Non sei registrato? Registrati.
SVIZZERA | LUGANO | MASI | Palazzo Reali | 13 MARZO – 31 LUGLIO 2022

di REBECCA DELMENICO

Pioniere della fotografia ghanese, James Barnor (Accra, Ghana, 1929, vive e lavora a Londra) ha documentato i processi della decolonizzazione dopo l’indipendenza del Ghana, la diaspora africana e la vita metropolitana della comunità africana a Londra negli anni Sessanta, per fare poi ritorno in patria. Muovendosi tra fotografia in studio, fotogiornalismo, fotografia di moda e lifestyle, il lavoro di Barnor copre sei decenni e collega tra loro epoche e continenti per creare una narrazione transculturale sempre guidata dal suo interesse per le persone.
Il MASI Lugano, in collaborazione con la Serpentine Gallery di Londra, presenta la più ampia retrospettiva dedicata all’artista, James Barnor: Accra / London A Retrospective, in cui sono esposti oltre 200 lavori dall’archivio personale di Barnor, tra cui immagini inedite, oltre a copertine di riviste e dischi. Completano l’esposizione un video di Campbell Addy in cui il fotografo presenta il suo lavoro e una videodocumentazione in cui spiega la sua tecnica fotografica.

James Barnor, Evelyn Abbew, Ever Young Studio, Accra, c. 1955-1956, Modern Silver Gelatin Print
© James Barnor/Autograph ABP, London

Il percorso espositivo si muove attorno ai momenti e ai nuclei chiave nell’opera di Barnor, dalla fondazione dello studio Every Young alla collaborazione con la rivista Drum, fino al periodo londinese degli Swinging Sixties e al ritorno in Ghana, che si snodano come un racconto cronologico attraverso le sale di Palazzo Reali.
Barnor si avvicina alla fotografia fin da ragazzo, attratto da quella nuova tecnologia con cui le persone si facevano immortalare nelle occasioni più importanti della loro vita. Già dai primi del Novecento nascono infatti, anche in Africa, studi permanenti sull’onda del crescente desiderio delle persone di farsi fotografare. I soggetti indossano i loro abiti migliori e posano su uno sfondo tessile che ricorda un ricco interno coloniale. Nel 1947, il diciottenne James Barnor ottiene un apprendistato di due anni presso lo studio fotografico del cugino. Sarà nel 1953 che Barnor fonderà il suo studio Every Young a Jamestown dove accoglie una clientela variegata. Le immagini di quel periodo testimoniano un importante e continuo cambiamento sociale, le persone si allontanano gradualmente dal canone coloniale e scelgono di essere rappresentati in pose meno formali.

James Barnor, Accra / London – A retrospective, 2022, MASI Lugano. Ph Alfio Tommasini

Ma le principali trasformazioni sociali, politiche e storiche della società africana negli anni Cinquanta sono meglio documentate dal lavoro di Barnor come fotoreporter, quando decide di uscire dallo spazio statico dello studio per trasformare la città nel suo set.
Barnor ritrae i soggetti più disparati, da Selina Opong, una delle prime donne poliziotte in Ghana, in posa orgogliosa, a un gruppo di sorridenti infermiere fino alla bimba con lo sguardo stupito che sta imparando ad alzarsi.

James Barnor, Baby on All Fours, Eric Nii Addoquaye Ankhra, Ever Young Studio, Accra, c. 1952, Modern Silver Gelatin Print. © James Barnor. Courtesy galerie Clémentine de la Féronnière, Paris

Barnor collabora poi con il Daily Graphic dove ha imparato i segreti della fotografia documentarista e poco dopo, nel 1951, inizia a lavorare come freelance per la rivista anti-apartheid Drum, dove vengono ritratti per la prima volta modelli neri, che non erano presenti all’epoca nei giornali.

James Barnor, Kwame Nkrumah in his PG (Prison Graduate) cap, kicking a football before the start of an international match at Owusu Memorial Park in Fadama, Accra, 1952, Modern Silver Gelatin Print © James Barnor courtesy galerie Clémentine de la Féronnière, Paris

Rappresentative di quel periodo sono le immagini che riprendono il pugile Roy Ankarah in un primo esempio di reportage di una celebrità, così come le fotografie sia intime che pubbliche del politico e presidente del Ghana Kwame Nkrumah tra cui spicca quella in cui calcia un pallone prima dell’inizio di una partita internazionale all’Owusu Memorial Park. Barnor segue questa figura politica per diversi anni, fino alla proclamazione dell’indipendenza del Ghana nel 1957 e ai giorni che segnano quel periodo storico. Con la sua macchina fotografica, Barnor scende per le strade e immortala i festeggiamenti di una nazione che sta sbocciando.

Solo due anni dopo, il fotografo si trasferisce a Londra: è il momento degli Swinging Sixties di una metropoli multiculturale in fermento. Barnor ha avuto la possibilità di fotografare personaggi emblematici del suo tempo, documentando la comunità nera diasporica nel Regno Unito. Il fotografo ha seguito il presentatore Mike Eghan a Piccadilly Circus, ritraendolo davanti a un’enorme insegna neon della Coca Cola, ha fotografato modelle per Drum, ha ritratto personalità come Muhammed Ali, ma anche mercatini, feste, sfilate: i ritratti di Barnor sprizzano ottimismo, apprezzamento per la vita, opponendosi a qualsiasi raffigurazione di segni di esclusione.
Nel periodo londinese, Barnor lavora come assistente al Color Processing Laboratory di Londra, esperienza preziosa perché l’introduzione della fotografia a colori ha permesso all’artista di lavorare con una tavolozza molto variegata. Come nelle immagini delle sue modelle preferite per Drum, Marie Allowi, che ci guarda maliziosa da un’auto nel suo outfit alla moda, oppure Rosemary Thompson. La transizione dalla fotografia a colori ha contribuito a definire lo stile di Barnor, che afferma “Il mio studio riguarda il modo in cui il corpo nero appare a colori, con tutti quei bei vestiti colorati”.

James Barnor, Marie Allowi, Drum cover girl, Rochester, Kent, 1966, Modern Silver Gelatin Print © James Barnor/Autograph ABP, London

Nel 1969 Barnor torna in Ghana per più di due decenni prima di rientrare a Londra. In quel periodo apre ad Accra il suo primo laboratorio di fotografia a colori, lo Studio X23, per condividere con gli altri fotografi la sua conoscenza ed esperienza. Molte le immagini di quel periodo, che illustrano la società ghanese con colori gloriosi e vivaci, come la fotografia che vede protagonista una donna, assistente in un negozio, che posa davanti all’obiettivo coi capelli sistemati e un vestito il cui colore si accorda con quelli delle tante taniche che porta in mano e ha sistemate davanti a sé.

James Barnor, Sick-Hagemeyer shop assistant with bottles, taken as a colour guide, Accra, 1971
C-Type print © James Barnor/Autograph ABP, London

In un’altra fotografia, due donne, coi loro sgargianti abiti tradizionali e l’acconciatura impeccabile, posano appoggiate a una macchina rossa, in attesa di entrare in chiesa. Dichiara infatti Barnor: Il colore ha davvero cambiato le idee della gente sulla fotografia. Il kente è un tessuto ghanese intrecciato con molti colori diversi, la gente voleva esser fotografata dopo la chiesa o in città indossando questo tessuto”.
Numerose sono anche le commissioni commerciali, oltre a copertine di dischi, anche la realizzazione di un calendario promozionale per la compagnia petrolifera italiana AGIP nel 1974, in cui vediamo un’elegante modella posare sullo sfondo di cisterne. Le commissioni includono diverse fotografie di copertine di dischi per musicisti come E. K. Nyame, padre della musica highlife ghanese.

James Barnor, Two friends dressed for a church celebration with James’ car, Accra, 1970s, Modern Silver Gelatin Print © James Barnor/Autograph ABP, London

La passione per la musica e l’amore per la comunità ghanese portano Barnor a gestire anche un gruppo musicale di bambini chiamato Ebaahi Gbiko (All Will Be Well One Day), poi rinominato Fee Hi (All is Well). La compagnia di musicisti diventa parte importante della vita del fotografo, che accompagna i giovani anche in un tour in Italia nel 1983 come parte di una campagna anti-apartheid. Dal 1994 Barnor tornerà a Londra, dove vive a tutt’oggi.
Una carriera intensa, un sentiero benedetto in cui Barnor, pur attribuendo gran parte del suo viaggio alla fortuna, tanto da definirsi Lucky Jim, è riuscito a catturare la multiforme realtà di un’epoca in transizione, guidato da un irresistibile intuito e dalla capacità di rinnovarsi, o come ha detto lo stesso Barnor in occasione dell’apertura di questa grande retrospettiva “Bisogna saper cogliere le opportunità.”

James Barnor: Accra / London – A Restrospective

13 marzo – 31 luglio 2022

Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano
MASI | Palazzo Reali
via Canova 10, Lugano

Info: masilugano.ch

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •