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ROMA | Montoro12 Contemporary Art | Fino al 30 giugno 2017

La sede della Montoro12 Contemporary Art di Roma accoglie, con la mostra Arriaca. “Ambos somos estranjeros en esta tierra”, un interessante dialogo e un raffinato confronto tra i linguaggi poli-semantici degli artisti Jorge Mayet (1962) e Simone Pellegrini (1972).

Simone Pellegrini, Arriaca, 2017, tecnica mista, 98x197 cm

Simone Pellegrini, Arriaca, 2017, tecnica mista, 98×197 cm

Questa bi‐personale porta nella galleria romana due ricerche che, pur nelle differenti soluzioni, arrivano ad una sintesi di contenuti attraverso i quali i due artisti trovano, nella reciprocità degli individuali orientamenti, un inedito e interessante punto di convergenza e affinità condivisa: le loro opere sintetizzano e conciliano, infatti, presupposti figurali che, tra iconicità e aniconicità, narrano vicende e storie senza tempo, la cui atavicità radica la propria verità nel mito.
Cromatismi accesi, strutture complesse, immagini fluttuanti, bellezze corrotte e im-perfette delineano un universo rappresentativo che ha modo di esprimersi attraverso stili unici e polimorfi, i cui estremi significanti sono da ricercarsi in un ampio spettro di riferimenti non solo formali e iconografici, ma anche simbolici e allegorici tesi tra la “pittura” dell’italiano Pellegrini e la “scultura” del cubano Mayet. Con Arriaca – antico nome della città spagnola Guadalajara, tra i primi luoghi in cui si incontrarono le religioni ebraica, cristiana ed islamica – i linguaggi si armonizzano e conciliano un senso di comune narrazione che supera i termini di una stretta contingenza.

Simone Pellegrini - Jorge Mayet. Arriaca. “Ambos somos estranjeros en esta tierra”, veduta della mostra, Montoro12 Contemporary Art, Roma Courtesy Montoro12 Contemporary Art Foto Yamina Tavani

Simone Pellegrini – Jorge Mayet. Arriaca. “Ambos somos estranjeros en esta tierra”, veduta della mostra, Montoro12 Contemporary Art, Roma Courtesy Montoro12 Contemporary Art Foto Yamina Tavani

Da una parte l’acceso disegno delle opere Pellegrini riconduce a forme e figure semplici e primitive, il cui incedere ricco – tra linee di diverso spessore, variazione e intrecci di colori che si alternano con sequenze ordinate e caotiche al tempo stesso – produce ipotesi di racconti celati in un misterioso decorativismo. Le sue intricate leggende, inscritte e trascritte dal suo disegno, marcano un mondo zoo e fitomorfo la cui organicità si consuma nell’acquisizione di altre ed insperate significazioni. Le nuove accezioni, date sotto traccia, da Pellegrini si amplificano nel loro incedere ricorrente: la decodifica del suo linguaggio abitua lo sguardo alle sue accezioni il cui senso si svela oltre la pittura, oltre la letteratura, in un nuovo ampio orizzonte dell’immaginazione.
Le colorate carte dell’artista italiano trovano una compartecipazione complice nelle sculture fluttuanti di Jorge Mayet, nella cui ricerca si dichiara nuovamente manifesto il rimando al mondo organico. Attraverso un’alchemica manipolazione di materiali diversi l’artista riproduce elementi naturali – soprattutto arborei – che si propongono come archeologie allegoriche di temporalità dense di interrogazioni.

Jorge Mayet, Equilibristas de la Habana, 2016, filo, carta pesta, spugna, acrilici, tessuto, 34x75x30 cm

Jorge Mayet, Equilibristas de la Habana, 2016, filo, carta pesta, spugna, acrilici, tessuto, 34x75x30 cm

Gli enigmi da lui sollevati interrogano sulla natura contaminante di queste presenze che s’innervano nel luogo “artificiale” e “asettico” dello spazio dove si presentano al pubblico. La natura di Mayet, sospesa con le sue radici fluttuanti che non radicano mai in alcun luogo, sottolinea il suo costante mutamento, denuncia l’instabilità cui viene costretta dai tempi contemporanei e dall’incisiva attività disgregante dell’uomo.
I suoi alberi resistono, ieratici e imperturbabili, ai cambiamenti dell’ambiente naturale e allo sradicamento delle culture, continuano a sopravvivere anche lontane dal loro luogo d’origine, fatto questo che trova un rimando significativo nella sua condizione di esule cubano.

Simone Pellegrini – Jorge Mayet. Arriaca. “Ambos somos estranjeros en esta tierra”
a cura di Alberto Dambruoso
catalogo di Simone Pellegrini Edizioni Baskerville con testo critico di Alberto Dambruoso 

Fino al 30 giugno 2017

Montoro12 Contemporary Art
Via di Montoro 12, Roma 

Orario: da martedì a sabato
 15.00-19.00; orario estivo da martedì a venerdì 15.00-19.00; sabato chiuso
; domenica e lunedì ed altri orari
 su appuntamento 

Info: +39 06 68308500
info@montoro12.it
www.m12gallery.com

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