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LISSONE | MAC – Museo d’Arte Contemporanea  | tempo di bilanci

intervista a ALBERTO ZANCHETTA di Silvia Conta

A due anni dall’inizio del mandato di Alberto Zanchetta come direttore del MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Lissone è tempo di un primo bilancio, per capire su quali scelte operative si è attuato il ritorno di questo museo sulla scena italiana e quali sono, concretamente, la sfide della sua gestione e le premesse per proseguire.
In ventiquattro mesi, Zanchetta ha al suo attivo più di 80 progetti espositivi realizzati per questo museo e pensati in relazione alla sua storia e alla sua architettura, mostre caratterizzate da formule espositive originali e sperimentali (tra cui spicca il rinnovamento dello storico Premio Lissone) che spaziano dalla ricerca su artisti giovanissimi ad altri nel pieno della loro carriera fino ai maestri dell’arte italiana e straniera. Nei progetti, che si susseguono al ritmo frenetico di quattro o sei inaugurazioni ogni due mesi circa, sono stati coinvolti importanti curatori, designer e scrittori e molto ancora è in serbo per il 2015.

Segni e Segnali stradali,  retrospettiva di Winfred Gaul,  MAC Lissone, giugno 2014

In tempi relativamente brevi e con budget molto esigui hai riportato il museo di Lissone a riconquistare un ruolo attivo e importante nella ricerca non solo a livello nazionale, ma riconosciuto anche a livello internazionale. Come ci sei riuscito?
La formula è presto detta: passione, ambizione e ostinazione. Senza però dimenticare un pizzico di sana follia. Come dico sempre, io non sono un trascinatore di folle, ma di folli. Tutti gli autori con cui ho collaborato hanno aderito non certo perché allettati dai budget, che sono sempre ridotti all’osso, ma in virtù della progettualità e della volontà di sperimentare, che è una costante dell’attività espositiva del MAC di Lissone. Ogni mostra è stata concepita appositamente per gli spazi museali, sviluppando un’identità mai gregaria né tantomeno periferica.

Cristalli di crisi, personale di Nicola Samorì, MAC Lissone, maggio 2014

Che opportunità ti ha dato il fatto di dirigere un museo?  
Un’autonomia rispetto alle logiche di mercato, la possibilità di spaziare con disinvoltura tra arte e design, tra moderno e contemporaneo, così come tra stili e discipline. Mi ha permesso di uscire dalle etichette in cui mi incasellavano come critico e curatore freelance, dimostrando un’elasticità di interessi e di linguaggi. D’altro canto ho evitato di soccombere ai giochi di potere del vecchio e nazionalistico sistema dell’arte, facendo emergere una mia personale visione che esula da qualsivoglia opportunismo, sia esso economico o di falso prestigio.

Il Sogno Bianco, performance di Lucio Pozzi, MAC Lissone, maggio 2014

Parlando di musei pubblici italiani si tirano spesso in ballo le difficoltà indotte da una burocrazia lenta e farraginosa che limita e condiziona molto progetti. Quale è la tua esperienza in merito? 
Esistono molto vincoli in questo senso. È sempre frustrante dover ridimensionare i progetti a seconda delle normative e delle tempistiche dell’amministrazione pubblica. Anche quando i progetti sono semplici, ci sono lungaggini che sfibrano e deconcentrano dagli obiettivi finali. Ogni cosa diventa complicata e spesso si finisce per desistere o soccombere. È praticamente impossibile ovviare a queste difficoltà, ma è altrettanto importante non perdere mai l’entusiasmo e cercare soluzioni alternative alle tante, troppe, strettoie della burocrazia italiana.

Displace, bipersonale di Francesco  Fossati e Andrea  Magaraggia, MAC Lissone, Settembre 2013

Si dice spesso che c’è bisogno di idee. Ma quando ci sono le idee mancano i fondi o la burocrazia le frena. Quali potrebbero essere le premesse per cambiare questa situazione? 
Negli ultimi anni, la carenza di fondi è una piaga assai diffusa. Sarebbe opportuno, ma pressoché improbabile, avere un’autonomia rispetto all’ente, disponendo di un budget da poter amministrare e rendicontare internamente. Si dovrebbe altresì snellire e agevolare le pratiche connesse alle sponsorizzazioni, riformulando e ampliando le voci connesse ai singoli capitoli di spesa, che risultano troppo restrittive e poco pertinenti. Non meno importante, bisognerebbe rinunciare al malcostume di strumentalizzare le istituzioni culturali a fini politici.

Riflessi riflessioni,  installazione di Paolo Masi, MAC  Lissone, settembre 2014 (3)

Hai creato le condizioni affinché il museo Lissone possa ri-affermarsi in modo stabile come centro di ricerca di spicco in Italia. Quali sono le necessità più urgenti per fare sì che questa non sia solo una possibilità momentanea e la sua identità ritrovata si consolidi? 
Innanzitutto sarebbe auspicabile una riconferma del mandato, così da poter stabilizzare in modo definitivo l’impegno intrapreso in questi anni, lasciando in eredità una situazione agile e perfettamente connotata. Le giunte e i direttori che si avvicenderanno nei prossimi anni dovrebbero però far tesoro degli sforzi intrapresi e dei successi perseguiti, senza la velleità di snaturare un’attività che – nonostante la crisi economica e culturale – è riuscita a destare attenzione e curiosità, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti oltre ogni aspettativa.

Organizzazione organica di forme,  personale di Alessandro  Roma, MAC Lissone, febbraio 2014

Quali saranno i progetti che vedremo nei prossimi mesi? 
Sono in corso una mostra personale di Michele Zaza, un’antologica di Carlo Nangeroni con opere degli anni Sessanta, un’esposizione dedicata a cinque dei finalisti del Premio Lissone 2014 e un progetto ispirato a Aby Warburg ideato da Pasquali e Fedrigoli in collaborazione con Fanny & Alexander. Altre cinque mostre sono in programma per il prossimo 7 marzo.

Veduta della mostra 60 CUM LAUDE di Carlo Nangeroni

MAC – Museo d’arte contemporanea di Lissone
Direttore: Alberto Zanchetta

Viale Padania 6, Lissone (MB)

Info: www.comune.lissone.mb.it/museo-arte-contemporanea

Mostre in corso:

Corpo Cosmico. Michele Zaza
a cura di Walter Guadagnini
13.12.14 – 15.02.15

Sessanta cum laude. Carlo Nangeroni
a cura di Alberto Zanchetta
13.12.14 – 15.02.15

Out of Frames. Bergamaschi, Calori&Maillard, Cumia, Hell, Spera
a cura di Alberto Zanchetta
13.12.14 – 15.02.15

Le ore felici. Beatrice Pasquali e Enrico Fedrigoli
a cura di Alberto Zanchetta
con la collaborazione di Fanny & Alexander
13.12.14 – 01.02.15

Laura Santamaria – Hypnero. Un libro d’artista, documenti e nuove produzioni
a cura di Alberto Zanchetta
13.12.14 – 01.02.15

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