Non sei registrato? Registrati.

Intervista ad Eugenio Re Rebaudengo (founder Artuner) di Francesca Di Giorgio

Anche la vendita d’opere d’arte online inizia ad avere una sua storia le cui regole sono sempre più disposte ad essere riscritte e reinterpretate. La scommessa di Eugenio Re Rebaudengo con Artuner – galleria online “collectors and curators oriented” – è quella di sintonizzare su un unico canale figure diverse e complementari del mondo dell’arte creando un network che sia in grado di mettere a disposizione strumenti. Contenuti quindi al di là dell’aspetto commerciale che resta il fine ma non il mezzo. Cosa di cui da tempo si sono accorte anche le maggiori fiere internazionali che richiedono alle gallerie di portare progetti coerenti e coraggiosi anche in momenti critici. In questa direzione l’apparato di approfondimento che supporta gli artisti, internazionali ed ipercontemporanei, su cui punta Artuner, a tre anni dal lancio del progetto a Londra, dal 25 febbraio scorso si può leggere anche in italiano. D’altronde lo sguardo “in between” Italia/estero è una prerogativa della famiglia Re Rebaudengo…

Un ritratto di Eugenio Re Rebaudengo. Courtesy Alessandro Vasapolli e Artuner

Un ritratto di Eugenio Re Rebaudengo. Courtesy Alessandro Vasapolli e Artuner

Con un cognome così conosciuto e importante per l’arte italiana e internazionale… Non diamo nulla per scontato: qual è stata la tua “formazione” e cos’hai fatto prima di aprire Artuner?
Per quel che concerne la mia formazione accademica, mi sono laureato in Economia a Torino e successivamente, trasferito a Londra per frequentare un master in Management alla London School of Economics and Political Science. Qui, durante l’ultimo anno ho sviluppato quello che, inizialmente, era un progetto di start-up e che poi è diventato Artuner.
Personalmente, ho avuto il privilegio di avvicinarmi molto presto al piacere dell’ arte contemporanea, avendo potuto seguire da vicino mia madre (Patrizia Re Rebaudengo, ndr) che ha cominciato a collezionare all’inizio degli Anni Novanta e poi via via in maniera sempre più appassionata. Questo mi ha permesso di vivere e crescere a contatto con molti artisti e di rapportarmi presto con curatori, galleristi, direttori di musei e collezionisti di tutto il mondo. Per questa ragione, è stato abbastanza naturale pensare di poter dar vita a un progetto di start-up che permettesse una duplice possibilità d’attenzione: una rivolta all’arte contemporanea e l’altra all’aspetto economico, imprenditoriale.

Scegliere Londra come base di lancio del progetto quindi fa parte del tuo percorso…
Londra credo rappresenti ancora la capitale europea dell’arte contemporanea e con New York è una fra le più dinamiche e interessanti città del mondo per l’arte.
Presenta una scena particolarmente vivace, con un’estrema varietà di musei, gallerie e spazi, oltre che le realtà Istituzionali più note come la Tate, la Serpentine Gallery, la Whitechapel Gallery e più piccole ma altrettanto importanti come Chisenhale e South London Gallery. Molte sono poi le gallerie, le case d’asta e i collezionisti. Senza dubbio, l’offerta culturale mi ha spinto a rimanere a Londra dopo il master alla LSE e a fondare qui Artuner. Ad ogni modo l’Italia e Torino in particolare rappresentano le mie radici, la mia casa dove torno regolarmente. Artuner ha lanciato una versione italiana della piattaforma, anche con l’auspicio di affermare la propria presenza sul tessuto italiano e sviluppare progetti e collaborazioni.

Stephen Felton, Mythos, Veduta dell'installazione, Sifnos (Grecia), 2015

Stephen Felton, Mythos, Veduta dell’installazione, Sifnos (Grecia), 2015. Courtesy dell’artista e di Artuner

Commerciale e culturale spesso in Italia non vanno a braccetto. Artuner mette in dialogo questi due aspetti…
Ogni attività deve ovviamente trovare dei modi in cui finanziarsi e sviluppare i propri progetti. Artuner nasce da una grande passione per l’arte contemporanea e dal desiderio di presentare e promuovere gli artisti più interessanti. Nel momento della creazione del business model ho pensato che fosse importante anche essere coinvolto nella parte commerciale, in modo da avere del cash flow per sostenere i progetti, ma anche per aiutare gli artisti ad entrare in collezioni internazionali, siano esse molto importanti o di nuovi appassionati.

Katja Seib, Milk and honey, 2015, 160x160 cm

Katja Seib, Milk and honey, 2015, 160×160 cm. Courtesy dell’artista e di Artuner

Per tradizione familiare conosci da vicino il mondo del collezionismo ma i collezionisti non sono gli unici interlocutori di Artuner… Giusto?
Certamente artisti e curatori sono interlocutori per noi altrettanto importanti come gli artisti. Inoltre, Artuner, non si rivolge solo a collezionisti esperti, ma a chiunque voglia avvicinarsi e approfondire contenuti d’arte contemporanea. Sulla piattaforma è presente una sezione Magazine o di Approfondimenti, in cui abbiamo il piacere di inserire informazioni relative artisti e ai loro lavori, ma anche a specifiche tematiche concernenti l’arte contemporanea in senso lato. Mi pare sia un modo opportuno per avvicinare le persone al collezionismo. Sono convinto che ciò che si conosce diventa più desiderabile e l’arte è una passione contagiosa che una volta entrata nel sangue non ti lascia più. Cosi s’impara a conoscere e valutare sia il valore economico di un’opera ma anche una serie di fattori molto personali e meno tangibili.

Al di là della sensibilità personale ci sono dei parametri più o meno oggettivi che guidano la scelta degli artisti e dei curatori da coinvolgere in Artuner? Dando uno sguardo al sito si percepisce subito un certa selettività…
I criteri nella scelta delle opere e degli artisti dipendono da una concomitanza di fattori. Ho evidentemente un interesse appassionato per gli artisti e per le opere che presentiamo con Artuner. La scelta però non coinvolge solo il mio personale gusto estetico. Gli artisti e le opere sono l’esito di approfonditi confronti e lavoro di ricerca dei curatori con cui collaboriamo e con il mio team. Cerchiamo d’individuare gli artisti più promettenti, supportando spesso la pratica di talenti internazionali emergenti quando ne hanno più bisogno.

Manuele Cerutti. Esercizio, 2013, oil on linen, 50 x 55 cm Private collection, Vicenza. Foto: Cristina Leoncini

Manuele Cerutti. Esercizio, 2013, oil on linen, 50 x 55 cm Private collection, Vicenza. Foto: Cristina Leoncini

Dopo tutti gli anni passati a Londra e i viaggi che ti hanno portato all’estero che idea ti sei fatto su come vengano recepiti gli artisti italiani?
Oggi è probabilmente un momento non tra i più facili per le nuove generazioni di artisti italiani. C’è una grande attenzione internazionale per l’Arte Povera e altri movimenti storici, ma per un giovane italiano adesso certamente non è facilissimo emergere. Pur volendo mantenere un programma spiccatamente internazionale mi fa molto piacere quando riesco a presentare un artista del nostro Paese offrendo una vetrina internazionale. Questa scelta è però sempre il risultato dell’effettivo talento dell’artista e non della nazionalità di provenienza.

Diade (I), 2015, oil on linen, 40 x 60 cm Courtesy l'artista e Guido Costa Projects. Foto: Cristina Leoncini

Manuele Cerutti, Diade (I), 2015, oil on linen, 40 x 60 cm Courtesy l’artista e Guido Costa Projects. Foto: Cristina Leoncini

Artuner costruisce anche mostre “fisiche” che chiami pop up. La prossima sarà di un artista italiano…
Dal 2014 Artuner collabora con l’Istituto Italiano di Cultura a Londra nell’organizzazione di mostre ed eventi. Nasce proprio nel contesto di questo sodalizio, e grazie al sostegno del nuovo Direttore dell’Istituto Marco Delogu, l’idea di presentare alcune fra le più significative ricerche artistiche del panorama italiano. Apre oggi   Proprioception, la prima personale in Regno Unito, di Manuele Cerutti. Manuele è un artista torinese, che ha già un curriculum abbastanza denso di esperienze e collaborazioni, anche in contesti internazionali. La pittura è il suo medium d’elezione e l’oggetto, umile e banale, è il principale referente della sua indagine artistica e personale. La mostra è ospitata nelle sale dell’ICI sino al 12 maggio. È un’occasione, questa, anche per ribadire l’attenzione di Artuner al contesto italiano e l’impegno nella divulgazione e promozione di quello che riteniamo abbia particolare valore estetico, artistico e culturale, più genericamente. Spero possiate tutti venire a vedere i suoi lavori!

ARTUNER
36 Alie Street, E1 8DA, Londra (UK)

Info: +44 (0)747029812
info@artuner.com
www.artuner.com

In programma:

Manuele Cerutti. Proprioception
a cura di Eugenio Re Rebaudengo

Istituto Italiano di Cultura – Londra

31 marzo – 12 maggio 2016
Inaugurazione 30 marzo ore 18.00 – 21.00
panel di discussione, intervengono: Gregor Muir, Executive Director dell’ICA – Institute of Contemporary Arts di Londra, Eugenio Re Rebaudengo, fondatore di ARTUNER e l’artista Manuele Cerutti.

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •