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DOMODOSSOLA (VB) | Musei Civici Gian Giacomo Galletti – Palazzo San Francesco | 15 luglio – 11 dicembre 2022

di MATTEO GALBIATI

Uomini che guardano donne, donne che guardano uomini. Un gioco di sguardi che inevitabilmente ha definito un magnetismo peculiare, risolto in una reciproca lettura della propria anima. Non stiamo parlando dell’inizio di un corteggiamento amoroso, dei meccanismi che si innescano quando ci si innamora, ma di quella relazione peculiare che si instaura tra persona ritratta ed artista, quando l’uno riporta, attraverso il segno distintivo della propria pittura, il carattere dell’altra. Lo sguardo di grandi protagonisti dell’arte tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento raccontano, nella mostra Nel segno delle donne. Tra Boldini, Sironi e Picasso, non solo l’individualità femminile osservando la personalità unica di alcune donne, ma anche il cambiamento del loro ruolo nella società, il gusto della moda, la visione di un differente valore di sensibilità sociale ed estetica.

Nel segno delle donne. Tra Boldini, Sironi e Picasso, veduta della mostra, Musei Civici Gian Giacomo Galletti – Palazzo San Francesco, Domodossola (VB)

Emancipazione, bellezza, mistero, forza, passione e molto altro ancora vivono nel racconto offerto dagli oltre settanta capolavori che, provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private italiane, generano un vero e proprio viaggio nell’universo femminile nel grande spazio dei Musei Civici Gian Giacomo Galletti – Palazzo San Francesco di Domodossola (VB) dove, riconfermando il proprio ruolo centrale nella diffusione culturale con mostre di notevole valore scientifico, non vengono esposti solo dipinti, ma alle opere pittoriche si uniscono anche documenti, sculture, macchine fotografiche d’epoca, abiti e fotografie, che amplificano e avvalorano il principio che ha dato visione e senso a questo progetto.

Italo Nunes Vais, Ancora un bacio, 1885, olio su tela, 105×65 cm, Novara, Galleria Giannoni

Ci si chiederebbe perché a Domodossola “va in scena” una mostra di questo tipo e con questo taglio tanto peculiare: i due curatori Antonio D’Amico (già direttore dei Musei Civici di Domodossola) e Federico Troletti (nuovo conservatore succedutogli alla direzione della stessa istituzione) hanno scelto di proseguire nella volontà di proporre progettualità in cui Domodossola, e l’ossolese in generale, fossero spunto ispiratore e avessero testimonianza attiva dei temi sviluppati.
Aperto il traforo del Sempione nel 1906, infatti, questa importante via di comunicazione aveva connesso in modo diretto l’intera valle con la Francia e Parigi, portando il gusto internazionale della Belle Époque a contaminare la cultura presente. In città era attivo in questo senso, per esempio, il Teatro Galletti, vero e proprio polo di attrazione culturale dove, tra teatro e cinema, si ritrovava la società del tempo e si aggiornava sulle novità culturali.

Nel segno delle donne. Tra Boldini, Sironi e Picasso, veduta della mostra, Musei Civici Gian Giacomo Galletti – Palazzo San Francesco, Domodossola (VB)

Questo legame la mostra lo documenta con il monumentale sipario originale del teatro cittadino dipinto da Bernardino Bonardi nel 1882 in cui si possono ammirare un ricco campionario di scene quotidiane e personaggi vestiti con i costumi tradizionali delle valli dell’Ossola.
Documenti peculiari sono poi gli scritti autografi di Giovanni Pascoli che, operatosi per la realizzazione di un ospizio per poveri e emigrati, scrisse l’epigrafe apposta sull’edificio inaugurato nel 1906 dalla Regina Margherita, raffigurata in mostra in un bellissimo ritratto attribuito alla mano di Francesco Didioni.
Seguendo il percorso espositivo si ha modo di accogliere la narrazione di questa bellezza femminile acquisendola dal gusto dell’artista che l’ha ritratta e si resta conquistati proprio dalle diverse modalità con cui le forme dipinte marcano la connotazione del tempo e dell’estetica artistica: tra gli altri Boldini, Zandomeneghi, Cavaglieri, Corcos, Pellizza da Volpedo, Fattori, Bucci, Lega sono impegnati a cercare la visione di un passaggio epocale tra un secolo e l’altro, mentre una chiave più libera e marcata, pur sempre legata alle predominanti coordinate estetiche del loro tempo, la definiscono le opere di Chiesa, Campigli, Picasso, Dudreville e Sironi (presente con numerose dipinti).

Giacomo Grosso, Armonie interrotte, 1919, olio su tela, 280×210 cm, Torre Canavese, Collezione Galleria Datrino

Il segno distintivo delle diverse sfaccettature con cui le donne sono riproposte porta a visioni che, in comune, hanno il rivelare una presenza reale, tangibile, diremmo quasi “carnale” della loro individualità. Ne emerge una donna che, oltre la propria bellezza, si allontana dagli stilemi di canoni estetici astratti e idilliaci, per maturare una consapevolezza, una presenza e una caratterialità nuova più vera e autentica, assai ricca di quelle sfumature e sfaccettature che non sono contenibili in un unico canone uniformante.

Mario Sironi, Figura femminile seduta di profilo
(Il risveglio), 1928, tempera su carta applicata su tela, 33×33 cm, Collezione privata

Tra il XIX e il XX secolo anche le donne iniziano a muovere, con uno sguardo più sicuro, i passi per una loro definitiva emancipazione, imprescindibile e necessaria per quella modernità che avanza veloce e che ne richiede un cambio netto e profondo, al di là di ogni vecchia mentalità imperante. Ecco perché, in questo progetto, è importante non slegare quello che pertiene i temi dell’estetica da quelli della società di cui gli artisti, grazie alle loro opere e alle iconografie che identificano, sono stati importanti registi e testimoni.

Nel segno delle donne. Tra Boldini, Sironi e Picasso
a cura di Antonio D’Amico e Federico Troletti
realizzata da Comune di Domodossola
in partnership con Fondazione Paola Angela Ruminelli e Museo Bagatti Valsecchi di Milano
in collaborazione con Istituto Matteucci
con il contributo della Fondazione CARIPLO
il sostegno di Soc. Coop. Pediacoop, Ultravox Srl e Studio Abc, Centro Sos Dislessia di Domodossola

15 luglio – 11 dicembre 2022

Musei Civici Gian Giacomo Galletti – Palazzo San Francesco
Piazza Ruminelli 1, Domodossola (VB)

Orari: dall’11 ottobre 2022 da giovedì a domenica 10.00-13.00 e 15.00-18.00; chiusure o aperture straordinarie saranno comunicate sulle pagine Facebook e Instagram di Palazzo San Francesco (@palazzosanfrancesco.domodossola @palazzosanfrancesco)
Ingresso intero e ingresso fisso in caso di eventi in Museo €8.00; ridotto over 65, tesserati AMO €6.00; ridotto bambini/ragazzi da 6 a 19 anni, universitari, guide interpreti e accompagnatori turistici senza gruppo, scuole, diversamente abili €3.00; famiglia (genitori con almeno un figlio) €15.00; scuole €2.00; gratuito bambini fino 5 anni, accompagnatore diversamente abili, docenti accompagnatori classi scuole, guide turistiche dell’UE e interpreti turistici (quando occorra la loro opera a fianco della guida) nell’esercizio della propria attività professionale; giornalisti; studiosi e ricercatori con esigenze attestate dalle istituzioni di appartenenza

Info e prenotazioni: +39 33385029591
cultura@comune.domodossola.vb.it
www.comune.domodossola.vb.it

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