più che una residenza artistica, come molte ormai ne sono sorte in Italia e all’estero. Nato nel 2010, il progetto è giunto alla sua quinta edizione ed è sostenuto grazie alla generosità degli artisti e degli amici che vi partecipano, garantendone così la completa indipendenza da fattori esterni. Convivenza, condivisione, partecipazione, confronto, autonomia, libertà espressiva sono le parole chiave di questa esperienza di vita, di lavoro e di scambio intellettuale, che permette agli artisti di ideare e produrre arte a diretto contatto con la natura della Filanda di Pieve a Presciano, nella bellissima campagna toscana.

Tante le suggestioni e gli stimoli che non rimangono confinati alla sola settimana del festival, si protraggono in tutto l’anno solare, attraverso i numerosi appuntamenti, nel resto d’Italia, rendendolo un vero e proprio laboratorio permanente. Abbiamo incontrato Luca Pancrazzi, uno tra gli artisti ideatori di questo progetto per farci raccontare finalità e sviluppi dell’iniziativa.

MadeinFilandia 2014, Bianco-Valente, ph Calugi

Nelle vostre presentazioni del progetto si legge che “MadeinFinlandia è un progetto di micro residenza artistica che ha luogo presso la Filanda di Pieve a Presciano, un esempio di archeologia industriale del XIX secolo, che vede tra i suoi fondatori Luca Pancrazzi, Claudio Maccari, Elena El Asmar e Loris Cecchini in collaborazione con Arturo Ghezzi”. Mi puoi raccontare che cosa accade alla Filanda nel consueto appuntamento annuale, che da quest’anno è diventato un vero e proprio Festival?
Abbiamo sempre parlato di micro per individuare la necessità minima di convivenza e permanenza necessaria a instaurare un rapporto attivo col luogo e tra le persone. Gli artisti arrivano col loro bagaglio di vestiti e conoscenze ma senza portare semilavorati o idee confezionate altrove. Arrivano, si ambientano, si rilassano e poi lavorano. Gli artisti lavorano sempre, anche se non gli chiedi esplicitamente di produrre un’opera, dopo un paio di giorni che stanno in un luogo si metteranno naturalmente al lavoro. Nel corso degli anni poi è nata la necessità di presentare delle altre cose, parallelamente al lavoro degli artisti residenti, che completassero la visione di questo momento. Spesso sono gli artisti stessi che ci hanno proposto di volta in volta di presentare pezzi del lavoro che avevano iniziato qui l’anno prima o la conclusione di un percorso partito da qui. Abbiamo iniziato quindi ad assomigliare al programma di un festival, con eventi per tutta la settimana, per cui abbiamo ufficializzato l’apertura al pubblico per il periodo intero di permanenza. Anche le opere non inaugurano insieme nel fine settimana ma si aprono alle visite durante i giorni di lavorazione. In pratica si può venire a fare colazione la mattina con gli artisti presenti oppure passare a fare merenda o cenare insieme.

Madeinfilandia2014, ph Calugi

A MadeinFilandia non è contemplata la figura del critico o del curatore, non c’è un tema, non ci sono gallerie collegate e nemmeno appuntamenti espositivi finali. Quali sono le linee guida di questa atipica residenza artistica?
Made In Filandia è il tema della festa che proponiamo a tutti gli artisti. Fatto in Filandia, ma non solo, pensato, progettato, ingegnerizzato e spesso consegnato agli agenti atmosferici che lo riportano a essere parte della natura. Alcuni resti di opere dell’anno prima possono essere visti da occhi esperti e riconosciuti, e quindi possono anche di nuovo essere riutilizzati e comunque visivamente riassorbiti. Non vogliamo proporci come dei curatori, assegnando dei compiti e degli spazi, perché non abbiamo bisogno di proiettare sulla mostra o sulle opere degli altri artisti la nostra creatività e personalità. È la ricchezza del rapporto a essere primario motivo di soddisfazione personale che ripaga degli sforzi fatti. Alcuni critici poi seguono il nostro lavoro e ci propongono parallelamente di organizzare delle presentazioni o delle discussioni, mettendosi in gioco ancor più che se fossero i curatori del progetto. Ci sono molte cose di cui si sente la necessità che siano ripensate e rifondate, per prima la centralità dell’artista all’interno della macchinetta del Sistema dell’Arte, di cui tutti si sentono solo vittime assecondando l’equivoco, anche solo e semplicemente partecipando al gioco. Gli artisti sono le vittime predestinate di chiunque, sono un bersaglio perché sono liberi in tutti i sensi, non hanno padroni, sono fragili e forti al tempo stesso, perché si nutrono delle proprie debolezze e le mettono in mostra facendo del proprio percorso analitico una pratica di vita. Il sistema è fatto da persone che non hanno queste caratteristiche umane, e che trattano la materia come qualsiasi altra, fiscalmente e umanamente, queste persone fanno carriera, gestiscono il potere temporale e pretendono di essere i giudici della qualità estrema premiando economicamente le loro vittime. Il discorso è sicuramente spinoso, ed io volevo semplicemente dire che tra gli artisti ci sono livelli di stima e di rispetto trasversali a quelli evidenziati dal sistema, agi artisti piace stare insieme e da soli al tempo stesso.

MadeinFilandia 2014, Marco Andrea Magni, ph Degal

In che modo il luogo della Filandia, gli spazi individuati, i tempi assegnati agli artisti, la condivisione dei percorsi di approfondimento, ma anche dei momenti di convivialità, delle colazioni, dei pranzi, delle cene, dei pic-nic possono convogliare le pratiche artistiche verso nuovi approcci creativi e visionari?
Questo tipo di situazione crea semplicemente delle occasioni di conoscenza reciproca e quindi di approfondimento personale attraverso il confronto continuo di altri occhi e menti interessate e accordate verso lo strumento dell’arte. Anche lo smembramento dei confini spaziali in cui l’artista si trova a confrontarsi affina le abilità a 360 gradi e costituisce la base di nuove soluzioni a vecchie questioni.

MadeinFilandia 2014, Mirko Canesi, ph Calugi

Questo progetto di condivisione e di confronto tra artisti sembra porsi in modo distante rispetto alle dinamiche del sistema dell’arte che puntano al risultato finale, alla mostra, al vernissage, alla vendita delle opere e spesso non si curano del momento, essenziale, di produzione e di ideazione dell’opera e di scambio di idee e pensieri. Il vostro esperimento vuole diventare una realtà alternativa rispetto a quelle offerte attualmente in Italia?
Non c’è nessuna presunzione di alternatività, essendoci costituiti stato autonomo, l’Italia è per noi un buon vicino col quale avere scambi intellettuali e commerciali. Siamo cresciuti col mito dell’Italia e spesso andiamo a visitarla e a visitare le sue innumerevoli gallerie e musei d’arte contemporanea piene di galleristi illuminati, intellettuali, che pensano solo a rendere felici gli artisti per farli lavorare al meglio attribuendo all’arte italiana quella caratteristica unica di invenzione e ingegno e raffinata destrezza di cui è portatrice autoritaria nel mondo intero! Abbiamo avuto molte lezioni dal nostro vicino e non è detto che prima o poi anche in Filandia non ci possa essere una galleria d’arte pubblica e privata al tempo stesso, che collochi le opere in importanti collezioni, come ambasciatrice della qualità della vita del nostro piccolo stato.

MadeinFilandia 2014, Conversazione a cura di Michela Eremita con Andrea Ulivi dell'Andrey Tarkovsky International Institute, ph Degal

Proprio recentemente ho partecipato al Palais de Tokyo di Parigi al progetto Flamme éternelle di Thomas Hirschhorn che sembra in qualche modo echeggiare la vostra esperienza a Madeinfilandia. L’artista ha infatti considerato il palais come un suo atelier, uno spazio d’arte in cui invitare filosofi, scrittori, poeti ed artisti che introducono il loro pensiero o la loro visione e mettono a confronto le proprie ricerche, per affrontare con una nuova consapevolezza il tempo che stiamo vivendo. Questa piattaforma vuole riportare l’attenzione sul dibattito dell’arte, sul pensiero, sulla riflessione, in una costante condivisione di idee. Può forse questa strada, sempre più condivisa tra gli intellettuali, essere un modello da seguire per rigenerare i meccanismi un po’ asfittici dell’arte contemporanea?
Fa sicuramente bene all’artista, come a chiunque altro concentrarsi su frequentazioni che lo arricchiscono e che possono aiutare a spostare il proprio punto di osservazione sul mondo. Questo penso che avvenga in privato continuamente, mentre se lo si mette in scena, come nel caso di Hirschhorn, lo si fa sicuramente, per criticare la società, da un pulpito. I cambiamenti, avvengono in modo radicale se si portano le pratiche ad essere quotidiane e calate nella vita di tutti i giorni. Una mostra educational è solo una mostra educational, preferisco una mostra bella di un artista generoso.

Madeinfilandia2014, ph. Calugi

Quali sono state le novità di questa edizione del 2014, gli appuntamenti salienti e gli artisti coinvolti?
Le novità sono state soprattutto relative alla decisione di iniziare con una inaugurazione domenica 8 giugno e continuare ad inaugurare pezzi sino a domenica 15 giugno. In pratica ci sono stati 8 giorni di presentazione al pubblico delle opere che hanno inaugurato di volta in volta insieme a progetti paralleli che hanno fatto da sfondo alle lunghe giornate di giugno. La settimana non è stata ideata solo per gli addetti ai lavori, ma aperta a tutti in qualsiasi momento anche durante i pranzi o le cene. Abbiamo una cucina, un bar ed anche un laboratorio di pasticceria. Abbiamo aperto gli appuntamenti domenica 8 giugno con con l’inaugurazione di una mia mostra ad Arezzo proprio nel momento in cui tutti gli artisti avevano iniziato ad arrivare e poi abbiamo continuato il pomeriggio in Filanda con un altro opening dedicato all’esercizio personale di Andrea Marescalchi che apriva le danze vere e proprie.  Da domenica 8 sono arrivati Stefano Arienti, Bianco Valente, Sergio Breviario, Luca Caccioni, Mirko Canesi, Andrea Contin, Francesco De Grandi, Giovanni De Lazzari, Giulia Di Lenarda, Elisabetta Di Maggio, Giulio Lacchini, H.H. Lim, Marco Andrea Magni, Luca Scarabelli, Adriano Nasuti Wood, che sono il nucleo degli artisti in residenza, affiancati poi da Adalberto Abbate, Davide Bertocchi, Canedicoda, Degal, Paola Gaggiotti, Kinkaleri, Elisa Macellari, Sonia Marcacci, Andrea Marescalchi, Concetta Modica, Francesco Oliveto, Cristiana Palandri, Luigi Presicce, Luca Pucci, Giacomo Ricci, Cristina Rizzo e Keno Tang che hanno costruito eventi speciali, performativi, e installativi. Da giovedì 13 giugno per tutto il fine settimana si è tenuta anche una Fiera del Libro d’Arte Improvviso e d’Artista curata da Amedeo Martegani ed Emanuele De Donno che insieme a una piccola e intensa mostra curata da Francesco Carone hanno restituito un punto di vista interessante sull’editoria indipendente e sugli artisti sensibili alle questioni editoriali.

MadeinFilandia 2014, a ‘Fiera del Libro d’Arte, Improvviso e d’Artista, ph Degal

Tra le varie iniziative è prevista anche la tua personale Autovelox presso il Museo dei Mezzi di Comunicazione di Arezzo. Quali problematiche intende sollevare questa mostra in un contesto differente rispetto agli abituali spazi espositivi?
Questa mostra è stata curata da Michela Eremita che ha iniziato un laboratorio didattico con studenti della scuola di specializzazione di Arezzo tesa alla cura del progetto di mostra in questo museo stravagante e unico nel suo genere. Si è trattato di un esperimento da parte di tutti, e il risultato è visibile. È interessante provare ad agire in un luogo diverso ma denso di stimoli e non predisposto per l’arte in generale come questo piccolo museo. Bisogna entrare in punta di piedi e agire con tatto. Nel mio caso ho pensato di confrontarmi coinvolgendo i miei progetti filmici perché avrebbero creato un curioso nesso tra gli accessori delle vetrine del museo e i miei televisori e film proiettati. La mostra è stata resa possibile dalla collaborazione con MadeinFilandia e l’Università di Siena, per questo motivo l’abbiamo fatta rientrare negli eventi di quest’anno, come apertura verso l’esterno. Il museo stesso ha subito una notevole rivitalizzazione di pubblico e di animazione, e quindi questa collaborazione è risultata proficua per tutti.

MadeinFilandia 2014, Luca Scarabelli, ph Luca Pancrazzi

MadeinFilandia

Artisti invitati: Stefano Arienti, Bianco Valente, Sergio Breviario, Luca Caccioni, Mirko Canesi, Andrea Contin, Francesco De Grandi, Giovanni De Lazzari, Giulia Di Lenarda, Elisabetta Di Maggio, Giulio Lacchini, H.H. Lim, Marco Andrea Magni, Luca Scarabelli, Adriano Nasuti Wood e con la partecipazione speciale di Adalberto Abbate, Davide Bertocchi, Canedicoda, Degal, Paola Gaggiotti, Kinkaleri, Elisa Macellari, Sonia Marcacci, Andrea Marescalchi, Concetta Modica, Francesco Oliveto, Cristiana Palandri, Luca Pancrazzi, Luigi Presicce, Luca Pucci, Giacomo Ricci, Cristina Rizzo, Keno Tang

8 – 15 giugno 2014

Filanda di Pieve a Presciano (AR)

Info: www.madeinfilandia.org

Autovelox. Luca Pancrazzi

8 giugno – 26 luglio 2014

Museo dei Mezzi di Comunicazione
via Ricasoli 22, Arezzo

Info: +39 0575 377662
www.museocomunicazione.it

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