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MILANO | Palazzo Reale | 24 ottobre 2013 – 9 marzo 2014 

di MATTEO GALBIATI

In molti penseranno: Andy Warhol a Milano… Ancora?! Se il legame tra il grande artista americano, padre della Pop Art, e la città meneghina è certamente consolidato da una storia particolare, questa mostra – la prima che lo vede protagonista a Palazzo Reale – riesce a conservare qualcosa di speciale ed inedito. Aspettarsi di incontrare opere completamente sconosciute, di un maestro che ha fatto della serialità e della ripetizione l’epicentro del suo lavoro, sarebbe pretenzioso. Un’aspettativa che si scontra con la matrice stessa del pensiero e dell’atteggiamento artistico di Warhol. Qui c’è qualcosa di più che è dato dalla provenienza di questi lavori.

Andy Warhol, Shoe (red with blond cherub), 1958, Collezione Brant Foundation © The Brant Foundation, Greenwich (CT), USA © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2013

Gli oltre 160 capolavori esposti – in un allestimento gradevole, preciso e puntuale – appartengono alla collezione della Brant Foundation, istituzione voluta da Peter Brant – che è anche il curatore della mostra – il quale con Warhol ha condiviso una lunghissima amicizia, che li ha potati a condividere gli anni più intensi e vivaci dell’America degli anni Sessanta e Settanta. Quindi ancora Warhol, ma un altro Warhol! Un Warhol che viene  letto dagli occhi di una persona che allo stesso tempo è stato suo amico, suo sostenitore, suo collezionista. Un personaggio coinvolto a 360° nella conoscenza di “prima mano” dell’artista americano.
Andy Warhol, Blue Shot Marilyn, 1964, Collezione Brant Foundation © The Brant Foundation, Greenwich (CT), USA © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2013Attraverso una ricca presenza di capolavori, che testimoniano la sua ricerca dai primi anni creativi agli ultimi (con alcune opere appartenenti alla serie dell’Ultima Cena che furono presentate a Milano nel 1987, la sua ultima mostra prima della sua scomparsa), questa esposizione permette di approfondire ulteriormente la conoscenza del Warhol artista, e la sua immagine pubblica di star dell’arte contemporanea, ma anche, proprio per il rapporto stretto con Peter Brant, il suo profilo più intimo e privato di uomo e amico.
Il campionario di opere selezionate copre, quindi, tutto l’arco temporale della sua appassionata, diversificata e coerente ricerca, ma qui il visitatore, che non può fare a meno di subire il fascino del mito warholiano, trova anche delle sorprese: come una seria di Polaroid con i ritratti di vari personaggi famosi o meno, esposta in Europa per la prima volta proprio in questa occasione; oppure le Shoes degli anni ’50 produzione meno conosciuta al grande pubblico; o le Silver Coke Bottles in cui mostra un interesse per la scultura; e anche moltisimi disegni e una grande e affascinante Oxidation Painting del 1978.
Un tessuto variegato di soggetti diversi che, tra miti dello spettacolo e della politica, prodotti di consumo, icone dell’arte e della cultura, nelle sue opere, vengono “democraticamente” trattati tutti allo stesso modo.
Pubblicitario, istrione della comunicazione contemporanea, precursore di mode e tendenze, scopritore di talenti e innovatore, spesso trasgressivo, del linguaggio dell’arte e del costume contemporanei, Worhol torna – ancora – a Milano e ventisei anni dopo la sua scomparsa, nonostante la società attuale abbia subito profondi cambiamenti, il valore delle sue opere e del suo insegnamento e messaggio restano sempre attualissimi. Un mito che non si spegne mai e che anzi, nella visione data da Brant, si offre nella complessità più articolata del suo carattere.

Andy Warhol, Flowers (purple, blue and orange), 1964, Collezione Brant Foundation © The Brant Foundation, Greenwich (CT), USA © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2013

Pregevole il catalogo che, secondo le impostazioni di 24 Ore Cultura, ha soluzioni e veste grafica specifiche, realizzate per questa occasione e non ricalca un format precostituito. Segnaliamo anche le audioguide che – fornite gratuitamente – rendono piacevole la visita accompagnando lo spettatore con un’alternanza di voci: oltre a quella che introduce le sezioni e le opere, si possono ascoltare anche i commenti del co-curatore Francesco Bonami e le battute di un narratore che interpreta in prima persona i pensieri di Warhol.
Evento centrale dell’Autunno Americano a Milano, questa mostra ha riacceso la warholmania. E le code fuori da Palazzo Reale si allungano. 

Warhol
a cura di Peter Brant e con il contributo di Francesco  Bonami
una mostra: Comune di Milano – Cultura, Moda, Design; Palazzo Reale; 24 Ore Cultura – Gruppo 24 Ore; Arthemisia Group 

24 ottobre 2013 – 9 marzo 2014

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano

Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30
Ingresso: Intero Euro 11,00; ridotto Euro 9,50; ridotto speciale Euro 5,50 

Info: +39 02 54913
www.warholmilano.it
www.comune.milano.it/palazzoreale

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