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VENEZIA | IED VENEZIA – Palazzo Franchetti

Intervista a IGOR ZANTI, Direttore IED Venezia di Livia Savorelli

Con un grande bagaglio di esperienza nell’ambito della curatela e della critica d’arte –  e anni di insegnamento allo IED, ricordiamo che dal 2009 è stato Docente di Comunicazione visiva contemporanea allo IED di Milano – Igor Zanti è approdato, nel dicembre 2013, a Venezia con un importante incarico: la direzione dello IED Venezia.
A poco più di tre mesi dall’inizio di questa avventura, ho rivolto alcune domande al neo-Direttore per individuare le linee guida del suo ruolo e tracciare un primo bilancio di questi primi mesi di attività…

Veduta dello IED Venezia, Palazzo Franchetti

Dal dicembre 2013, hai assunto la carica di Direttore dello IED Venezia. Come vivi questo nuovo ruolo e quale bilancio puoi fare di questo primo trimestre di attività? 
Provenendo dall’ambiente della critica e della curatela è stato per me un grande cambiamento. Sebbene fossi legato a IED da diversi anni come docente, la direzione di una sede, con aspetti non solo legati ai contenuti ma anche alla gestione, è un lavoro molto differente da quello a cui ero abituato, anche se molto stimolante. La città, con le sue peculiarità ed unicità, è un luogo che si scopre molto lentamente e che ti fornisce molti stimoli nel momento in cui inizi a comprenderla. Tre mesi sembrano veramente pochi, ma devo ammettere che, con l’aiuto di uno staff molto professionale, in un tempo così breve, siamo riusciti ad avviare un nuovo percorso ed un nuovo indirizzo della sede veneziana di IED. Insomma un cambiamento drastico nel giro di pochissimo tempo ma anche l’apertura di nuove possibilità e nuove sfide.

Ritratto di Igor Zanti a Palazzo Franchetti

Quali sono le linee guida e gli aspetti dell’offerta IED che hai ritenuto di dover potenziare e/o rinnovare?
La sede di Venezia dovrà nel tempo divenire una sede di eccellenza per la formazione di professioni legate alle arti. Terremo una parte di corsi triennali con un focus su design, grafica e comunicazione e amplieremo di molto l’offerta dei corsi di specializzazione e master legati a diverse professionalità in campo artistico e gestionale. Insomma imparare l’arte per non metterla da parte!

Come si è intervenuti fino ad oggi in merito al dialogo con la Città e in particolare con le sue Istituzioni? Quali iniziative sono previste per l’immediato futuro?
Ied Venezia deve entrare a far parte del circuito veneziano, desideriamo che la nostra realtà venga riconosciuta come una realtà proattiva nella formazione e nel dibattito culturale. Tempo fa prendevo un caffè con Philip Rylands della Guggenheim ed è emerso come tra Guggenheim, Pinault, Muve, ci sia una sinergia virtuosa ed amichevole nel far crescere l’offerta culturale della città, noi vogliamo essere parte integrante di questa sinergia offrendo le nostre capacità nell’ambito della formazione.

Devo dire che l’accoglienza da parte della Guggenheim, del Muve e di tutti gli attori culturali della città è stata molto calorosa e incoraggiante e già stiamo avviando un processo di collaborazione.
Da non dimenticare poi il forte legame che IED, secondo una tradizione ormai consolidata da cinquant’anni, sta stabilendo, anche a Venezia, con il mondo dell’impresa, legame favorito da un gruppo di giovani ed illuminati imprenditori che crede fermamente nello stretto rapporto tra formazione ed impresa e mi sta sostenendo con entusiasmo e una forte progettualità.

Veduta interna di Palazzo Franchetti, VeneziaQuali sono i punti forza nell’ambito della formazione di IED Venezia? Ci sono dei corsi che registrano dei picchi negli iscritti?
Il punto di forza che contraddistingue IED è l’intuizione, avuta dal nostro fondatore, Francesco Morelli, quasi cinquant’anni fa, di scardinare il sistema accademico portando i professionisti in cattedra. Il passaggio dai banchi al mondo del lavoro è immediato ma non traumatico perché già a partire dai primi anni si inizia a lavorare a strettissimo contatto con le aziende che siano queste imprese o realtà culturali. Insomma professionisti che formano nuovi professionisti.

In questo senso si evidenzia un grande interesse per corsi legati al design, ma anche alla grafica ed al design della comunicazione e vanno sempre molto bene, anche per quanto concerne le peculiarità di Venezia, l’offerta formativa legata alle professioni dell’arte.

Quali le novità dell’Anno Accademico 2014/2015? E quali i progetti speciali previsti?
A partire dall’anno prossimo avremo un master in Curatorial Practice, di altissimo livello nel corso del quale i più interessanti nomi della critica internazionale condurranno gli studenti ad insegnare a studenti in un percorso formativo che li porterà ad essere parte del team curatoriale di un padiglione della Biennale.

Un’altra novità nel segmento master si concerterà, invece, sulla produzione per il web e per la tv di contenuti editoriali dedicati all’arte ed al design. Anche in questo caso i partner saranno di altissimo livello, non posso ancora svelarli, ma abbiamo cercato il massimo. Una cosa di cui sono orgoglioso è invece un unicum nel panorama della formazione. Dall’anno prossimo, infatti, sarà attivo il primo corso di alta formazione professionale dedicato al registrar, figura poco conosciuta in Italia ma fondamentale in tutte le grandi istituzioni culturali e gallerie straniere.

Mi piace molto il tuo statement «valorizzare il passato per progettare il futuro»…
Il passato, a mio parere, ci insegna a progettare e comprendere il futuro. È una cosa che ho sperimentato sulla mia pelle. Io stesso ho una formazione da antichista, con una preparazione specifica sulla pittura lombarda del secondo Quattrocento, ma questo non mi ha impedito di occuparmi di arte contemporanea portando il metodo di lavoro dello storico dell’arte nella professione del critico. Venezia stessa è l’esempio di come sulle vestigia di un glorioso passato si possa costruire un prestigioso futuro, non per niente alcune delle realtà culturali più legate al contemporaneità hanno scelto di stabilirsi in laguna.

Veduta notturna di Palazzo Franchetti, Venezia

Infine, perché scegliere IED Venezia?
Bisogna scegliere Venezia perché studiare qui è una opportunità unica e irripetibile, e tutti noi stiamo lavorando sodo per proporre ai nostri studenti un’offerta formativa di eccellenza. La mia speranza è che, nell’ambito della formazione su determinati temi, l’eccellenza e la qualità dei nostri corsi non ci renda un’alternativa ad altre realtà ma, piuttosto, una scelta obbligata.

IED VENEZIA

Palazzo Franchetti
Campo S. Stefano, San Marco 2842,
Venezia 

Info: +30 041 2771164
info.venice@ied.it

www.ied.it

 

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