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VERONA | Studio la Città | Fino al 28 maggio 2022

di FRANCESCA DI GIORGIO

A volte l’arte si trasforma in una corsa contro il tempo. Tempo che per Carol Rama traccia una linea profonda nel suo essere. Una donna vissuta in un ampio lasso temporale (1918-2015), un’artista dalla carriera densa che si estende per oltre settant’anni (1936-2007) ma che vive, ancora oggi, in un tempo dell’arte forse troppo piccolo per lei. Troppo lunga l’attesa dei grandi e meritati riconoscimenti – Leone d’oro alla Biennale di Bonami del 2003, dieci anni dopo l’invito di Achille Bonito Oliva alla XLV Biennale di Venezia – davvero troppo breve, e colpevole, il tempo concesso per relegare il suo lavoro ai margini dei libri di storia, se non ad una totale assenza.
Così, per lungo tempo, Carol Rama ha vissuto fuori dai manuali e sconosciuta al grande pubblico, rispecchiando per certi versi la sintesi perfettamente imperfetta di una ricerca totalmente fuori dai canoni.

Carol Rama, Seduzioni e Sortilegi Installation view, courtesy Studio la Città, Verona
Ph. Michele Sereni, © Archivio Carol Rama, Torino

La mostra Seduzioni e Sortilegi, in corso fino al 28 maggio, che Studio la Città dedica a Carol Rama, a cura di Marco Meneguzzo, in collaborazione con Fondazione Sardi per l’Arte, racconta di un tempo presente, il nostro, che cerca di colmare i vuoti narrativi attorno ad una figura così speciale dell’arte italiana del Novecento. Il catalogo ragionato di prossima uscita, finanziato dalla Fondazione Sardi per l’Arte, nata nel 2014 (l’Archivio Carol Rama nasce, invece, nel 2010), continua nella direzione di storicizzare la ricerca dell’artista torinese attraverso un lavoro scientifico a cui partecipano anche le mostre in spazi privati e pubblici.
Del 2017, La passione secondo Carol Rama, è la grande retrospettiva alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (dopo un tour internazionale partito nel 2014), nello stesso anno il New Museum di New York le dedica l’ampia antologica voluta dal direttore del museo, Massimiliano Gioni.
Oggi, Carol Rama torna a Venezia ne Il latte dei sogni. Una donna voluta da un’altra donna. Cecilia Alemani sceglie Carol per la “sua” Biennale di Venezia. Qui, entra in un Pantheon tutto femminile all’interno di una delle capsule temporali escogitate dalla curatrice. Il passato che non si isola ma si innesta nel presente e ne diventa parte attiva. Ne La culla della strega Carol Rama è nel suo mondo fatto di connessioni molteplici e dove il femminile è finalmente moltitudine. Moltitudine che destabilizza sempre, e per fortuna, un ordine costituito.

Carol Rama, Seduzioni e Sortilegi, Installation view, courtesy Studio la Città, Verona
Ph. Michele Sereni, © Archivio Carol Rama, Torino

L’ingresso degli spazi di Studio la Città a Verona è stato pensato come un “tornare a casa”. La casa studio di Torino, ritratta negli scatti in bianco e nero di Roberto Goffi della serie La Casa di Carol, realizzata utilizzando l’obiettivo di una vecchia macchina fotografica a soffietto degli Anni Trenta, insieme ai ritratti dell’artista di Bepi Ghiotti della serie Inside Carol Rama.

Carol Rama, Seduzioni e Sortilegi, Installation view, courtesy Studio la Città, Verona
Ph. Michele Sereni, © Archivio Carol Rama, Torino

Entrare in una vita è un’esperienza intima, è come entrare in una stanza semi buia e cercare luce dove non la si trova. Nella prima sala, dalle pareti nere, a “fare luce” sono le carte su cui Carol Rama disegna con pennarelli, compone con tecniche miste e camere d’aria (quelle che, poi, nel percorso di mostra rappresentano gli Anni ’70 astratti della Rama). Appesi scendono dal soffitto, pupazzi in tela di juta che sembrano arrivare da un’era indefinita. Nella penombra della stanza sembrano giochi abbandonati da bambini di passaggio. Forse sono lì a ricordarci l’idea di un’infanzia a cui avvicinarsi, a volte da trattenere altre da lasciare andare.

Carol Rama, Seduzioni e Sortilegi, Installation view, courtesy Studio la Città, Verona. Ph. Michele Sereni, © Archivio Carol Rama, Torino

Attraversiamo il buio della stanza per essere avvolti, poi, dalla luce del grande ex capannone industriale degli Anni Trenta: luminoso e con soffitti altissimi. Su pareti bianche una carrellata di opere suddivise per decenni che corrispondono a fasi di lavoro differenti dove alcuni soggetti e cromie si rincorrono, dove l’astratto e il figurativo confondono a volte i loro piani.
Ci troviamo sedotti da produzione di cui percepiamo un fortissimo senso di libertà. Quella libertà individuale costantemente perseguita da Carol Rama e di cui scrive Meneguzzo in catalogo.
Libertà più prossima al vero. Nuda verità.

Carol Rama, Seduzioni e Sortilegi Installation view, courtesy Studio la Città, Verona
Ph. Michele Sereni, © Archivio Carol Rama, Torino

CAROL RAMA. Seduzioni e Sortilegi
a cura di Marco Meneguzzo, in collaborazione con Fondazione Sardi per l’Arte

Fino al 28 maggio 2022

VISITE GUIDATE ALLA MOSTRA:
sabato 14 maggio ore 11.00
venerdì 20 maggio ore 16.30
sabato 21 maggio ore 11.00

Studio la Città
Lungadige Galtarossa 21, Verona

Info: +39 045597549
info@studiolacitta.it
https://studiolacitta.it/

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