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MILANO | Cassina Projects | 14 maggio – 2 ottobre 2021

di ALICE VANGELISTI

Sono 25 artisti a raccontare la tendenza minimalista che ha caratterizzato il mondo dell’arte a partire dalla fine degli anni Settanta fino ai giorni nostri. Questo è lo spirito della mostra in corso da Cassina Projects a Milano, che tramite la collettiva X_minimal, a cura di Friederike Nymphius, dà spazio ad artisti che nella loro pratica hanno valorizzato e sviluppato la concezione di arte minimale, la quale si ramifica però in ulteriori e variegate esperienze che vanno al di là di una mera e univoca classificazione.
È così che, in una realtà quotidiana in cui c’è troppo di tutto, l’universo pulito tipico di questo modo di intendere l’arte trova spazio in maniera trasversale nel lavoro di interpreti così diversi nel loro modo di concepirla, ma così vicini nell’essenza. Infatti, ognuno degli artisti in mostra ha sviluppato un linguaggio riconoscibile che lo contraddistingue, rendendo la sua posizione indipendente ed unica per teorie di riferimento e media utilizzati, seppur inserendosi all’interno del grande terreno comune di un minimalismo a cui è sempre stato difficile dare un confine ben preciso per via della sua eterogeneità di soluzioni, ricerche, interpretazioni ed espressioni.

Installation view x_minimal, curated by Friederike Nymphius at Cassina Projects, Milano | Photo Roberto Marossi

Infatti, facendosi specchio del proprio tempo, le opere in mostra sono in grado di farsi manifestazione tangibile di una realtà che si trasforma con il passaggio del tempo e con il conseguente cambiamento della società, facendosi portatrici di significati ulteriori rispetto alla mera trasposizione fisica – comunque ben radicata nella contemporaneità per materia, media e contenuto, mantenendo così intatto il loro obiettivo iniziale di dialogo e interazione con l’oggi. Così, proprio per questa natura contemporanea che contraddistingue gli artisti che si inseriscono all’interno di questi minimalismi, anche un’opera storica può tranquillamente avere un senso nel presente ed essere attuale.
Proprio in questo senso possono allora coesistere esperienze così diverse che portano a uno svisceramento del termine minimalismo in differenti sfumature per creazione e interpretazione, di cui gli artisti in mostra rappresentano solo un piccolo spaccato di un universo multiforme e sfaccettato, anche all’interno dello stesso spazio di indagine.

Installation view x_minimal, curated by Friederike Nymphius at Cassina Projects, Milano | Photo Roberto Marossi

Infatti, ad esempio, se si pensa ai lavori puramente monocromi, non possono essere assimilati a un unico modo di interpretare la tendenza minimale – se non forse solo nell’essenza estetica contenuta all’interno dello spazio della tela. Infatti, se i lavori di Gerwald Rockenschaub (Austria, 1952), Olivier Mosset (Svizzera, 1944) e N. Dash (USA, 1980) condividono tutti il colore nero che anima lo spazio pittorico – come in quelli di Francesco De Prezzo (Italia, 1994) e Fernanda Gomes (Brasile, 1960) a far da padrone è invece il colore bianco –, tutte le loro opere presenti in mostra si posizionano su livelli talmente diversi di lettura e significato che rafforzano ulteriormente la concezione di un minimalismo che non è mai unico e univoco. Allo stesso modo, anche interventi più installativi, come quelli di John M. Armleder (Svizzera, 1948) e Monica Bonvicini (Italia, 1965), seppur appartenendo allo stesso immaginario estetico del neon, combinano materiali, esperienze e interpretazioni dal sapore molto diverso.
Questa dimensione non di un unico minimalismo, ma piuttosto di più minimalismi è anche sottolineata da come le differenti generazioni a confronto li interpretano, dimostrando come esperienze e concezioni legate a differenti periodi storici portano a una conseguente creazione di lavori completamente diversi per forma, colore e materia che possono però tranquillamente coesistere.

Installation view x_minimal, curated by Friederike Nymphius at Cassina Projects, Milano | Photo Roberto Marossi

Così, l’opera storica di Franz Erhardt Walther (Germania, 1939) che formalmente si trova a metà strada tra diverse dimensioni può dialogare con un lavoro prepotentemente bidimensionale come quello di Blair Thurman (USA, 1961) e con quello materialmente tridimensionale di Valentin Carron (Svizzera, 1977). Oppure ancora la serigrafia su specchio pulita e composta di Manuel Fois (Italia, 1995) può convivere con la geometria scomposta del lavoro su tela di Beth Letain (Canada, 1976) e il rigore colorato di Liam Gillick (Regno Unito, 1964).
In questo senso, si delinea così un filo rosso che unisce tutte le opere in mostra, unite sotto l’egida dell’attitudine minimalista che contraddistingue ciascuno degli artisti coinvolti, che li porta però allo stesso tempo a sviluppare ciascuno il proprio campo di indagine, formando così un immaginario fatto di differenti e significativi minimalismi. 

X_minimal
a cura di Friederike Nymphius

Artisti: John M Armleder, Monica Bonvicini, Martin Boyce, Valentin Carron, Andrew Dadson, N. Dash, Philippe Decrauzat, Francesco De Prezzo, Gardar Eide Einarsson, Manuel Fois, Liam Gillick, Fernanda Gomes, Francesco João, Tarik Kiswanson, Alicja Kwade, Beth Letain, Meuser, Gerold Miller, Olivier Mosset, Gerwald Rockenschaub, Monika Sosnowska, Blair Thurman, Tatiana Trouvé, Franz Erhard Walther, Heimo Zobernig

14 maggio – 2 ottobre 2021

Cassina Projects
Via Mecenate 76/45, Milano

Orari: da martedì a sabato ore 11.00-19.00

Info: info@cassinaprojects.com
www.cassinaprojects.com

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