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L’hashtag/mantra di #iorestoacasa passa il testimone a #iorestoinitalia. Con le dovute cautele e sempre in ottemperanza delle regole e del rispetto, la voglia di tornare a vedere l’arte dal vivo ci spinge in questo viaggio a puntate e per immagini che non prescindono mai dall’anima dei luoghi. Mostre, progetti, installazioni, residenze… Da scoprire sulla direttrice Nord/Sud e viceversa. Per chi potrà muoversi e per chi si ripromette di farlo non appena possibile. In ogni caso: buon viaggio!!!

Châtillon (Valle d’Aosta)

Ritornanti
Presenza della figurazione nella scultura italiana
a cura di Domenico Maria Papa con il supporto tecnico di Museumstudio s.r.l.s di Torino
3 luglio – 27 settembre 2020
Castello Gamba – Museo d’arte moderna e contemporanea della Valle d’Aosta
Località Crêt-de-Breil, Châtillon (AO)
Info: +39 0166 563252
info.castellogamba@regione.vda.it
eventicastellogamba@regione.vda.it
https://www.castellogamba.vda.it/

Il Castello e il Parco ospitano una rassegna sulla scultura italiana con opere di: Arturo Martini, Francesco Messina, Giuseppe Maraniello, Giuliano Vangi, Luciano Minguzzi, Paolo Delle Monache e Giacomo Manzù. Inoltre, una sezione della mostra è dedicata ad Aron Demetz, uno dei più noti esponenti della giovane generazione di artisti della Val Gardena che reinterpreta la tradizione della scultura in legno attraverso un linguaggio figurativo contemporaneo.
Oltre trenta opere per un viaggio nell’arte del Novecento, dalle sperimentazioni del dopoguerra alle produzioni più recenti. Un percorso che si inserisce nell’esposizione permanente con la quale andrà a creare un dialogo serrato. Molti degli autori, infatti, sono già presenti nella prestigiosa collezione permanente del Castello.
La mostra propone una lettura della raccolta, sottolineando e commentando le affinità o le differenze tra le opere in esposizione temporanea con quelle permanenti, nonché con opere che per caratteristiche storiche e formali vi entrano in relazione.

Aron Demetz, Castello Gamba ©Carola Allemandi per Teca edizioni

TRIESTE

Roberto Ghezzi. Naturografie un dialogo tra arte natura e uomo
a cura di Elena Cantori, Monica Mazzolini e Massimiliano Max Schiozzi
Un progetto inserito tra gli eventi culturali di Esof 2020 (Trieste città europea della scienza 2020)
ideato dalla galleria EContemporary e da Cizerouno associazione culturale di Trieste
Palazzo Costanzi, Trieste
Inaugurazione Sala Veruda sabato 15 agosto 2020 alle ore 19.00
orari: dal lunedì alla domenica 10.00-13.00/17.00-20.00
15 agosto – 8 settembre 2020
Info: https://elenacantori.com/

Naturografie, un dialogo tra arte, natura e uomo di Roberto Ghezzi è il tassello finale di un progetto artistico e scientifico iniziato a luglio 2019 il cui fine è quello di unire idealmente l’arco geografico costiero dell’alto Adriatico attraverso l’arte e le sue peculiarità geoambientali. L’artista Roberto Ghezzi, insieme ai curatori Elena Cantori, Monica Mazzolini e Massimiliano Schiozzi, dopo aver individuato numerosi luoghi in Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Croazia appositamente selezionati considerandone le caratteristiche estetiche, fisiche, chimiche e biologiche (flora e fauna), ha realizzato le installazioni per la creazione di Naturografie, originali opere d’arte di sua invenzione mediante le quali uomo e ambiente entrano in profonda e continua connessione.
In questo processo creativo Roberto Ghezzi agisce scegliendo il luogo dell’installazione, il materiale del supporto e il tempo della creazione, lasciando alla Natura stessa il completamento dell’opera. Nascono così, dalla mano degli elementi e dalla mente dell’uomo, le Naturografie: opere che non rappresentano più il paesaggio, ma lo sono.

Roberto Ghezzi, Naturografie

FERRARA

Pittori fantastici nella Valle del Po
a cura di Camillo Langone
Organizzatori Comune di Ferrara, Servizio Musei d’Arte e Fondazione Ferrara Arte
Artisti in mostra: 108 (Guido Bisagni), Nicola Biondani, Aurelio Bulzatti, Marcello Carrà, Andrea Chiesi, Marco Cingolani, Cuoghi Corsello, Vanni Cuoghi, Valentina D’Amaro, Gianluca Di Pasquale, Tamara Ferioli, Letizia Fornasieri, Moira Franco, Giovanni Frangi, Annalisa Fulvi, Massimiliano Galliani, Omar Galliani, Daniele Galliano, Gianfranco Goberti, Gabriele Grones, Ester Grossi, Giuliano Guatta, Federico Guida, Adelchi Riccardo Mantovani, Marco Mazzoni, Enrico Minguzzi, Elena Monzo, Luca Moscariello, Barbara Nahmad, Nicola Nannini, Nunzio Paci, Sergio Padovani, Carlo Alberto Rastelli, Enrico Robusti, Nicola Samorì, Marta Sesana, Riccardo Taiana, Wainer Vaccari, Nicola Verlato, Daniele Vezzani, Sergio Zanni, Luca Zarattini.
3 luglio 2020 – 26 settembre 2020
PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, Ferrara

Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.30
Ingresso consentito a 18 persone ogni 30 minuti
Info: diamanti@comune.fe.it
Prenotazioni: https://prenotazionemusei.comune.fe.it/
https://artemoderna.comune.fe.it/1947/pittori-fantastici-nella-valle-del-po

Pittori fantastici nella Valle del Po è l’arte di questo tempo e di questo spazio. Molto più di una mostra d’arte contemporanea: è una mostra d’arte vivente, come tutti i suoi 42 protagonisti. Molto più di una mostra d’arte genericamente italiana o ancor più genericamente internazionale: è la mostra dell’arte peculiarmente padana, ossia l’arte prodotta oggi nella Valle del Po (definizione geografica e poetica, alla maniera di Mario Soldati, la più funzionale per dire l’intero bacino dal Monviso al Delta, non tutto Pianura Padana visto il montagnoso tratto iniziale). Quarantun pittori, più uno scultore (Aron Demetz), tutti nati o residenti in prossimità del più lungo fiume d’Italia. Tutte le opere esposte sono legate al territorio: alcune erano già esistenti, altre sono state realizzate appositamente per ricreare il nesso umanistico, e dunque umano, fra luoghi e collezionismo. Città, paesi, ponti, chiese, parchi, risaie, pesci, santi patroni, personaggi di Ovidio e dell’Ariosto o della vita moderna vengono celebrati pittoricamente. Pittori fantastici nella Valle del Po riporta Ferrara al centro della produzione artistica, proponendosi di riattivare il tradizionale policentrismo padano oggi sofferente per la fortissima attrazione esercitata da Milano (quando sappiamo che l’arte italiana deve moltissimo a città medie o piccole quali, oltre a Ferrara, Mantova, Parma, Brescia, Cremona). Suscitando attenzione e amore per la pianura dove il Po discende.

Veduta della mostra Pittori fantastici nella Valle del Po, PAC – Padiglione Arte Contemporanea, Ferrara. Foto: Monica Zaghi

BOLSENA (VT)

SAMANTHA PASSANITI. Rethinking materials, rethinking the place
a cura di Davide Silvioli
19 agosto – 20 settembre 2020
Inaugurazione: mercoledì 19 agosto, ore 16.00
Palazzo Cozza Caposavi, Bolsena
Info: silvioliesilvioli@gmail.com

La mostra giunge a Palazzo Cozza Caposavi come lo spontaneo punto di arrivo – nonché di partenza – di un percorso di investigazione artistica che, nello specifico, nasce dalla relazione pluriennale dell’autrice stessa con il territorio di Bolsena, per lei luogo di ispirazione, ritiro, pensiero e ricerca.
«Le opere presentate in questa mostra – spiega Samantha Passaniti – sono state realizzate con materiali naturali raccolti in gran parte nei territori intorno al lago di Bolsena. Questo sito è stato per me negli ultimi anni una sorta di seconda casa, dove ho avuto modo di vivere e lavorare: è proprio qui che, forse, il mio lavoro, inteso come ricerca sul luogo e nel luogo naturale attraverso il materiale, ha preso corpo e consistenza. Inoltre, sarà presentata un’opera ottenuta con tessuti d’affezione offerti da persone comuni. La convivenza delle stoffe donate con le materie che raccolgo nei miei lavori rappresenta una sorta di collegamento tra uomo e natura, tra me e le altre persone: natura, affetti, vissuti intimi e anche, più in generale, vissuti umani si amalgamano nella realtà che viviamo e, dunque, nel mio lavoro».

Samantha Passaniti al lavoro

TROPEA (VV)

Andrea Bianconi. Sit Down To Have An Idea
con la collaborazione di Casa Testori e Fondazione Coppola, con il patrocinio di Regione Calabria, Comune di Tropea, Istituto Superiore Tropea Consulta Associazioni del Territorio, Pro Loco di Tropea, AS.AL.T (Associazioni Albergatori di Tropea) e AssCom Tropea (Associazione commercianti e operatori turistici di Tropea)
Installazione permanente dal 1 Agosto 2020
Info: www.andreabianconi.com

Il progetto – quarto atto di Sit Down To Have An Idea, dopo aver invaso gli spazi urbani di Bologna durante Arte Fiera, quelli culturali del Teatro Duse e la vetta di Cima Carega, porta la poltrona d’artista di Andrea Bianconi sulle acque trasparenti della bellissima Tropea. Il suo viaggio nei luoghi più inaspettati e belli del nostro paese, porta un messaggio profondo di speranza e di rinascita, di riflessione sul nostro futuro e sulle idee che dobbiamo coltivare per un mondo migliore, la necessità di vivere in armonia e nel rispetto del pianeta.
“Sono convinto della funzione terapeutica dell’arte – afferma Bianconi. Portare l’arte in spazi sconfinati per contaminarli con i luoghi e i visitatori significa per me regalare emozioni forti e idee che sono l’ossigeno della nostra esistenza”.
Il progetto prosegue nella sua finalità benefica a favore della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica (FFC). In occasione di “A Tropea” sono proposte (https://regalisolidali.mondoffc.it/categoria-prodotto/ffc-gadget-plus/) le Bandane d’Autore personalizzate in edizione limitata da Andrea Bianconi con la scritta Sit Down To Have An Idea, il cui ricavato sarà interamente devoluto alla Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica (FFC), da oltre vent’anni la prima realtà italiana per la ricerca sulla fibrosi cistica, la malattia genetica grave più diffusa nel nostro Paese.

Andrea Bianconi, Sit Down To Have An Idea “A Tropea”, dal 1 agosto 2020

TROPEA (Porto)

Sali di ALEX PINNA
a cura di Emanuele Bertucci
Porto di Tropea
8 agosto –
20 settembre 2020

Sali è la nuova personale di Alex Pinna a cura di Emanuele Bertucci e patrocinato dal Comune di Tropea, l’evento è stato promosso dalla Fondazione Rocco Guglielmo e dalla Società Porto di Tropea S.p.A. e fortemente voluto dal Sindaco Giovanni Macrì che ha inteso inserirlo all’interno di un ricco programma artistico/culturale previsto in città per questa stagione estiva.
La mostra sui pontili del Porto di Tropea, con un’appendice nel Centro Storico, apre per la prima volta la perla del Tirreno all’arte contemporanea e si inserisce in un calendario di eventi che la Fondazione Rocco Guglielmo ha programmato per i suoi dieci anni di attività.

Alex Pinna, Sali, Porto di Tropea

BISCEGLE (BA)

Michele Giangrande. Senza titolo (da BUNKER series)
Calco in cemento di scarpe appartenute a una famiglia di profughi. 
installazione pubblica permanente
Bisceglie Approdi Darsena Nord-Ovest, Bisceglie (BA)
Info: www.michelegiangrande.com

Affrontando un tema di grande attualità per l’Italia (e non solo), sui diritti di cittadinanza e di identità nazionale, l’opera Senza titolo, di Michele Giangrande, si sofferma sul concetto di movimento e permanenza in un territorio. Tre paia di semplici scarpe (uomo, donna e bambino) che simboleggiano la famiglia universale, ma che nascondono un retroscena assolutamente complesso da decodificare, quasi come un reperto archeologico.
Le scarpe in cemento, infatti, sono il calco fedele di calzature appartenute a veri profughi ai quali l’artista ha donato scarpe nuove in cambio delle loro usurate e segnate dal lungo viaggio.
Questo materiale povero, con il suo grigiore, ben incarna la tragicità dell’esistenza di questi individui; freddo ed inerte ricorda i molti corpi senza vita che vengono ritrovati alla fine del loro cammino.
La scelta di installare l’opera nel porto di Bisceglie, oltre al forte legame con il contesto, ricorda e dialoga con
“Le Scarpe sulla riva del Danubio”, un’opera pubblica in memoria dell’Olocausto del regista Can Togay realizzata
insieme allo scultore Gyula Pauer a Budapest.
L’opera è parte del progetto itinerante BUNKER – Contemporary Art Experience ideato dall’artista e raccontato in un libro edito da Quorum Edizioni e in un documentario girato dal noto regista Alessandro Piva.

Michele Giangrande. Senza titolo (da BUNKER series), 2018/2020. Calco in cemento di scarpe appartenute a una famiglia di profughi. Veduta dell’installazione pubblica permanente presso Bisceglie Approdi Darsena Nord-Ovest, Bisceglie (BA). Cred. Fot. © 2020 Ivan Losapio

Leggi anche: Da Nord a Sud. Un’estate italiana #1

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