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VENEZIA | Punta della Dogana | Fino al 16 dicembre 2018

di MATTEO GALBIATI

Uno dei temi maggiormente presenti nell’arte – antica e contemporanea – è quello legato all’autoritratto: la rappresentazione di sé, intesa come auto-consapevolezza del proprio ruolo e della propria identità artistica, ma anche come semplice auto-rappresentazione o lettura del proprio animo e della propria individualità, ha attraversato i secoli e ha toccato quasi tutti gli artisti, acquisendo poi, dopo le ricerche sulla psicoanalisi e le Avanguardie del Novecento, un significato ulteriore che ha aperto la strada verso i confini di nuove e diversissime interpretazioni e proposte.

Robert Gober, Untitled, 1991, beeswax, human hair, leather, cotton, wood, 34x18x96.5 cm Pinault Collection © Robert Gober Photo Andreas Langfeld

La mostra Dancing with Myself, presentata a Venezia presso Punta della Dogana, intende proprio offrire al pubblico, nella stupenda cornice dei suoi spazi, una ricca visione di questo argomento attraverso la selezione di 32 artisti che, con 140 opere, offrono uno spaccato significativo sulla rappresentazione del sé attuata proprio dai maggiori artisti del presente, tenendo come estremi temporali gli anni Settanta fino all’oggi. Questa importante, complessa e intensa esposizione ha avuto un prodromo nel precedente capitolo, presentato nel 2016 al Museum Folkwang di Essen, che, ora in partnership con la Pinolt Collection, vede amplificato, arricchito e diversificato il progetto originario (rispetto al museo tedesco qui si ammirano, per l’occasione, 56 opere inedite).

Dancing with Myself, installation view at Punta della Dogana, 2018 © Palazzo Grassi, photography by Matteo De Fina

Materiali diversi, tecniche differenti, approcci e poetiche variegate, rendono questa mostra un’interessante lettura dell’artista che legge se stesso, ponendosi come soggetto stesso del proprio sguardo e della propria indagine: il ritratto, l’uso corpo, l’interpretazione del proprio animo, tecniche e materiali si avvicendano mettendo a confronto e dialogo opere delle collezioni del Museum Folkwang e della Pinolt Collection, maturando inattese convergenze, inediti dialoghi, strette reciprocità e apparentamenti. Attraverso la complementarità di queste ricche collezioni, si apre una riflessione molto intensa su queste tematiche che porta il visitatore, muovendosi nello spazio espositivo, ad immergersi un un panorama vasto di idee e riflessioni.
Opere di uno stesso artista tornano a specchiarsi tra loro, altre pronunciano inattesi e imprevedibili raffronti ravvicinati tra autori diversi e con questi si desume un metodo nuovo che, applicato, supera l’idea stessa del soggetto di partenza.

Maurizio Cattelan, We, 2010, fiberglass structure, polyurethane rubber, wood, clothes, 79x148x68 cm Pinault Collection © Maurizio Cattelan Photo Zeno Zotti

Complementarietà, rispecchiamenti, empatie e dialoghi si vivono grazie alla presenza di artisti di diverse generazioni, con attitudini e singolarità specifiche che arricchiscono e amplificano i rispettivi ambiti e contesti culturali, grazie ai quali non si concentrano solo sul tema classico – qui sta la particolarità della mostra veneziana – ma specificano che una rappresentazione del sé può anche oltrepassare il canonico autoritratto. Esposti, quindi, non sono solo i “canonici” ritratti bensì l’idea del corpo dell’artista come veicolo di osservazione di temi diversi e ampi che vanno oltre la propria fisicità e transitano anche su questioni sociali, sessuali, di genere, culturali, razziali, … Il corpo diventa la materia chiave dell’azione del suo autore e lascia intendere che, oltre la propria immagine, questo possa diventare una pratica, un metodo, un ruolo, un simbolo, una maschera portando il percorso di questa mostra a superare convenzioni e convinzioni e offrire altre prospettive di lettura e visione.

Dancing with Myself
a cura di Martin Bethenod e Floerian Ebner
con la collaborazione di Pinolt Collection e Museum Folkwang di Essen
catalogo con saggi di François Pinault, Martin Bethenod, Florian Ebner, Thibault Boulvain, Enrico Camporesi, Anna Fricke, René Grohnert, François Jonquet, Sam Korman, Angela Mengoni, Jonathan Pouthier, Jean-Marc Prévost, Abigail Solomon Godeau, Stefanie Unternährer, Angela Vettese

Artisti: Adel Abdessemed, Marcel Bascoulard, Alighiero Boetti, Marcel Broodthaers, Claude Cahun, Maurizio Cattelan, John Coplans, Urs Fischer, Latoya Ruby Frazier, Lee Friedlander, Gilbert&George, Robert Gober, Nan Goldin, Felix Gonzalez-Torres, David Hammons, Damien Hirst, Roni Horn, Martin Kippenberger, Kurt Kranz, Urs Lüthi, Steve McQueen, Bruce Nauman, Paulo Nazareth, Giulio Paolini, Arnulf Rainer, Charles Ray, Lili Reynaud-Dewar, Ulrike Rosenbach, Allan Sekula, Cindy Sherman, Rudolf Stingel, Alina Szapocznikow

8 aprile – 16 dicembere 2018

Punta della Dogana
Dorsoduro 2, Venezia

Orari: tutti i giorni ore 10.00-19.00; ultimo ingresso ore 18.00; martedì chiuso
Ingresso Palazzo Grassi + Punta della Dogana intero €18.00; ridotto €15.00

Info: +39 041 2001057
www.palazzograssi.it

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