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Scusa, sono al cinema #11

Se lo scopo di un concorso cinematografico è di dar visibilità a quei film che altrimenti non riceverebbero la dovuta attenzione dei media e del pubblico, le scelte della giura della 71. Mostra di Venezia, sono state, a nostro a parere, ineccepibili. Hanno infatti ricevuto premi di varia importanza molti dei titoli che ci avevano colpito per la loro originalità o per la capacità di suscitare emozioni e che cercavano nel concorso una via per le sale. Così se il turco Sivas, storia di un bambino e del suo cane da combattimento nell’Anatolia rurale che ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria, o l’iraniano Ghessea (Tales), che con le sue storie della Teheran contemporanea è stato meritatamente insignito del Premio per la Migliore Sceneggiatura, riusciranno ad arrivare nei cinema italiani, dovremo ringraziare il Presidente Alexandre Desplat e la giuria.

Sivas di Kaan Mudjeci
Se invece le competizioni cinematografiche devono premiare, come ci sembra, il film migliore tra quelli in competizione, allora il Leone d’Oro a En duva satt pa en gren och funderade pa tillvaron (A Pidgeon Sat on a Branch Reflecting on Existence) di Roy Andersson e soprattutto la mancata presenza nel palmarès dello straordinario Birdman di Alejandro Gonzalez Iñárritu sono delle piccole macchie in una edizione della mostra eccellente per la qualità delle proposte.

En duva satt pa en gren och funderade pa tillvaron di Roy Andersson, Filmproduktion AB
Il film di Andersson è stato acclamato dalla critica. Indubbiamente la preziosità cromatica e l’ironia delle situazioni lo rendono un film intelligente e piacevole, ma a nostro parere anche facile. Raccontare una storia senza cadere nella banalità è la sfida più ardua per un regista. Il regista svedese decide di aggirare l’ostacolo: non ci sono né storia né svolgimento, e questo ci pare il limite più grande per un film decisamente sopravvalutato. Al contrario in Birdman tutto è una sfida. La regia, i virtuosistici movimenti di macchina, l’originalissima colonna sonora, le citazioni letterarie da un mostro sacro della letteratura americana contemporanea come Raymond Carver. Iñárritu non gioca al ribasso, non strizza l’occhio al facile snobismo intellettuale. Il fatto che il risultato sia un’opera che può piacere anche al grande pubblico non può essere un demerito ma, anzi, un grande pregio peculiare solo delle opere d’arte. Non avere avuto il coraggio e l’onesta intellettuale di tributargli i giusti onori pare un’occasione persa, dalla giura e dalla mostra stessa. Peccato.

Birdman di Alejandro Inarritu

I premiati di Venezia 71
La Giuria di Venezia 71, presieduta da Alexandre Desplat e composta da Joan Chen, Philip Gröning, Jessica Hausner, Jhumpa Lahiri, Sandy Powell, Tim Roth, Elia Suleiman e Carlo Verdone ha assegnato i seguenti premi.
LEONE D’ORO per il miglior film a En duva satt pa en gren och funderade pa tillvaron (A Pidgeon Sat on a Branch Reflecting on Existence) di Roy Andersson (Svezia, Germania, Norvegia, Francia)
LEONE D’ARGENTO per la migliore regia a Andrej Koncalovskij per il film Belye Nochi Pochtalona Alekseya Tryapitsyna (The postman’s white nights) – (Russia)
GRAN PREMIO DELLA GIURIA a The Look ok Silence di Joshua Oppenheimer – (Danimarca, Finlandia, Indonesia, Norvegia, Regno Unito)
COPPA VOLPI per la migliore interpretazione maschile a Adam Driver nel film Hungry Hearts di Saverio Costanzo – (Italia)
COPPA VOLPI per la migliore interpretazione femminile a Alba Rohrwacher nel film Hungry Hearts di Saverio Costanzo – (Italia)
PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore emergente a Romain Paul nel film Le dernier coup de marteau di Alix Delaporte – (Francia)
PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a Rakhshan Banietemad e Farid Mostafavi per il film Ghesseha (Tales) di Rakhshan Banietemad – (Iran)
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a Sivas di Kaan Müjdeci – (Turchia, Germania)

Info: www.labiennale.org

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