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ROMANIA | Cluj-Napoca | Centrul de Interes | Fino al 29 luglio 2023

di ANTONELLO TOLVE

Nell’ambito delle grandi esposizioni che il Centrul de Interes di Cluj-Napoca, spazio tra i più interessanti del panorama rumeno contemporaneo, capace tra l’altro di dialogare con i prestigiosi centri europei dedicati al presente dell’arte, Diasporic, la recente mostra curata da Ami Barak, è, mi pare, un progetto il cui valore estetico coincide con alcune importanti problematiche attuali che alimentano anche la 60. Esposizione Internazionale d’Arte la Biennale di Venezia, Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere, pensata da Adriano Pedrosa. Si tratta, infatti, di una linea riflessiva legata fondamentalmente alla disseminazione di popoli (non dimentichiamo che διασπείρω vuol dire letteralmente dispersione), al flusso di persone non solo costrette ad abbandonare il loro luogo d’origine come nel caso della cosiddetta diaspora ebraica, ma anche volontariamente spinte a muoversi, a spostarsi dal loro luogo di nascita per giungere in vari territori del globo, con lo scopo di trovare maggiore fortuna lavorativa, di vivere impensate e insperate avventure (diaspora è anche «fonte di arricchimento» avvisa Barak nel suo testo introduttivo declinando la parola al popolo dell’arte e all’artista, viaggiatore planetario, cittadino del mondo e in molti casi apolide per eccellenza), di disegnare una vita nuova, di aprire magari una breccia verso il futuro, verso una nuova patria.

Diasporic, 2023, exhibition view, Centrul de Interes, Cluj-Napoca

Intesa come un viaggio fisico e metaforico tra le sottili soglie che ci portano da tempo a vivere l’appartenenza a qualsiasi luogo e all’abbandono di terminologie, ormai ridondanti e poco felici, come extracomunitario o straniero in cui si celano venature (velature) razziali, l’esposizione si articola in uno spazio straordinario, dove le opere di Adel Abdessemed, Mircea Cantor, Gaëlle Choisne, Latifa Echakhch, Hana Miletić, Melik Ohanian, Ana Prvački, Decebal Scriba e Daniel Otero-Torres, scandiscono un ritmo linguistico e visuale che ci invita ora a leggere il fenomeno disseminazione dalla latitudine dell’artista che, attaccato alle proprie radici, porta il suo mondo nel grande mondo come una ferita (Take the world into the world del 2017, è uno dei lavori proposti da Mircea Cantor), ora sotto la costellazione di un territorio armeno definito inabitabile e inospitale (a questo si riferisce Datcha Project di Melik Ohanian, concepito nel 2014), ora a ripercorrere il mondo della natura e la fantasia dell’esotismo (è il caso della elegante installazione, Diorama, realizzata da Gaëlle Choisne nel 2013), ora ancora mediante la resistenza (stupendi i lavori di Decebal Scriba) o a ripensare il valore riparatore della tessitura (come in Material e Tryptic di Hana Miletić, rispettivamente del 2020 e 2021).

Mircea Cantor, Take the world into the world, 2017, oak wood e Add verticality to your seat (To Socrates), 2018, oak wood, Diasporic, 2023, exhibition view, Centrul de Interes, Cluj-Napoca.

La scrittura espositiva di Diasporic è perfetta, questo anche grazie a Florin Ștefan (fondatore del Centrul de Interes e artista la cui pittura nasconde un melancolico cinismo, capace di colpire lo sguardo dello spettatore) che ha pensato a uno spazio la cui plasticità trasforma ogni progetto in un dispositivo riflessivo, in un cortocircuito costruttivo, in una atmosfera poliedrica, in un ambiente capace di generare colpi d’occhio, punti di vista sull’attualità.

Daniel Otero-Torres, Walking between the grass, far from the fog, 2021, pencil on mirror polished stainless steel, steel, Diasporic, 2023, exhibition view, Centrul de Interes, Cluj-Napoca.

In mostra, i lavori di Daniel Otero-TorresLa lucha está dentro de la paciencia (foreground) è del 2022, Walking between the grass, far from the fog e Veointicuatro manos más cerca sono entrambe del 2021 – e di Adel AbdessemedHelikoptere del 2007, Feux (doors) è un capolavoro del 2017, I am afraid, un disegno dello stesso anno – sono d’una luminosità che lascia senza respiro: ci ricordano che l’arte ha la forza per sfuggire alle dinamiche di potere, di prendere il posto delle parole, di usare una voce la cui frequenza bypassa i sistemi di controllo per non essere intercettata e per raggiungere (e poi trafiggere), come una freccia, il cuore di ogni dispotismo, di ogni qualunquismo, di ogni indifferenza quotidiana.

Daniel Otero-Torres, La lucha está dentro de la paciencia (foreground), 2022, pencil on mirror polished stainless steel, pearl necklace, steel e Adel Abdessemed, Feux (doors), 2017, bas-reliefs on door, basswood, carbonized, Diasporic, 2023, exhibition view, Centrul de Interes, Cluj-Napoca.

Diasporic
a cura di Ami Barak

Artists: Adel Abdessemed, Mircea Cantor, Gaëlle Choisne, Latifa Echakhch, Hana Miletić, Melik Ohanian, Ana Prvački, Decebal Scriba e Daniel Otero-Torres

7 giugno – 29 luglio 2023

CENTRUL DE INTERES 4th FLOOR
Strada Fabricii de Chibrituri 9A, Cluj-Napoca, Romania

Info: office@centruldeinteres.art
centrul.de.interes@gmail.com
centruldeinteres.art

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