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INTERVISTA DI FRANCESCA DI GIORGIO

Dopo il trasferimento da Roma a Latina dell’ottobre 2010 la Romberg Arte Contemporanea continua a farsi spazio all’interno della Torre Baccari.
Prima,
Roomberg project (galleria vetrina) al piano terra, oggi, il 17° piano «simbolo di un radicamento forte sul territorio e la testa tra le nuvole, con il secondo spazio nell’attico, a ribadire la nostra voglia di libertà» ci raccontava l’anno scorso Italo Bergantini. Per inaugurare i nuovi spazi della “galleria osservatorio”, il 30 aprile, è stato scelto Michelangelo Galliani con la doppia curatela di Italo Bergantini e Gianluca Marziani. Sfidando idealmente le leggi di gravità il peso delle sculture sono invitate a dialogare con la galleria e, indirettamente, con il territorio che domina e su cui affaccia. Il marmo statuario di Carrara gioca all’accostamento di materiali differenti (piombo, mercurio…) e si posa su un raffinato equilibrio, sospeso sui toni del bianco e del grigio assecondando un’intensa levità di pensiero. Galliani – tra autobiografia, storia e mito – torna a riflettere sull’uomo e sugli attributi che lo rendono più di ogni altro simbolo di evoluzione, nascita, redenzione. Benché disgiunti da un “et” homo e sapiens restano termini complementari, unici ed insostituibili…

Francesca Di Giorgio: Separati dalla congiunzione “et” homo e sapiens sembrano rafforzare il loro significato pur rimandando ai termini che comunemente associamo alla specie homo sapiens…
Michelangelo Galliani:
Sì, è un bel gioco di parole. Nasce da un’idea di Gianluca Marziani che è il curatore della mostra insieme a Italo Bergantini. Quell'”et” rende il titolo intrigante e sottolinea l’importanza della sapienza e della conoscenza per l’uomo. Nell’arte è fondamentale e determina ciò che resta nel tempo.

La verticalità del luogo – il 17°piano della Torre Baccari di Latina – e la “latitudine” di pensiero cui tende tutto il tuo lavoro. Che vista si gode da lassù? Come hai lavorato negli spazi che si affacciano su un territorio di recente fondazione e fortemente connotato dal punto di vista storico?
Penso a Latina come ad un laboratorio architettonico e sociale. A partire dall’architettura di epoca fascista che la contraddistingue e che ritengo l’ultima grande architettura Italiana, passando per tutta l’edilizia deprimente degli anni del dopoguerra, ai grattacieli fino alla torre Baccari, credo che rappresenti qualcosa di molto interessante nel panorama nazionale. Gli spazi sono bellissimi e ho cercato di fare una mostra molto sobria, raffinata, giocata tutta sui toni del bianco e del grigio. Ho cercato l’equilibrio tra le opere e gli spazi lavorando per sottrazione, proprio come si fa per il marmo e credo che il risultato sia molto positivo. Personalmente sono molto soddisfatto. Da lassù la vista è magnifica, ed è strano pensare ad uno spazio come la nuova galleria Romberg proprio al 17° piano. Abbiamo inaugurato con una mostra di scultura! Tutte opere in marmo anche di grandi dimensioni, insomma, tutto il contrario di quello che ci si poteva aspettare.

Continui a lavorare sulla figura umana come perno della ricerca e sull’impiego di materiali differenti. In una delle prime sale troviamo L’assedio. Come nasce questo nuovo lavoro?
L’assedio
è autobiografico. È il dramma e la pace. Convivono una condizione di impotenza e, al tempo stesso, una rinascita, una redenzione. È carica di simboli, alcuni nascosti e altri ben visibili come ad esempio le spighe di grano strette sul petto, simbolo di buon auspicio e di fortuna. Dal punto di vista stilistico è un sunto di alcuni stili fra cui la statuaria del Due-Trecento, il Manierismo e per certi versi anche il Liberty. È un’opera che viene dalle viscere. È odio e amore. È un esorcismo.

Hai posto in una teca una piccola scultura in marmo (un volto) adagiata su di un letto di mercurio. Perché la scelta di questo elemento?
In modo del tutto casuale, a volte succede di trovare, quasi per caso, quello che si cercava e si imitava senza grande successo. È uno specchio liquido, ma un metallo con un peso irreale. In passato ho usato spesso materiali differenti tra cui l’acciaio specchiante, ecco, con il mercurio ho ottenuto esattamente quello che avevo in mente ma non riuscivo fino in fondo ad ottenere. Mi piace pensare al nome, ai significati mitologici, allo sdoppiamento, alla pazzia che può generare. Alla leggerezza che dona al marmo reggendolo in sospensione.

A cosa stai lavorando? Progetti all’orizzonte?
Ad una splendida piccola bambina…

La mostra in breve:
Michelangelo Galliani. homo et sapiens
a cura di Italo Bergantini e Gianluca Marziani
Romberg Arte Contemporanea
Torre Baccari (17° Piano)
viale Le Corbusier, Latina
Info: +39 0773 604788 – + 39 0773 690053
www.romberg.it
30 aprile – 31 luglio 2011

In alto, da sinistra:
“L’Assedio”, 2011, marmo statuario di Carrara e piombo, cm 70x200x100, 
courtesy Romberg / Latina
“Cose da turchi”, 2009, tecnica mista, cm 180x60x40, courtesy Romberg / Latina
In centro:
“Naufragio di un soldato”, 2011
, marmo statuario di Carrara e piombo,  cm 30×30, singola opera, courtesy Romberg / Latina
In basso:
“L’Assedio”, 2011, marmo statuario di Carrara e piombo, cm 70x200x100,
courtesy Romberg / Latina

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