MONZA | Villa Contemporanea | Fino al 4 marzo 2017

di KEVIN McMANUS

La galleria Villa Contemporanea di Monza propone una doppia personale di Manuela Toselli e Thomas Scalco, curata da Matteo Galbiati, dopo la fortunata partecipazione dei due artisti alla collettiva dell’Arteam Cup 2016 ad Alessandria. È la presenza sottile della geometria ad accomunare le loro ricerche, al di là di differenze di età e di tecnica.

Da sinistra a destra: Manuela Toselli, Morbide geometrie accompagnano le linee rigide del mio pensiero #26, 2017, seta shantung e organza di seta, 145x100.5 cm; Morbide geometrie accompagnano le linee rigide del mio pensiero #23, 2017, cotone e organza di seta, 45x45 cm; Morbide geometrie accompagnano le linee rigide del mio pensiero #16, 2016, cotone e organza di seta, 45x45 cm

Da sinistra a destra: Manuela Toselli, Morbide geometrie accompagnano le linee rigide del mio pensiero #26, 2017, seta shantung e organza di seta, 145×100.5 cm; Morbide geometrie accompagnano le linee rigide del mio pensiero #23, 2017, cotone e organza di seta, 45×45 cm; Morbide geometrie accompagnano le linee rigide del mio pensiero #16, 2016, cotone e organza di seta, 45×45 cm

Sulla persistente attualità del geometrico è stata prodotta un’ampia bibliografia negli ultimi decenni, talvolta efficace, talvolta colpevole forse di aver fatto ripiombare questa categoria nell’ormai antico dualismo di figurazione e astrazione. Tanto la Toselli quanto Scalco, per loro e nostra fortuna, lavorano nella piena consapevolezza dell’inattualità di simili opposizioni, e si concentrano piuttosto sulle motivazioni della geometria in un orizzonte contemporaneo assuefatto alla fluidità, alla coesistenza non rigorosa di linguaggi e “stili”, alla visione sospettosa della struttura come costruzione arbitraria o autoritaria. E in entrambe le loro ricerche, per quanto diversissime nei rispettivi esiti, si coglie appunto un rapporto problematico con la geometria, che ne valorizza da un lato l’aspetto mentale-spirituale, la funzione di archetipo dell’agire consapevole dell’uomo, decostruendone invece la pura presenza razionale, la tranquillizzante capacità di generare forme chiuse e, per così dire, letterali, incontestabili.

Thomas Scalco e Manuela Toselli. Il decifrabile languore della trasparenza, veduta della mostra, Villa Contemporanea, Monza

Thomas Scalco e Manuela Toselli. Il decifrabile languore della trasparenza, veduta della mostra, Villa Contemporanea, Monza

Manuela Toselli, collocandosi in modo non banale in una tradizione ricca di precedenti autorevoli, propone un lavoro tessile articolato sulle “due dimensioni e mezza”, ovvero sull’esito complessivo, retinicamente bidimensionale, dell’interazione di piani fisicamente collocati nella profondità dello spazio. Mi astengo volutamente dall’azzardare una categorizzazione mediale come pittura o scultura (se abbiamo capito qualcosa di Fontana, una parete e una cornice non bastano a definire un’opera come pittorica), perché da questo punto di vista l’artista coniuga due filoni assai rilevanti: da un lato una pseudo-pittura nella quale, in realtà, il segno non è posto sopra il supporto, ma dentro di esso, così che tra “tela” e segno non vi è alcuna distinzione tangibile; dall’altro, un gioco di reciproci nascondimenti, riflessi e riempimenti tipico di una certa pratica gestaltica. L’esito “pittorico” è dunque dato dalla natura scultorea dell’opera, grazie alla quale la geometria si scioglie in riverberi, si fa fenomeno sonoro e tattile, uscendo dalla sua ascetica dimensione logico-matematica.

Thomas Scalco, Senza titolo, 2017, tecnica mista su tavola, diametro 100 cm

Thomas Scalco, Senza titolo, 2017, tecnica mista su tavola, diametro 100 cm

In Thomas Scalco, invece, pittore senza se e senza ma, la geometria sopravvive (o ritorna) come fantasma. E non si tratta solo di una banale suggestione visiva: come i fantasmi, le forme si muovono strisciando in un contesto che non è il loro, che non possiede le categorie spaziali per comprenderle. Il fondo pittorico convulso, che porta residuati informali, gestuali e materici a un passo dalla saturazione tattile della superficie, richiama il nostro sguardo sulla superficie stessa, ce la mostra come oggetto e non come schermo o spazio di rappresentazione. Rappresentazione che invece viene evocata, in modo appunto fantasmatico, da giochi di geometrie che con il supporto non trovano mai una relazione pienamente risolta. Ne consegue una sensazione di disagio da parte del fruitore, che fatica a conciliare nello spazio le due realtà, ed è così attivato a spostarne la coesistenza sul piano metaforico del tempo.
L’allestimento, nei suggestivi spazi della galleria, rende giustizia al sottile rapporto tra queste due sensibilità, lasciando ai lavori ampli spazi per respirare e per creare suggestioni che accentuano appunto la temporalità di queste geometrie che affiorano e svaniscono.

Thomas Scalco e Manuela Toselli. Il decifrabile languore della trasparenza.
a cura di Matteo Galbiati 

21 gennaio – 4 marzo 2017

Villa Contemporanea
via Bergamo 20, Monza

Orari: da martedì a sabato 15.00-19.00 o su appuntamento
Ingresso libero 

Info e prenotazioni: +39 039 384963; +39 339 3531733
info@villacontemporanea.it
www.villacontemporanea.it

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