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Dro (TN) | Centrale Fies  | #REPORT

di CORINNA CONCI

A Centrale Fies si conferma anche quest’anno la qualità concettuale e formale della programmazione del Festival di Drodesera, alla sua XXXIX edizione dal titolo IPERNATURAL (ultimo capitolo della trilogia che ha avuto inizio con Supercontinent nel 2017, ndr).
Nell’indagine del profondo – umano, naturale, culturale – rientrano tre spettacoli che nella loro diversità espongono l’ampio spazio di manovra nel quale si impegna l’intuizione della curatela del Festival, firmata da Barbara Boninsegna e Filippo Andreatta.

“Augusto”, Alessandro Sciarroni, Centrale Fies Foto: Alessandro Sala

Nello spettacolo “AUGUSTO”, Alessandro Sciarroni ci racconta come sentirsi sempre amati, attraverso una coreografia del non sentire: in questi movimenti collettivi ci si tappa le orecchie, gli occhi, la bocca per sopprimere ciò che si sente autenticamente. Nella danza del falso sé quando qualcuno tenta di far emergere il dramma viene deriso. Quello che si può fare è soffrire ridendo. Si può anche fare del male e riderne. Tu non partecipi al gioco delle maschere? Sarai escluso.
Compare la negazione delle emozioni che possono risultare minacciose: un percorso che si comincia da piccoli nella richiesta implicita di essere amati, dentro il sistema familiare e poi crescendo, nelle relazioni sociali. Ciò che viene percepito pericoloso come la rabbia, la tristezza, il disgusto, la vergogna viene sostituito con qualcosa di più accettabile come la gioia, con una risata. Queste sono le nostre emozioni parassite. Sciarroni imbastisce un’orchestra di risate che è furia, che esaurisce l’energia vitale e che svuota, raccontando di bambini privi del permesso di manifestare le proprie emozioni più vere, perché adattati ad una realtà che permette apparentemente solo di non essere liberi.

“Augusto”, Alessandro Sciarroni, Centrale Fies Foto: Roberta Segata

Anne Lise Le Gac e Arthur Chambry ci offrono uno spazio senza nessun bordo, senza contenimento. “DUCTUS MIDI” è uno spettacolo che inizia quando è già iniziato da tempo. Si tratta di un viaggio dove i luoghi ospitano oggetti che cambiano forma riprendendo la forma precedente, tuttavia mai definitiva.

Anne Lise Le Gac e Arthur Chambry
DUCTUS MIDI, Centrale Fies, Foto: Roberta Segata

Questo perché sentirsi persi è il punto di partenza che bisogna spesso considerare. I performer si muovono parlando, cantando, danzando, suonando diversi strumenti, costruendo oggetti che indossano o fanno poi parte della scenografia. In questo paesaggio multisensoriale dove ogni manufatto presente ha diverse funzioni (sonore, visive, olfattive oltre che estetiche) va sviluppandosi in modo preciso una trama del tempo, costituita in modo sorprendente da densità diverse: a tratti la percezione delle sequenze del movimento è dilatata, a volte accelerata.

Riccardo Giacconi e Andrea Morbio, con Silvia Costa ci narrano invece la storia di un assassino attraverso registrazioni di testimoni discordanti, voci di paese e materiali d’archivio. In “LA MACCHIA. Studio per un radiodramma” si narra la cronaca nera del 1914 con la strage di Camerata Cornello. Simone Pianetti in quel periodo uccide sette persone, pianificando in modo  premeditato ogni movimento.

Riccardo Giacconi e Andrea Morbio con Silvia Costa, LA MACCHIA. Studio per un radiodramma, Centrale Fies, Foto: Alessandro Sala

I giornali del tempo riportano con dovizia i particolari macabri dell’evento, come visi fracassati o uccisioni sul luogo di lavoro. Micro azioni e letture live si fondono al field recording e ai racconti audio degli abitanti della zona, con l’intento di approfondire e ridefinire il ritratto di un uomo fatto di molte sfumature, personali e politiche. Nel gesto di riavvicinarsi a questi avvenimenti gli autori del radiodramma portano astensione dal giudizio, offrendoci molteplici letture anche delle categorie morali, che possono essere storicamente soggette al cambiamento.


I P E R N A T U R A L

DRODESERA XXXIX EDIZIONE
between Performing Arts & Performance Art

Luglio 2019

Centrale Fies, Dro (TN)

Info: www.centralefies.it

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