Non sei registrato? Registrati.
UMBERTIDE (PG) | Museo Rometti | 22 settembre – 20 ottobre 2018

di DAVIDE SILVIOLI

Leoncillo Leonardi, Elemento per balaustra (cariatide), 1941, ceramica policroma a terzo fuoco, cm 99x25x25cm, collezione privata

Innovatori e interpreti acuti del proprio tempo, Lucio Fontana e Leoncillo Leonardi, due fra i più influenti scultori italiani del Novecento, indubbiamente i maggiori parlando esclusivamente di ceramica, si incontrano e si confrontano sul terreno della ricerca artistica fra la fine degli anni Trenta e la prima metà dei Cinquanta, nella mostra Barocco e Barocchetto. A cura di Lorenzo Fiorucci e ospitata nel nuovo spazio del Museo della Società Ceramiche Rometti di Umbertide, l’evento, oltre a rappresentare un autentico omaggio alla memoria dei due indimenticati artisti scomparsi esattamente cinquanta anni fa a distanza di quattro giorni l’uno dall’altro, costituisce un valido momento di approfondimento critico circa l’orientamento della scultura durante la suddetta cronologia e in merito all’evoluzione stilistica dei due autori i quali, in quel contesto, stavano scoprendo il potere espressivo della materia e riqualificando la componente cromatica delle loro realizzazioni.

Le opere dei due artisti, in dialogo con quelle della collezione del museo che comprende nomi di rilievo quali quelli di Dante Baldelli, Corrado Cagli (già direttore di Ceramiche Rometti) e Ugo La Pietra, trovano sicuramente degno luogo fra le mura del museo di Ceramiche Rometti, azienda con cui lo stesso Leoncillo collaborò per molti anni, rappresentando per l’artista umbro quello che per Fontana hanno significato le ditte di ceramiche San Giorgio o M.G.A. (quest’ultima di Tullio Mazzotti) di Albisola, dove egli, a fasi alterne,  lavorò per molto tempo.

Lucio Fontana, Vittoria alata,1936, ceramica policroma a terzo fuoco, cm 10×7,5×7. Collezione privata, courtesy Montrasio Arte Monza e Milano

Interessante, pertanto, notare come il rinnovamento della scultura in chiave materica, avvenga in due luoghi della provincia che, tuttavia, già con alle spalle una lunga tradizione, avevano e continuano ad avere un ruolo guida nel campo della ceramica d’arte. La mostra, la cui titolazione riprende le definizioni critiche di Barocco e Barocchetto così come Leonardo Sinisgalli e Roberto Longhi le pensarono rispettivamente per Fontana il primo e per Leoncillo il secondo, porta in scena una ristretta e ragionata selezione di opere, paradigmatiche per comprendere l’evoluzione del linguaggio dei due autori i quali, a quelle date, condividevano molti aspetti speculativi nei riguardi della considerazione della materia e dell’uso del pigmento, al contempo dimostrando anche nelle loro sculture, tutto il potenziale estetico che avrebbe portato l’artista nato a Buenos Aires al traguardo spazialista, mentre lo spoletino a quel sentire angoscioso manifesto in lavori come Affinità patetiche.

Gli stessi artisti, entrambi invitati nel 1954 a esporre con sala personale alla XXVII – Biennale di Venezia, si incontrarono di persona più volte nel corso della loro carriera, avendo così occasione di confrontarsi sulle tematiche più urgenti dell’arte di quegli anni. Un momento, a ben vedere, quello relativo alla cronologia dei pezzi in mostra, segnato sì dalle politiche culturali fasciste a favore del razionalismo e del recupero forzato di modelli formali provenienti dall’eredità classica, dunque inviso a un’interpretazione della materia libera come lo era la loro e, nondimeno, all’impiego del colore, tendenza che, a vedere i risultati di altri importanti scultori del periodo come Arturo Martini, Marino Marini e Giacomo Manzù, era praticamente assente dallo scenario artistico in questione, ma che, tuttavia, ricordando che il Manifesto dell’Aeroceramica Futurista fu sottoscritto nel 1938, non escludeva del tutto la ceramica dal perimetro dell’attualità. La mostra ben riesce nell’intento di ricostruire e individuare affinità e analogie fra gli esiti stilistici e le modalità operative delle due personalità, sottendendo, pur nell’originalità di ciascuno, un’inequivocabile legame di ricerca e vicinanza estetica. Un’interessante occasione per conoscere il lavoro di due raffinati scultori come Lucio Fontana e Leoncillo Leonardi secondo una lettura inedita.


Barocco e Barocchetto: Materia e colore nelle sculture di Lucio Fontana e Leoncillo Leonardi

a cura di Lorenzo Fiorucci
catalogo Editoriale Umbra

22 settembre – 20 ottobre 2018

Museo Rometti, Umbertide
via C.Marx Umbertide
museorometti@gmail.com

 

Condividi su...
  • 32
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •