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MILANO | Palazzo Morando | 20 marzo – 28 giugno 2015

di GABRIELE SALVATERRA

Gyula Halász meglio noto come Brassaï (1899-1984) può essere considerato uno dei fotografi più importanti ed influenti del ’900. Quando arriva a Parigi nel 1924, curiosamente lo stesso anno in cui André Breton pubblica il manifesto del Surrealismo, elegge la capitale francese a teatro e soggetto privilegiato del suo lavoro di reporter.

Brassaï, Veduta notturna su Parigi da Notre-Dame, 1933-1934 © Estate Brassaï

Nella mostra allestita a Palazzo Morando più di 200 fotografie raccontano le feste galanti, la vita aristocratica, gli artisti, i loro studi, il lavoro, la notte, gli angoli misteriosi, le bettole, i locali, i postriboli, i senzatetto e le prostitute di una Parigi che mostra il suo volto più misterioso e perturbante in una totale immedesimazione tra fotografo e città.
Secondo Brassaï “Chi si ispira alla natura non inventa niente bensì vuole interpretare qualcosa. Ma tutto passa attraverso il filtro della sua immaginazione e ciò che realizza alla fine è molto diverso dalla realtà”. Per questo, nonostante le sue fotografie si affidino alla tecnica più realistica e documentaria possibile, ciò che emerge dalle sue composizioni è un’immagine trasfigurata della realtà dove piccoli dettagli (piccoli puncta direbbe Barthes) destabilizzano per la loro apparenza assurda e irreale. Nella città paesaggisticamente più trita e turistica Brassaï punta l’obiettivo su un lato oscuro, misterioso e inquieto.
Brassaï, Torre Eiffel, 1932 © Estate Brassaï Una Parigi che diventa scenario quasi mitologico in cui dare vita alle proprie visioni e una realtà letta come grande opera surrealista in cui, dal tessuto continuo del reale, emergono segni e simboli come inaspettate interferenze. Brassaï pur non avendovi mai aderito apertamente viene infatti spesso accostato al Surrealismo anche sulla base della sua collaborazione con la rivista Minotaure.
In effetti nelle scalinate di Montmartre o negli specchi dei locali notturni prende vita una visione vertiginosa dove l’immagine sfugge continuamente. Nei graffiti dei muri metropolitani, assolutamente contemporanei al fotografo, sembra di poter scorgere un primitivismo della società, un pensiero pre-logico che continua ad esistere accanto al razionalismo novecentesco. Infine nei nudi, che chiudono il percorso, lo stesso corpo femminile, grazie ad ambigui tagli, si fa portatore di forme di genere maschile, realizzando quell’erotismo ibrido e perturbante tanto caro ai circoli surrealisti.
Ma in fondo Brassaï, originario di un piccolo paese della Transilvania, è semplicemente un essere notturno che, grazie all’oscurità, riesce a mostrare il volto nascosto della Ville Lumière.

Brassai. Pour l’amour de Paris
a cura di Agnès de Gouvion Saint-Cyr
organizzazione Comune di Milano | Cultura, Polo Musei Storici e Musei Archeologici, la Fratelli Alinari – Fondazione per la Storia della Fotografia e l’Estate Brassai
con il patrocinio dell’
Ambasciata di Francia in Italia
in collaborazione con il Comune di Parigi, Dipartimento Mostre, Institut français Milano e Camera di Commercio e Industria francese in Italia
nell’ambito di Expo in città

20 marzo – 28 giugno 2015

Palazzo Morando – Costume moda immagine
Via Sant’Andrea 6, Milano

Orari: da martedì a domenica 9.00-13.00; 14.00-17.30 giorni feriali
Ingresso intero €10.00; ridotto € 8.50; ridotto speciale scuole €5.00; biglietto famiglia uno o  due adulti €8.50 ciascuno con figlio-i 6-14 anni €5.00 ciascuno

Info: +39 02 884 65735 – 64352
c.palazzomorando@comune.milano.it
www.costumemodaimmagine.mi.it
www.alinari.it

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