Non sei registrato? Registrati.

Sedi varie della bassa Romagna | 10 dicembre 2012 – 20 gennaio 2013

Intervista a MASSIMILIANO FABBRI di Viviana Siviero

Un evento complesso, proteiforme, fresco, energetico e giovane: un tentativo – e pare proprio che la strada sia quella giusta – per assicurare la sopravvivenza dell’arte in provincia. Massimiliano Fabbri, artista e curatore, ci spiega tutti i dettagli di Selvatico spore. E bianca che si articola fra decine di spazi pubblici del ravennate coinvolgendo un numero incredibile di giovani talenti tutti accomunati dal fuoco della negazione ad arrendersi…

Selvatico spore. E bianca. Una parola diversa per dire latte. Sembra una formula magica…
Sì, forse è un titolo un po’ letterario, me ne rendo conto, ma mi piace che funzioni come dici tu quasi come una formula magica o un’apertura dove anche il suono delle parole e della frase gioca la sua parte. La mostra rappresenta il secondo episodio del progetto Selvatico Spore e la mostra E bianca chiude e completa il percorso avviato con la precedente mostra su e intorno al nero e intitolata A nera. Una lezione di tenebra. A nera ed E bianca sono rubate ad una poesia di Rimbaud, una sorta di abbecedario dove alle cinque vocali sono associati cinque colori. Allora, oltre ad un gioco/filastrocca o schema per bambini, c’è questa cosa quasi di una visione enciclopedica o struttura ritmica scandita e ordinata per cercare di descrivere il mondo o parti di esso, una moltitudine di immagini da mettere in ordine o successione… la volontà di tener conto di una moltitudine e il tentativo di collegare punti sparsi nello spazio come una costellazione.
La seconda parte del titolo, Una parola diversa per dire latte (da John Berger), ci parla del bianco come elemento comune e familiare, necessario e rassicurante, ma anche della sua mobilità e incertezza (in questo caso legato alla perdita o tradimento che avviene in ogni traduzione o spostamento). Allora il bianco è una sorta di ritorno a casa ma anche un colore che suggerisce perdita e abbandono, un’immagine capace di raccogliere e tenere, al suo interno, più mondi, direzioni e sentimenti.

Un evento complesso ed articolato, unico modo per far sopravvivere il sistema artistico in provincia…
Di certo i luoghi, una geografia familiare e i musei coinvolti sono parte integrante del progetto e del percorso espositivo, in qualche modo lo chiamano e guidano, e indirizzano anche, funzionando da stimolo produttivo e attrazione. Questa è per me l’unica possibilità per far sì che l’arte contemporanea possa avere un senso e un’urgenza anche in provincia e periferia, senza che questa sia mero scimmiottamento di ciò che avviene in città e realtà più grandi, dove i mezzi e le abitudini sono altre. Quindi Selvatico, per prima cosa, mi pare marchi una differenza: non è certo una mostra calata dall’alto ma nasce e si nutre del territorio che lo accoglie, si intreccia e dialoga con esso, è reazione e sistema di relazioni tra persone che si riflettono e rispecchiano in questa idea di mostra plurale che non è una semplice collettiva ma che funziona come incastro e successione di tante piccole personali.

E quali sono stati i tempi d’attuazione?
Ci siamo presi un anno per disegnare l’architettura di questa mostra che coinvolge 50 artisti, 6 comuni e 9 spazi espositivi; molte delle opere in mostra sono realizzate appositamente e alcuni artisti espongono e si misurano direttamente con la densità delle collezioni e musei, il catalogo raccoglie ben 18 testi, non solo di critici ma anche di storici, pedagogisti, scienziati, filosofi, poeti….

Quindi riguardo le scelte e le modalità?
Alcune quasi automatiche o facili per quanto riguarda gli spazi espositivi e i musei tutti, collegati in sistema dalla provincia e rientranti sotto l’Unione dei comuni della Bassa Romagna che raggruppa tutti e sei i comuni toccati dal percorso espositivo. Ma Selvatico non è partito solo da questi agganci istituzionali, li ha ribaditi semmai e anticipati lavorando in rete e soprattutto instaurando relazioni tra le persone, che siano direttori dei musei, operatori culturali e artisti e critici che operano sul territorio. Un tessuto che si incontra e lavora nel caso specifico con sei musei affascinanti e molto diversi tra loro (ciascuno di essi per le sue particolarità e caratteristiche ha suggerito temi e ambiti da cui siamo partiti per i sottotitoli che differenziano e descrivono le sei sezioni in cui si articola il progetto e percorso espositivo). Dirigo il Museo Civico Luigi Varoli di Cotignola e questo spazio è da molto abitato e attraversato da cose e sguardi differenti, non solo mostre di arte contemporanea ma anche tanti progetti per bambini ad esempio. Scovare, scoprire artisti e spazi, e metterli insieme per vedere cosa succede. Le mostre di Selvatico mettono in capo anche luoghi recuperati per l’occasione. Un sistema di inneschi.
Sugli artisti la scelta non è affatto ortodossa anzi, e segue traiettorie anche disordinate che assomigliano molto agli innamoramenti: alcuni di essi lavorano sul territorio ma non è nostro intento principale mettere in atto nessuna mappatura dell’esistente, altri hanno attraversamenti in regione per mostre in gallerie o altre istituzioni o per percorsi di studio o ancora per collegamenti di amicizia; alcuni di essi sono autori affermati con importanti percorsi alle spalle, altri sono più giovani o nascosti, sommersi ma con ricerche che riteniamo ovviamente di eguale qualità, altri si muovono sul confine dell’arte contemporanea appartenendo anche al mondo dell’illustrazione o del fumetto o del cinema o del teatro o musica.

Ci riassumi in breve il progetto?
Selvatico Spore Due
attiva un incontro e dialogo tra arte contemporanea e collezioni. Ha a che fare con una riflessione sul tempo, quindi. Il progetto si muove nello specifico su e intorno al bianco, umore che attraversa e collega tutte le opere in mostra e che segue e si specchia in una mostra realizzata due anni fa e tutta incentrata sul nero, con le medesime modalità (più spazi espositivi e artisti molti). Selvatico Spore è un’estensione e approfondimento di un precedente progetto intitolato Selvatico Rassegna di campagna, che si è svolto tra il 2006 e il 2008 principalmente a Cotignola (7 mostre) presso il Museo Civico Luigi Varoli che è poi lo spazio che dirigo e per il quale lavoro.
La mostra E Bianca si divide in sei sezioni che rispondono rispettivamente ad echi e vocazioni che vengono dal museo e da una sorta di identità dei luoghi che affiora e che in qualche modo chiama a sé, per affinità, il lavoro degli artisti. Non amo pensare alla mostra come ad una rassegna collettiva, ma come ad una serie di incastri e richiami e corrispondenze tra le persone e i luoghi, tra immagini all’apparenza lontane tra loro. Gli autori sono chiamati a lavorare su di una piccola personale e la mostra funziona quasi come una successione di stanze.

Come sei riuscito a mettere in piedi una cosa del genere e a cosa ti sei ispirato?
La mostra è interamente sostenuta dalle amministrazioni comunali, provincia di Ravenna e regione Emilia Romagna, e questo sostegno pubblico presuppone e permette di lavorare con budget non certo stellari ma con libertà notevoli di movimento e progettazione rendendo visibili i musei e portandoli in collisione con intrusioni barbare, cosa che permette anche di mescolare pubblici diversi tra loro e di rinnovare costantemente lo studio sulle proprie memorie e trascorsi, senza fossilizzarsi solo in una immobile e improbabile e impaurita conservazione.

Selvatico Spore. [Due]
E bianca. Una parola diversa per dire latte
a cura di Massimiliano Fabbri

10 dicembre 2012 – 20 gennaio 2013

Comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda
Unione dei Comuni della Bassa Romagna
Provincia di Ravenna – Sistema Museale della Provincia di Ravenna
Regione Emilia Romagna Assessorato alla Cultura – prove tecniche Ravenna 2019

INFO: www.selvaticospore.it
info@selvaticospore.it
selvaticospore.blogspot.it
+39 o545 908 879 / 42110 |  +39 320 43 64 316

APPUNTAMENTI:

Giovedì 10 gennaio
Sala Baracca della Rocca Estense di Lugo RA alle ore 21 [Piazza dei Martiri 1]
un doppio, quasi triplo appuntamento: la voce e le parole della poetessa Sabrina Foschini tratte dalla sua ultima raccolta Voce del verbo
e la chitarra e i suoni di Antonio Gramentieri in un concerto solo.
Durante la serata piccoli assaggi preparati dal cuoco Alessandro Miroballo.
Ingresso gratuito

Venerdì 11 gennaio
Scuola Arti e Mestieri di Cotignola RA [via Cairoli 3]
il secondo labooratorio in programma, con il cuoco Alessandro Miroballo: i bambini realizzeranno un disegno di cioccolato che sarà poi offerto ai genitori.
Dalle 17 alle 18.30 per 25 bambini dai 5 ai 10 anni. 3 euro con prenotazione obbligatoria

Sabato 12 gennaio alle ore 16 presso il Teatro Binario di Cotignola RA [Stazione FS]
un nutrito convegno con molti degli autori dei testi che compaiono nel catalogo di E Bianca, volume che raccoglie ben 18 scritti che guardano al bianco da diversi punti di vista, prospettive e angolazioni. Il pomeriggio sarà scandito da una successione di brevi interventi sulla scia delle TED conference dove ad ogni autore è affidato il compito di un “racconto” bianco che si deve svolgere in 7 minuti circa e che riprende in line di massima gli argomenti affrontati nel catalogo.
INTERVENTI DI:
Eloisa Gennaro, Massimo Pulini, Eleonora Frattarolo, Ranieri Frattarolo, Alessandro Giovanardi, Sabrina Foschini, Daniele Serafini, Stefano Mazzotti, Elettra Stamboulis, Marco Bertozzi, Roberta Bertozzi, Daniele Torcellini, Gian Ruggero Manzoni, Pier Marco Turchetti, Serena Simoni, Maria Rita Bentini
Durata 3 ore, ingresso gratuito

Domenica 13 gennaio una giornata campale con la visita guidata alle sei sezioni in cui si divide e articola la mostra insieme al curatore del progetto Massimiliano Fabbri. La giornata prevede spostamenti in pullman tra una sezione e l’altra della mostra e un pranzo BIANCO con il cuoco pugliese Alessandro Miroballo
Ore 9.30 ritrovo al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo RA (via vittorio veneto 1), ore 12.30 pranzo alla Scuola Arti e Mestieri di Cotignola, ore 18.30 circa rientro a Bagnacavallo
Il costo comprensivo del pranzo e del trasporto in pullman tra una sezione e l’altra della mostra è di euro 20. Prenotazione obbligatoria

1 > Bagnacavallo • Museo Civico delle Cappuccine
Sogni e memorie. Immagini da un mondo perduto
Michelangelo Setola, Patrizia Piccino, Gloria Salvatori, Mauro Santini, Alberto Zamboni, Jacopo Casadei, Domenico Grenci, Enrico Azzolini, Ettore Frani

2 > Fusignano • Museo Civico San Rocco e Chiesa del Pio Suffragio
Geometrie e altre microscopiche meraviglie della natura e crescita
Giovanni Lombardini, Alberto Biagetti, Sabrina Foschini, Ketty Tagliatti, Andrea Kotliarsky, Fiorenza Pancino, Cinzia Ortali, Silvia Chiarini, Giulia Ricci, CaCO3, Ana Hillar, Oscar Dominguez

3 > Alfonsine • Museo della Battaglia del Senio
Innesti. O dei meccanismi evolutivi degli oggetti
Silvia Zagni, Giorgia Severi, Paolo Buzzi, Giuliano Guatta

4 > Cotignola • Museo Civico Luigi Varoli
Archeologie. Ossa e conchiglie, fossili e impronte
Sergio Policicchio, Giancarlo Scagnolari, Giovanni Ruggiero, Verter Turroni, Chiara Lecca, Andrea Guastavino, Lucia Baldini, Silvia de Martin, Franco Stanghellini

5 > Lugo • Pescherie della Rocca e Torre del Soccorso
Esplorazioni e avventure. Vuoti scenari, avamposti artici e deserti
Michele Buda, Luca Piovaccari, Silvia Camporesi, Ettore Malanca, Laura Correale Santa Croce, Valentina Perazzini, Giovanna Caimmi, Giovanni Lanzoni

6 > Massa Lombarda • Museo Civico Carlo Venturini e Centro Giovani JYL
Regni bambini
Benedetto di Francesco, Vittorio D’Augusta, Andrea Ghetti, Virginia Mori, Octavia Monaco, Fabiana Guerrini, Pomelo, Andrea Salvatori

ORARI MOSTRE:
giovedì e venerdì 15-18; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •