Non sei registrato? Registrati.
PUEGNAGO DEL GARDA (BS) | Leonesia – Fondazione Vittorio Leonesio | Fino al 4 novembre 2018

di LIDIA PEDRON

Si sta per concludere la seconda edizione di Scintille d’arte, rassegna di mostre dedicata al talento giovanile curata da Mariacristina Maccarinelli e Kevin McManus. I protagonisti dell’iniziativa sono giovani artisti promettenti, già vincitori di premi nazionali dedicati alle arti visive: ad accoglierli gli spazi di Leonesia – Fondazione Vittorio Leonesio a Mura di Puegnago del Grada (BS), un ambiente suggestivo, con un’atmosfera fuori dal tempo. Per il 2018 tre le date in programma: dopo l’appuntamento estivo con Cesare Galluzzo, il 22 settembre si è aperta la mostra dedicata ad Angelica Consoli, ora in corso, mentre domenica 7 ottobre è stata inaugurata l’ultima esposizione, che ospita le installazioni di Giorgio Presti e Corrado Saija.

Cesare Galluzzo, Salire cadere, 2013, acciaio e smalto su legno

Inaugurata il 29 giugno e durata un mese, ha aperto la stagione di Scintille d’arte la mostra di Cesare Galluzzo (1987): l’artista milanese, utilizzando materiali poveri – come legno, carta, fibra vegetale – e forme minimali, realizza strutture dotate di una forte componente architettonica. Le sue opere, a dispetto dell’estrema semplicità, riescono a trasformare lo spazio che le circonda, attraverso un approccio silenzioso, ma efficace. Ciò che si nasconde dietro questi segni essenziali – la linea, il filo, l’asta – è un grido che proviene dal recondito dell’animo, una potente volontà indagatrice, che guarda ai momenti cruciali, e al contempo quotidiani, dell’esistenza umana: l’infanzia e la morte. Una strenua riflessione sul senso dell’origine e della fine ultima, che analizza il concetto di passaggio, superamento, viaggio, attraverso installazioni geometriche dal sapore ludico. La morte è vista dall’artista secondo una concezione arcaico-rituale, come parte della vita stessa; le difficoltà dell’essere al mondo sono componenti della vita, così come le spine sono parti di un arbusto fiorito, nell’opera Salire cadere presentata in mostra: un intrico di fili d’acciaio che nasconde al suo centro un cuore di legno. All’interno della produzione di Galluzzo ha rilievo, inoltre, la serie delle Domus, composta da strutture lignee di piccole dimensioni e dall’impianto circolare: si tratta di forme universali, ispirate al mondo naturale e dell’architettura.
Aperta lo scorso 22 settembre, la mostra dal titolo Terra de Padri propone al pubblico le creazioni di Angelica Consoli (1991). Dopo il diploma presso l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia, ha partecipato a importanti esposizioni e progetti: si cita la collaborazione nel 2016 all’allestimento di The Floating Piers di Christo e Jeanne-Claude sul Lago di Iseo. Angelica Consoli dà vita alla storia custodita negli oggetti, inserendoli in un ambiente – quello della Fondazione – dal passato secolare.

Angelica Consoli, Senza titolo, 2018, paraffina, pigmenti, terra, prezzemolo, medagliette raffiguranti la Vergine Maria, carta, fiori, stoffa

Nella paraffina, suo medium principale, nasconde e incastona vari elementi, dalle vecchie fotografie di famiglia a oggetti ritrovati, dalle immagini sacre alle spezie. Questo strato di materia cerosa funge insieme da fissante e da filtro, eterna e allo stesso tempo allontana, creando una distanza tra l’opera e lo sguardo del fruitore: la figura sottostante il materiale, resa da esso sfocata, non appartiene più al ricordo di una sola persona, ma entra in una dimensione di memoria collettiva, nella quale lo spettatore si può identificare. L’artista trasforma il ricordo in qualcosa di concreto, invitando il visitatore a un’esperienza non soltanto visiva, ma anche tattile, uditiva – grazie alla musica di un carillon – e olfattiva: le sue creazioni contengono molteplici erbe e odori, come caffè e zafferano. Piante aromatiche, utensili da cucito e libri di preghiera: la produzione della giovanissima creativa bergamasca è colma di rievocazioni di una vita passata, fatta di ritmi lenti e una di semplicità perduta. Ne è un esempio l’installazione composta da telai lignei da ricamo contenenti pagine di un atlante: un’intensa riflessione sul concetto di radici e origini. Tema ricorrente di Terra de Padri è quello del “credere”, in senso rituale: la credenza appartenente alla tradizione popolare, universale e allo stesso tempo particolare, che è comune a tutti, a dispetto dell’orientamento religioso, perché parte della storia e del contesto sociale. L’oggetto ha assorbito le preghiere, le richieste di grazia, la speranza del suo precedente possessore, divenendo così dotato di un’anima propria, che viene bloccata attraverso l’operazione artistica. Le forme che l’artista predilige sono il cerchio, la semi sfera e la sfera; tra i colori scelti, oltre che il verde e il rosso, sono frequenti le cromie molto tenui che fondono l’opera all’ambiente circostante.

Giorgio Presti e Corrado Saija, Seges, 2018

Col terzo e ultimo appuntamento della stagione la Fondazione Vittorio Leonesio accoglie Giorgio Presti (1982) e Corrado Saija (1983); musicisti e sound artist, hanno lavorato insieme in occasione di numerosi eventi sul territorio bresciano.
Entrambi compositori, attratti dal concetto di musicalità del rumore, attraverso la produzione di installazioni multimediali realizzate con l’ausilio di dispositivi elettronici, il duo indaga il rapporto che intercorre tra suono, fruitore e ambiente. Nonostante il carattere essenzialmente tecnologico, questo tipo di creazioni sonore ha la capacità di innescare una profonda riflessione ontologica attorno alla percezione dell’invisibile in relazione al visibile. Un esempio è Nacre de Son, un’opera cinematica, che mostra l’aspetto materico del suono, la sua natura tangibile. La ricerca dei due artisti si concentra sul fenomeno estetico dei sensi, nello specifico sull’interazione udito-vista. Essi danno vita a deformazioni sonore e visive, studiando la percezione che l’essere umano ha del mondo circostante e di sé stesso: ciò si verifica soprattutto con Seges, opera multimodale che offre la possibilità di fare esperienza del suono in qualità di vibrazione, oltre che con Parallel, altra installazione interattiva multimodale, funzionante tramite l’apporto del visitatore che interagisce con il campo elettromagnetico.
A completamento dell’esposizione, gli artisti realizzeranno, inoltre, in due date successive, la performance Sonosfera sabato 13 ottobre, in occasione della Quattordicesima Giornata del Contemporaneo promossa dall’Associazione AMACI e domenica 4 novembre, durante il finissage, giornata conclusiva della rassegna.

Scintille d’arte

Angelica Consoli. Terra de Padri

13-14-20-21 ottobre 2018

Giorgio Presti e Corrado Saija

13-14-20-21-27-28 ottobre e 1-3-4 novembre 2018

performance Sonosfera sabato 13 ottobre ore 18.30 e domenica 4 novembre ore 17.00

Leonesia – Fondazione Vittorio Leonesio
Via G. Palazzi 15, Frazione Mura, Puegnago del Garda (BS)

Orari: dalle 15.00 alle 19.00

Condividi su...
  • 82
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •