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EDITORIA | Sponge, un sogno che a,m,o – 10 anni di arte contemporanea nelle Marche

Intervista a GIOVANNI GAGGIA di Corinna Conci

So cosa vuol dire sentire il bisogno di respirare i boschi, o sapere il bene che fanno agli occhi le colline bianche di neve. Il silenzio buono. Ho presente la necessità del corpo che chiede contatto con i campi, i piedi scalzi, gli animali che accarezzano le gambe. Ci sono posti che riportano all’ancestrale per tenere presente che senza radici forti, gli alberi non crescono. Come Casa Sponge, nella frazione del territorio di Mezzanotte (Comune di Pergola): una cascina al centro del sogno e del mondo. Alcuni ci portano i propri figli, altri ci vanno e s’innamorano di chi la abita, qualcuno la definisce un porto, una cucina che rappresenta il lato conviviale e di condivisione del luogo.

Casa Sponge foto di Gianluca Panareo

Casa Sponge foto di Gianluca Panareo

Il padrone di casa dice «Sponge è la mia più grande performance»: l’artista Giovanni Gaggia ha memoria del suo passato, sopra il quale ha costruito un progetto d’arte che ora compie 10 anni di età. I rami sono molti, come le persone fondamentali che hanno condiviso questo lavoro. All’inizio del progetto erano Gaggia e Davide Quadrio, rispettivamente nei ruoli di direttore artistico e presidente onorario di Casa Sponge, i collaboratori Stefano Verri e Daniela Eusepi, e infine oggi si aggiunge Roberto Coda Zabetta attraverso il quale nasce Casa Sponge 2 a Loretello, dall’altra parte della collina sempre nella provincia di Pesaro/Urbino – Marche.
E poi c’è la curatrice Milena Becci, secondo la quale la parte umana non è scindibile da quella professionale, e ci racconta:

copertina del libro Sponge, un sogno che a,m,o

copertina del libro Sponge, un sogno che a,m,o

“Quando, dopo quasi cinque anni di mia attività all’interno di Casa Sponge e dieci dell’associazione stessa, mi sono ritrovata a scrivere il testo per il libro “Sponge, un sogno che a,m,o,” le riflessioni sono state molteplici, com’è normale che sia, ma il verbo che racchiudeva tutto solo uno: amare. Le azioni di un curatore non possono prescindere da questo sentimento, l’artista e l’arte pretendono amore e cura, ciò che il mondo intero ricerca assiduamente, spesso purtroppo facendo scaturire altro. La spiritualità e l’inabissamento nella natura che si respirano in un luogo come Casa Sponge, immersa nelle colline marchigiane, esigono rispetto e con delicatezza ti avvolgono facendo scaturire forza e profondità, accogliendo le opere che andiamo ad installare ad ogni mostra. La relazione con chi dalla creatività costruisce è linfa, è sostegno e ricerca dell’io che non può e non deve essere accentratore. Diviene un io collettivo in cui ciascuno mantiene la sua natura, immerso nella natura stessa. Questa è la mia pratica, questo è l’incontro con la Casa e con i suoi innumerevoli abitanti, in una crescita personale continua che è data dalle connessioni.”

Presentato alla scorsa edizione di Artissima a Torino, il libro ha la prefazione di Cristiana Colli, due introduzioni di Giovanni Gaggia e Davide Quadrio e testi di Milena Becci, Filippo Berta, Max Bottino, Francesco Castellani, Tiziana Cera Rosco, Paola Clerico, Antonio Mastrovincenzo (Presidente del Consiglio Regionale delle Marche), Massimo Mattioli, Cristina Nuñez, Maria Letizia Paiato, Sandro Pascucci, Jasmine Pignatelli, Roberto Ratti, Serena Ribaudo, Mona Lisa Tina, Saverio Verini e Stefano Verri. Voci di artisti, curatori, critici, giornalisti che hanno conosciuto e collaborato in prima persona al lavoro di Casa Sponge. All’interno della pubblicazione anche il racconto di a,m,o – arte Marche oltre, kermesse – 1° edizione luglio 2016 – tra Pergola, Cagli, Pesaro, Fano e Senigallia, e una ricca galleria fotografica con le immagini più significative di dieci anni di attività di Casa Sponge.

CASA SPONGE - disegno preparatorio

CASA SPONGE – disegno preparatorio

Nell’introduzione del libro, datata 9 agosto 2017, scrivi: «Questa è l’estate della chiave e la chiave è simile ad un 9. Il 9 lo si usa per aprire e per tornare a contemplare il 7». Ci racconti il viaggio dal 7 al 9?
È il viaggio delle mia vita, del mio percorso verso la consapevolezza e la completezza.  Il 7 contraddistingue la mia data di nascita, piena di 7, che è un numero importante, considerato un simbolo magico e religioso, la perfezione. Da adolescente ho iniziato a far caso a tutte le persone che incontravo che mi raccontavano del numero 7, del suo significato, di quanti di questi numeri avessi nella mia data di nascita, di come la mia esistenza sarebbe stata disegnata. Quando, dopo qualche anno dall’apertura di Casa Sponge, dopo esserci solo appena resi conto dell’importanza della condivisione nel processo artistico, creammo Perfect Number,  format che invadeva tutte le stanze della mia casa, partimmo dalla conta delle stanze da occupare e da cedere. Erano 9. Come forma, il 9 somiglia ad una chiave, quindi il 9 apre e a sua volta contiene il 7. Così un ciclo si completa, Casa Sponge nasce in quella che era la casa dei miei nonni; una storia che prosegue diversamente ma con lo stesso sapore e sguardo alla terra. Da quel giorno in poi ho iniziato a fare attenzione anche al numero 9. Non credo sia un caso che il mio procedere artistico per 7 anni si sia riversato verso una triste storia della pagina italiana, quella di Ustica, che si contraddistingue per il numero 9 e i suoi multipli. Era un DC 9, 81 erano le vittime, il 27 era il giorno in cui accadde. Ora questa storia di numeri e condivisione la riverso tutta nella mia ultima opera; mia lo virgoletto. La coperta di un hotel, forse di un Motel, l’ultima di quella serie, la ricamo in un solo giorno per RAID (Manumission Motel – un progetto di FatStudio), dal cassetto alla parete. “GLI ODORI CHE RISVEGLIANO I RICORDI”, la frase è dei Bianco – Valente, ecco perché le virgolette, quest’opera la considero nostra e non mia. Questa opera racconta il mio procedere, il mio fare e la mia modalità. Ogni volta che giro la chiave e varco la soglia di Casa Sponge, sento l’odore di mia nonna.

Il manifesto per la presentazione del libro ad Artissima

Il manifesto per la presentazione del libro ad Artissima

La tua anima di artista si applica in molti ruoli, come quello di direttore artistico di Casa Sponge. Cristina Núnez ti ha definito «Giovane pioniere gallerista, curatore, critico, artista e performer che a venti e pochi anni ha costruito una home gallery in una cascina e l’ha fatta diventare un cult». Questa condizione prevede una solida identità per avere chiarezza nella prassi lavorativa: come la vivi?
La mia essenza la segna il 7. Le etichette non mi interessano, non mi sono mai interessate, servono agli altri per capire chi sono ed identificarmi; io so bene quello che sono e ciò che voglio nella mia vita. Sono un artista che ha deciso di condividere, di camminare insieme. Ho semplicemente aperto le porte della mia casa ed invitato gli altri ad entrare. Chi mi conosce bene sa che è la stessa modalità di azione che utilizzo nelle mie performance. Casa Sponge è in un luogo magico, Mezzanotte, dove la mia casa è diventata un crocevia di passaggi. Sono fortunato, questa prassi mi ha arricchito.

Parli spesso in plurale riferendoti a Casa Sponge, dicendo “siamo collettivo”. Quale significato attribuisci a questa bella definizione?
La causa è l’apertura, ci si apre al mondo, ci si apre agli altri. Mi sono sempre immaginato una casa condivisa, un reale “la mia casa è la tua casa”. Oggi, dopo dieci anni, mi rendo conto che questo sta accadendo. Ci sono persone che si sono prese un pezzettino di questa storia e l’hanno fatta propria. Questa condivisione ideale la applico non solo alla mia Casa ma anche alla mia pratica quotidiana. Adoro lavorare con gli altri artisti e non mi sento mai defraudato di nulla, tutt’altro. Mi piace condividere il mio pensiero, non a caso ho voluto iniziare un dialogo pubblico che è partito da Ferrara in occasione del festival 2017 di Internazionale, dove ho presentato Transpolitica con artisti che hanno una visione della pratica artistica simile alla mia: Stefania Galegati Shines (Caffè Internazionale di Palermo), Giuseppe Stampone (con le sue mappe ed il suo progetto in Abruzzo), Isabella e Tiziana Pers (RAVE – East Village Artist Residency campagne friulane), Angelo Bellobono (ATLAS now montagne dell’Atlante – Marocco), Bianco Valente (A Cielo Aperto – Latronico in Basilicata).

Presentazione del libro ad Artissima da destra Stefania Galegati Shines, Milena Becci, Cristiana Colli, Giovanni Gaggia, Federico Talè

Presentazione del libro ad Artissima da destra Stefania Galegati Shines, Milena Becci, Cristiana Colli, Giovanni Gaggia, Federico Talè

Davide Quadrio, critico internazionale con il quale hai iniziato a lavorare 10 anni fa al progetto Sponge, sostiene che hai fatto un piccolo miracolo: per lui il successo di questa sfida è stato rappresentare, in un mondo artistico alla deriva, una «periferia creativa […] che dimostra l’efficacia di essere al confine, dove economie, ego, strutture, si piegano (mai genuflettendosi) e si adattano velocemente (alacremente) a cambiamenti, bisogni, necessità».
Davide per me non è un critico internazionale: è un fratello, un confidente, un faro. Dieci anni fa, in un momento di grande crisi, gli chiesi un consiglio. Mi rispose che, a suo avviso, per fare un determinato lavoro in Italia bisognava partire e ripartire dalla provincia. In maniera esponenziale si sono sviluppati i progetti. Mi sono reso conto dell’accaduto proprio nel momento in cui sono state messe insieme le pagine del libro. Ritorno a Mezzanotte, al nome, alla terra: Davide ha una casa nella collina di fronte alla mia, Roberto Coda Zabetta dietro, Angelo Bellobono ne ha una a due passi da qui.
Avevo accennato che questo è un territorio magico, non a caso ci siamo ritrovati qui. «Una follia, ma una follia piena di grandezza», Reinaldo Arenas – Prima che sia notte. Così si apre il libro Sponge, un sogno che a,m,o – 10 anni di arte contemporanea nelle Marche.

Le mani di mia nonna. Foto: Giovanni Gaggia

Le mani di mia nonna. Foto: Giovanni Gaggia

Info: +39 339 4918011
spongecomunicazione@gmail.com 

www.spongeartecontemporanea.net

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