Ti sarà inviata una password per E-mail
ISOLA DEL GARDA (BS) | Isola  Del Garda | 10 maggio – 19 ottobre 2014

Intervista ad ANNA LISA GHIRARDI di Valeria Barbera

Siamo in una location d’eccezione – Isola del Garda – di proprietà della famiglia Cavazza, un luogo magico dove dodici artisti contemporanei come Mirko Baricchi, Stefano Bombardieri, Calogero Canalella, Francesca Casolani, Francesco De Molfetta, Patrizia Fratus, Armida Gandini, Ettore Greco, Stefano Mazzanti, Fausto Salvi, Livio Scarpella, Paolo Schmidlin sono stati chiamati a rileggere l’intramontabile mito collodiano.

Abbiamo intervistato la curatrice Anna Lisa Ghirardi per scoprire stimoli ed obiettivi di un progetto che unisce arte, istituzioni pubbliche e private e l’Azienda Tassoni

Ecce Pinocchio nasce e si sviluppa in un contesto davvero speciale, un’intera isola del Lago di Garda. Una condizione da sogno per progettare una mostra, ma anche per visitarla… Credi che questa caratteristica potrebbe suscitare l’interesse anche di un pubblico normalmente non interessato all’arte?
Assolutamente sì. Il luogo, incantato, avvolge il visitatore in una dimensione sovrannaturale, trasformandolo in una sorta di personaggio della storia; il pubblico pertanto diventa parte integrante del nuovo racconto. Ne Le avventure di Pinocchio si entra, e si esce, per molteplici vie ed ognuno rilegge la storia secondo il proprio background e la propria sensibilità; il romanzo di Collodi invero appartiene a tutti. In questo senso anche il visitatore neofita di arte contemporanea non si riconosce come escluso dal contesto, ma apre un canale di comunicazione. L’opera d’arte, del resto, in primis chiede di essere osservata, ascoltata ed un pubblico attento e ricettivo è un buon inizio.

Isola del Garda, veduta Villa, ph. Fabio Cattabiani

Da quando è stata scritta la storia di Pinocchio, oltre all’enorme successo che l’ha fatta entrare nell’immaginario di grandi e piccoli, ha ispirato moltissime riletture artistiche, letterarie, legate all’animazione e all’illustrazione. Quali sono a tuo parere gli elementi che continuano ad affascinare e ad alimentare questo immaginario e che, nello specifico, hanno portato anche alla nascita di Ecce Pinocchio?
Pinocchio, Lucignolo, la Fata, il Gatto e la Volpe, il Grillo, … sono personaggi che tutti noi abbiamo incontrato e in alcuni dei quali possiamo persino immedesimarci, se non in toto, per le metamorfosi che nel corso della nostra vita abbiamo compiuto. La storia di Pinocchio, benché per molti aspetti sia inevitabilmente legata all’epoca nella quale è stata scritta, giunge a noi come una storia esistenziale, pertanto senza tempo. Uno degli aspetti più affascinanti è il fatto che Pinocchio celi molteplici significati, sui quali molti studiosi del resto hanno scritto: dalla valenza esistenzialista a quella spirituale-religiosa, nonché alchemica e tanto altro ancora. L’opera letteraria aperta permette una perenne germinazione, da essa è infatti partita la rilettura dei dodici artisti coinvolti nel progetto.

Francesco De Molfetta, Penocchio

Come si è sviluppato il progetto con i singoli artisti? Molti hanno dato vita ad opere realizzate appositamente per l’occasione e che si relazionano con il luogo ma anche con la storia di chi lo ha vissuto nel corso degli anni… Ci puoi raccontare meglio quest’esperienza?
L’idea della mostra è nata un anno prima della sua apertura; ho contemporaneamente selezionato artisti che avessero già lavorato sul tema e coinvolto altri, chiedendo loro di meditare sul racconto. La prima opera scelta è stata quella del giovane Calogero Canalella, scoperta allo ZAC, presso i vitali Cantieri Culturali della Zisa a Palermo. Ho poi chiamato Armida Gandini, artista che da anni esplora il tema della favola e dell’infanzia, la quale ha aperto gli album fotografici dei nobili proprietari dell’isola e nelle sue rielaborazioni fotografiche ha fatto interpretare ad alcuni componenti della famiglia i personaggi collodiani, adottando un linguaggio dalla sottile ironia. A Livio Scarpella ho espresso il desiderio che realizzasse, per il suo virtuosismo, il tema della metamorfosi e, dopo un suo periodo di meditazione, in soli tre giorni sorprendentemente si sono viste nascere le teste dei tre Lucignoli. Curioso è il fatto che Fausto Salvi sia partito per una residenza in Giappone con Le avventure di Pinocchio in valigia, per rileggere il testo con calma, e da lì nel corso dei mesi mi scrivesse per aggiornarmi sullo sviluppo delle sue idee per poi sorprendermi al suo ritorno della scelta di creare una vera e propria architettura. Anche Paolo Schmidlin ha realizzato la Fata rileggendo attentamente Collodi ed ha colto appieno lo spirito noir, il romanticismo nero originario. Un’opera site specific è stata realizzata anche da Stefano Mazzanti, lighting designer con una consolidata esperienza in importanti teatri, che è stato espressamente invitato per l’importanza che riveste il teatro in Collodi.

Ettore Greco, I bambini sono cattivi

Patrizia Fratus ha aggiunto al suo Gatto e la Volpe, sculture realizzate nel 2011, un ciuchino e un grillo, Ettore Greco ha modificato la sua installazione I bambini sono cattivi, già presentata all’Espace Pierre Cardin, ed ha completato l’opera con il sound design del compositore Matteo Buzzanca, come del resto Francesca Casolani ha aggiunto una nuova installazione al suo ciclo Nel Ventre di Pinocchio e Stefano Bombardieri ha reinterpretato la sua celebre balena. Mirko Baricchi, che ormai da anni ha come compagni di viaggio, affidabili o di malaffare, alcuni personaggi collodiani, non poteva certo mancare nel progetto e i suoi Pinocchi sono sbarcati sull’isola. Esplorando l’opera di Francesco de Molfetta ho inoltre scoperto che Pinocchio, in quanto immagine popolare e internazionale, conosce plurime comparse nel suo ricco repertorio iconografico ed ho scelto l’opera che meglio si inserisce nel contesto. Ovviamente, affinché l’idea di integrazione tra opera e luogo non fosse solo teorica, la maggior parte degli artisti ha effettuato uno o più sopralluoghi. Gli artisti hanno, inoltre, colto la provocazione di interpretare un personaggio collodiano e sul catalogo della mostra ognuno assume un travestimento.

Calogero Canalella, Il figlio della terra, 2012, resina poliestere, tronco d'albero, ph. Fabio Cattabiani

Come sono state scelte le location nei vari spazi dell’Isola, soprattutto in relazione ai bellissimi spazi esterni?
Ecce Pinocchio è un progetto che nasce site specific. Per ogni opera, infatti, si è meditata la collocazione più adatta, affinché potesse dialogare con il luogo. Pertanto la scultura Il figlio della terra di Calogero Canalella ci accoglie sull’Isola con le braccia aperte e il naso lungo, quasi dicendoci “benvenuti Pinocchi!” e la figura umana è posizionata su un tronco, inserendosi armonicamente nel contesto paesaggistico e instaurando un dialogo tra uomo e natura, punto nodale della poetica dell’artista. Il grillo Coscienza di Patrizia Fratus spunta, quasi all’improvviso, nel nostro percorso attraverso il parco; ci sorprende a testa in giù, perché oggi più che mai la coscienza è instabile, ribaltabile e in balia del vento, elemento naturale a cui tra l’altro è esposta in molti giorni dell’anno la scultura ivi collocata. Anche il suo I(h)o! trova perfetta collocazione nella stalla, dove un tempo erano ricoverati gli equini presenti sull’Isola. Nei Giardini esotici del giglio, spicca agli occhi la grande architettura circense di Fausto Salvi, portandoci nella dimensione scenica del racconto, amplificata dalla suggestiva scenografia immaginifica dell’isola. Attraverso la Via delle fate scorgiamo, tra piante secolari, la grande balena di Stefano Bombardieri arenata nel parco, la quale è stata trasformata in una sorta di attrazione da Paese dei Balocchi, tanto che le sue fauci ospitano una gettoniera e nel suo ventre è custodito un messaggio per lo spettatore.

Ecce Pinocchio, Stefano Bombardieri, Torno subito, 2013-14, ferro, legno, gettoniera, led, ph. Fabio Cattabiani

Anche le opere collocate nelle stanze della Villa e negli spazi rustici sono state studiate affinché tra opera e ambientazione ci sia un’integrazione. La Locanda, una casetta in cui il personale dell’Isola passava il proprio tempo libero e dove i pescatori potevano trascorrere la notte, si è trasformata nella casina candida della Fata turchina e ospita l’installazione I bambini sono cattivi di Ettore Greco; l’ingresso oltre la soglia della casina fa entrare lo spettatore tra le pagine collodiane, in cui la rilettura del romanzo passa attraverso un’esperienza di tipo sinestetico. Al di fuori della casina la Grande quercia si trasforma in un tronco di ulivo al quale è impiccato L’appeso di Francesca Casolani. Sempre di Casolani è l’installazione L’arrivo dei conigli collocata nelle cellette dei frati, dove, tra i vecchi mobili della famiglia Cavazza, è stata allestita la cameretta di Pinocchio. La cella con la rustica cucina è invece trasformata nella casa di Geppetto, in cui sono accolti i Pinocchi di Mirko Baricchi; il camino presente nella stanza riecheggia quello dipinto da Collodi, ma anche quello del nonno dell’Artista vicino al quale si sedeva per costruire gli imbuti che gli servivano per travasare l’olio. E non a caso l’imbuto, che i Pinocchi di Baricchi si portano appresso, è appeso tra gli oggetti domestici della stanza. Le opere di Armida Gandini vanno, invece, cercate negli spazi rustici vicino alle celle dei frati. Il Paese dei Balocchi, installazione luminosa e sonora di Stefano Mazzanti, trova la perfetta collocazione nella cantina, luogo della paura, ma anche dell’immaginazione, entro la quale, come affermò Carmelo Bene, “[…] da bambini ci si rinchiudeva per autoterrorizzarsi”. Anche le opere nelle stanze della Villa dialogano con il loco, dal Penocchio di Francesco De Molfetta, che dorme a fianco del grillo, ed è posizionato vicino ai giochi e ai lettini dei bambini, alla Fata di Paolo Schmidlin posta tra i busti di famiglia come una sorta di Lares familiares sino ai Lucignoli di Livio Scarpella che, sorprendendoci, spiccano tra i tanti oggetti.

Ecce Pinocchio, Stefano Bombardieri, Torno subito, 2013-14, ferro, legno, gettoniera, led, ph. Fabio Cattabiani

Ecce Pinocchio è un progetto che unisce molti attori – la famiglia Cavazza proprietaria dell’Isola del Garda, le istituzioni pubbliche, privati, un’azienda come la Tassoni e dodici artisti – e molti elementi dando vita ad un progetto d’arte che coinvolge il territorio? Quale è stata la “ricetta” per coordinare così tante istanze diverse?
In questo lavoro – come in molti – professionalità, dedizione, determinazione e affidabilità sono indispensabili, ma non sempre sufficienti. Credo abbia giocato a favore l’aver creduto innanzitutto nel progetto, l’aver colto quali aspetti potessero interessare le realtà coinvolte, affinché ognuno trovasse la propria soddisfazione dalla realizzazione dell’evento, ma anche aver avuto la fortuna di incontrare le persone giuste al momento giusto.

Ecce Pinocchio, Fausto Salvi, Circus, 2014, ferro verniciato, ceramica, smalti colorati, oro e platino, ph. Fabio Cattabiani

Ecce Pinocchio
a cura di Anna Lisa Ghirardi

Artisti: Mirko Baricchi, Stefano Bombardieri, Calogero Canalella, Francesca Casolani, Francesco De Molfetta, Patrizia Fratus, Armida Gandini, Ettore Greco, Stefano Mazzanti, Fausto Salvi, Livio Scarpella, Paolo Schmidlin

10 maggio – 19 ottobre 2014

Isola del Garda, (BS)

Orari: ogni domenica alle ore 10.00 sono previste partenze da Salò per la visita guidata all’Isola e alla mostra
prenotazione obbligatoria

Info: + 39 328 384 9226 | +39 328 612 6943
info@isoladelgarda.com 
www.isoladelgarda.com

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se continui a navigare accetterai l'uso di tali cookies. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi