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BASSANO DEL GRAPPA (VI) | Musei Civici | 31 maggio – 31 agosto 2020

di FRANCESCO FABRIS

I Musei Civici di Bassano del Grappa (VI) si rivelano una volta in più spazi ottimali per disegnare la sintesi tra collezioni storiche, architettura ed emergenze contemporanee.
L’ultima occasione è fornita da Senza nuvole, mostra a cura di Chiara Casarin ed Elena Forin che ha rappresentato non soltanto la riattivazione al pubblico dello spazio museale ma, attraverso l’opera dei due artisti protagonisti, Alberto Scodro e Silvano Tessarollo, anche un rinnovato focus sul paesaggio e sul tempo, sull’energia del territorio e sulle tradizioni naturali e locali.

Silvano Tessarollo, Sole, 2018. Disegno a computer ink-jet su carta FineArt, 30×21 cm

Attraverso l’utilizzo di ponti simbolici, gli autori attingono dal patrimonio mitopoietico della tradizione umana, in una felice operazione di rinascita e rigenerazione – anche dal cupo periodo passato – ove il Sole (ma non solo) diventa sintesi, emblema e portatore di vita e vitalità.

Nelle parole delle curatrici l’esposizione ha invero un moto quasi circolare, dal dentro a fuori, dal paesaggio alla cultura dei suoi luoghi e dalla natura all’uomo e viceversa, soffermando l’attenzione sul tempo, sul fluire delle energie e delle relazioni con l’ambiente naturale.
Paradigma di questi moti le scelte degli autori, immersi come artigiani primitivi nella canalizzazione di forze archetipe, materiali e gesti del loro vissuto locale che rimandano alla parte più profonda dell’uomo e della natura.

Alberto Scodro (Marostica, 1984) e Silvano Tessarollo (Bassano del Grappa, 1956), diversi per generazione ed esiti linguistici ma uniti nella pratica di utilizzare gli elementi materiali e primitivi che vengono loro consegnati dal territorio, sintetizzano efficacemente questa ricerca.
Attraverso media eterogenei compresi tra i disegni e i video, tra le sculture e le installazioni, attraverso l’utilizzo di materiali vari e naturali i due protagonisti consentono all’ambiente, e dunque al paesaggio comune da cui provengono, di permeare gli spazi di tempo ed energia, categorie e concetti che declinano con omaggi solo in apparenza “poveristici”, sicuramente originali ed apparentemente lontani, ma in realtà intimamente complementari.

Al di là di un omaggio all’artigianato locale ed agli echi di un “ambientalismo” ben superato, i due artisti, comunque sincroni, forniscono una chiave diversa per cogliere le emergenze energetiche che dipanano dai materiali del luogo.
Le mani modellano elementi tipici del territorio (sabbie del fiume Brenta, piante e terre di spazi prossimi ai loro luoghi d’origine) con una resa anche estetica di livello, sinonimo di cura e reverenza per i materiali fortemente simbolici che plasmano.

Mentre però per Scodro tempo ed energia sono gli assi entro i quali si muove la parabola della vita, del rinnovamento e dell’inarrestabile soffio vitale, in Tessarollo – attraverso le sue molte tecniche – le categorie richiamano ad una riflessione sulla fragilità e sul collasso della natura e sul disperato tentativo dell’uomo di controllarla e riattivarla, secondo il moto di circolare di cui si è detto.

Alberto Scodro, Sunflower “it”, 2020. Ottone, oro, ferro, 25x20x22 cm

In Scodro tutto è movimento e forza cinetica, ritmo inesauribile e ciclico, sotterraneo come la traiettoria delle talpe portata in superficie o “solare” come le fusioni di corolle di girasoli Sunflower, che ricevono e trasferiscono vita con la stessa dinamicità “rotonda” che poi è perfettamente sintetizzata nelle trottole di terracotta che mutuano il moto perpetuo dei pianeti assieme a quello del tornio, oggetto caro alla tradizione ceramista di questi luoghi.

In verticale, invece, si estendono i fili d’erba di silice, sabbie e metalli locali che creano Mineral grass, omaggio ad una tendenza vitale che abbiamo di continuo sotto gli occhi, sino a banalizzarla ed a non coglierla più.

Alberto Scodro, Mineral grass #7, 2020. Sabbie, silicio, metalli, 75x40x7 cm

L’ambiente di Tessarollo – anch’esso steso su scenari semplici e familiari – è viceversa sofferente, cupo, esausto. Ne parlano i rami recisi, le foglie cadute ed il sapiente tratto di carboncino (Gli alberi siamo noi) ma anche le terre bruciate e colpite da calamità ignote di Cammino desolato.
Il tempo della natura sembra fagocitare il tentativo umano di evitare la tragedia come in The dark sun, in cui il magnetismo del fuoco ricorda che – al di là di qualsiasi desolazione – rimane una fiamma di viva speranza e rinascita, un soffio di vita che si fa flebile germoglio anche nelle riproduzioni di rami spezzati.

Un cerchio mitopoietico, dunque, che si rivede in controluce in Sole spento, opera suggestiva in cui viene cristallizzata la forza centrale della stella comunque generatrice di vita.

Senza Nuvole, Alberto Scodro, Silvano Tessarollo, veduta della mostra ai Musei Civici di Bassano Del Grappa, 2020

Comune ai due artisti, però, rimane il fascino suscitato dal tempo, dallo spazio e dai luoghi della loro tradizione, dalle energie naturali e dalla perseveranza umana che, assieme, inducono una riflessione originale sul paesaggio e sulle sue proiezioni fino a guardare in alto, oltre il visibile, sino ad un cielo Senza nuvole.

L’operazione di riscoperta, in sintesi, è davvero felicemente ospitata dagli spazi del museo che si offre come luogo di rinnovamento dei percorsi della vita – nel verdissimo chiostro le tracce delle talpe di Scodro – e come contenitore aperto alla forza delle energie esterne che non può che accogliere per poi rigenerarle ed offrirle, con la dedotta circolarità, alla comunità ed alla sua tradizione ancestrale.


Senza nuvole
. Alberto Scodro, Silvano Tessarollo
a cura di Chiara Casarin ed Elena Forin

31 maggio – 31 agosto 2020

Musei Civici di Bassano Del Grappa
Piazza Garibaldi 34, Bassano del Grappa (VI)

Info: +39  0424 519 901
info@museibassano.it
www.museibassano.it

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