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PIETRASANTA (LU) | Ex-Marmi | 7 luglio – 8 agosto 2013

di NICCOLÒ BONECHI

La calda estate conduce Roberto Coda Zabetta da Londra a Pietrasanta, dalla Ronchini Gallery al Complesso post-industriale Ex marmi. Un viaggio lungo che parte da molto più lontano, dalla mostra personale tenutasi lo scorso ottobre a Rio de Janeiro presso il MAC – Museo di Arte Contemporanea di Niteroi.

Per il progetto Scudo Coda Zabetta presenta una serie di nuovi lavori, grandi volti dipinti su vecchi tessuti ed alcuni disegni preparatori, ai quali l’artista affida tutte le speranze per un futuro migliore a partire da un’analisi introspettiva e storica sui tragici fatti che hanno segnato il XX secolo: questa serie di lavori sono quindi un monito a guardare avanti senza scordarsi mai quanto accaduto in passato. Lo spunto per riflettere su questa tematica nasce spontaneamente e necessariamente dalle opere presentate nella mostra brasiliana e che indagavano la vicenda dei desaparecidos, una serie che, come da consuetudine per Coda Zabetta, si materializza a partire da un fatto di cronaca. Diversamente le opere per la mostra Scudo non hanno riferimenti diretti a fatti storicamente riconducibili, bensì sono la sintesi di uno sguardo più ampio su quanto di atroce è stato prodotto dalla società post moderna.

Certamente dall’incontro con questa serie di nuovi lavori sorge una domanda spontanea: siamo gli osservati o stiamo osservando? I segni fluidi che in maniera quasi primordiale compongono la sintetica sagoma del volto mettono costantemente in discussione la posizione dell’osservatore che si trova costretto ad una duplice riflessione sulla sua posizione. Sono io oggetto di studio oppure attraverso gli occhi della maschera che si fa scudo riesco ad osservare senza essere osservato?
Come scrive Tony Godfrey nel saggio critico:

«Questi sono e non sono ritratti. Che cosa ritraggono: persone o stati mentali? Sembra che siano quello che affermano di essere, ma più a lungo li guardiamo più ci chiediamo che cosa sono in realtà. Questi sono due dei molti paradossi che Coda Zabetta è tornato a toccare in questa recente serie di dipinti. L’artista lavora con i paradossi e con stacchi radicali o contrasti: i contorni del volto sono perfettamente ovali, incorruttibili, implacabili come uno scudo, ma i segni sono allentati, gestuali, fluidi. Qualunque cosa facciano i segni, sia che definiscano o che coprano, il volto rimane intatto e immutato. Talvolta compare un’espressione e un carattere, evocati da rughe o espressioni del volto, ma sempre ci sono gli occhi: ci guardano, testimoniano ciò che è accaduto prima».

Espressioni impersonali, apparentemente neutre e seriali nella realizzazione ma non nella composizione; volti carichi di sofferenza che impongono un’attesa, sia essa temporale che mentale. Non si può restare indifferenti di fronte alle grandi tele di Coda Zabetta che, allestite nella splendida location degli Ex Marmi di Pietrasanta, ti osservano e ti seguono durante tutto il percorso espositivo, quasi come a voler ribadire che quanto accade nel più remoto angolo della Terra non può essere dimenticato.

Roberto Coda Zabetta. “Scudo”
a cura di Tony Godfrey

Complesso Post-industriale Ex-Marmi
Via Nazario Sauro 52, Pietrasanta (LU)

7 luglio – 8 agosto 2013

Orari: da martedì a domenica 18.00 – 24.00
Chiuso lunedì

Organizzazione: Galleria Poggiali e Forconi, Firenze
+39 055 28 77 48
info@poggialieforconi.it
www.poggialieforconi.it


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