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ISEO | FONDAZIONE L’ARSENALE | 26 marzo – 22 maggio 2022

di ROBERTO LACARBONARA

Anche la trama più complessa, l’inestricabile groviglio delle linee e dei segni, giunge sempre a una cercata linearità, a uno sviluppo che traduce la complessità in sintesi, disegno, forma compiuta. Questo l’orientamento dei “cacciatori di storie” – o, letteralmente, di complotti, di intrighi – radunati all’Arsenale di Iseo da Ilaria Bignotti, in collaborazione con Camilla Remondina, per la mostra Plot Hunters, fino al prossimo 22 maggio 2022.

Maurizio Donzelli, Disegno Del Quasi, 2020, collage, acrilico e resina su tavola, cornice, cm 45×38,5×5

Maurizio Donzelli, Arthur Duff e Antonio Marchetti Lamera procedono su ricerche differenti ma accomunate dall’indefinitezza e dall’ambiguità delle scelte lessicali, delle costruzioni segniche e formali. Quasi un’inclinazione per il non-essere delle cose, per la loro sfuggente percettibilità: di volume (Donzelli), di figura (Duff), di sostanza (Lamera).

“Una processualità stratificata e meditata” per Bignotti, decifrando – o ancor meglio, decriptando – la condizione di perenne instabilità, gli smottamenti e assestamenti dell’immagine, per ciascuno dei tre artisti in mostra. Non alla maniera degli optical, senza alcun ricorso alle programmatiche architetture del geometrico o del gestaltico, bensì con la vivacità dell’ammiccamento e dell’ironia, del sembiante e del simulacro.

Maurizio Donzelli, Talisman Drawing, 2019, acrilico e resina su tavola, cornice, cm 41,5x31x3

La produzione di Donzelli è emblematica in tal senso. Tra pittura e fotografia, tra materiali riflettenti e opalescenti, mirrors e arazzi, con l’impiego di resine e di collages, l’artista bresciano (1958) procede per sofisticate contaminazioni di superfici interrelate, giustapposte in modo più o meno denso, sorprendendo e sorprendendosi della trasparenza e del diafano, del peso e della fragilità di forme ritagliate e trasferite su delicati intarsi che celebrano l’astrazione.

Per Duff (Wiesbaden, 1973), invece, sembra impossibile sfuggire all’obbligo semantico che quel servomeccanismo occhio-cervello, di cui siamo dotati, sempre oblitera a partire da ogni segno. Così tutto diventa scrittura, attivando la lettura anche laddove è solo macchie e caos. Mentre, al contrario, accade che la parola ceda alla rarefazione, sfiancata dalla relazione fondo-superficie con cui ogni lettera fa i conti per la propria sopravvivenza nel dominio del visibile. Tutto sembra però trovare chiarezza “nella luminosa eclatanza dell’installazione di luce e corda che si arriccia e srotola lungo la parete”: un unico, ininterrotto percorrere, lungo i sentieri dell’oscuro e del manifesto.

Arthur Duff, MOUTHFUL (GOLD), 2021, tubo al neon, guaina in poliestere, cavo elettrico, trasformatori, dimensioni ambientali. Photo credits Michele Alberto Sereni. Courtesy Studio la Città

Sconfina anche la luce, si fa liquida, seduce, poi confonde. Così per Marchetti Lamera (Bergamo, 1964) la pittura si fa campo di contesa tra il visibile e l’evanescente, tra presenza e assenza, quando tutto ciò che appartiene alla figura è soltanto la sua ombra, il suo destino d’incertezza. Osservare per ore la metamorfosi di una forma, inseguire la luce solare che sposta e ridisegna il paesaggio, sublimare nella grafite la scheletrica composizione di oggetti industriali e architetture urbane: il metodo dell’artista è quello di trasformare il proprio occhio in schermo senziente, come fosse, ogni volta, la prima lastra sensibile di Joseph Nicéphore Niépce: un battito di ciglia che dura otto ore, la prima quasi-immagine, forse-reale.

Antonio Marchetti Lamera, Shadows on the city of Athens, 2022, grafite e colori acrilici cangianti su tela, 60x60x3 cm

Problematizzare il limite, muoversi sul contorno delle cose visibili, è l’unica regola per non cadere nella trappola delle certezze, del sapere supposto e tetragono. Questa idea di incompletezza – e di quotidiana illimitatezza – è l’invito all’esperienza di questi artisti e delle loro ipotesi visive.

 

PLOT HUNTERS. Maurizio Donzelli, Arthur Duff, Antonio Marchetti Lamera
A cura di Ilaria Bignotti in collaborazione con Camilla Remondina

26 marzo – 22 maggio 2022

Fondazione l’Arsenale di Iseo
Vicolo Malinconia 2, Iseo
(BS)

Orari: giovedì e il venerdì dalle ore 15:00 alle ore 18:00, sabato, domenica e festivi dalle ore 10:30 alle ore 12:30 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00.L’ingresso è gratuito e consentito ai soli visitatori muniti di mascherina e Green Pass rafforzato.

Info: segreteria.arsenaleiseo@gmail.com 
www.fondazionearsenale.it 

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