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VENEZIA | Palazzetto Tito  – Fondazione Bevilacqua La Masa | 5 giugno – 12 ottobre 2014

di FRANCESCA GIUBILEI

Io sono miope. Quel tanto che basta a far perdere al mondo che mi circonda la sua definizione.
A volte questo risulta piacevole, e volontariamente non indosso le lenti, per avere la sensazione di immergermi in una realtà non perfettamente riconoscibile e conosciuta. A volte invece vorrei vedere alla perfezione, per cogliere ciò che sto guardando nella sua totale completezza e profondità, quindi mi sforzo di mettere a fuoco il più possibile e di entrare con lo sguardo dentro la struttura di ciò che sto osservando, per non perderne nemmeno un dettaglio.

Hiroshi Sugimoto, MoMa, Lightwell, 2013, stampa su carta alla gelatina d'argento, 119x145 cm mostra Hiroshi Sugimoto. Modern Times, Palazzetto Tito – Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia

Mi chiedo se anche Hiroshi  Sugimoto soffra di miopia.
La mostra Modern Times, ospitata dalla Fondazione Bevilacqua La Masa, presso gli spazi di Palazzetto Tito, presenta, in esclusiva e per la prima volta in Italia, 11 fotografie in bianco e nero di celebri architetture moderniste.
Osservando queste fotografie, mi sono ritrovata spesso a strizzare gli occhi, cercando di acuire lo sguardo e di mettere a fuoco le immagini completamente mosse e indefinite del Johnson Wax Building di F.L. Wright o della Einstein Tower di Erich Mendelsohn. Stavo applicando una modalità predefinita di guardare, specie se legata all’apprezzamento della fotografia e ancor di più della fotografia con soggetto architettonico.

Hiroshi Sugimoto, MoMa, Lightwell, 2013, stampa su carta alla gelatina d'argento, 119x145 cm mostra Hiroshi Sugimoto. Modern Times, Palazzetto Tito – Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia

Cercavo di correggere un fuori fuoco esasperato, nel tentativo di cogliere la solidità e il rigore della costruzione architettonica.
Ma era evidente che Sugimoto non aveva sbagliato la messa a fuoco, forse voleva dire dell’altro, forse non voleva che l’osservatore “vedesse” gli spazi del MoMa di New York o della Serpentine Gallery di Londra, ma voleva evocarne l’atmosfera, coglierne l’essenza, mostrarne l’esistenza effimera, nonostante il loro potere simbolico di cattedrali dell’arte e il loro valore estetico.
Nelle opere di Sugimoto l’edificio e l’ambiente che lo circonda, il dettaglio architettonico e la stanza che lo contiene si dissolvono l’uno nell’altro, in una continuità indefinita e infinita, che è quella del tempo e del suo flusso. In cui solo il ricordo, anche se sfocato, esiste per sempre.

Hiroshi Sugimoto, Serpentine Pavillon, 2012, stampe su carta alla gelatina d'argento, 119x448 cm mostra Hiroshi Sugimoto. Modern Times, Palazzetto Tito – Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia

Certo questo approccio alla fotografia pare paradossale, perché da un lato ne nega la sua natura originaria, cioè quella di tecnica volta a cogliere la realtà nel suo istante significante, dall’altro usa la fotografia letteralmente, cioè come strumento attraverso cui la luce lascia un’impressione. Ecco! Le fotografie di Sugimoto sono delle impressioni, non delle rappresentazioni.
E le impressioni sono mutevoli, incerte, inafferrabili…

Hiroshi  Sugimoto. Modern times
a cura di Filippo Maggia

5 giugno – 12 ottobre 2014

Palazzetto Tito  – Fondazione Bevilacqua La Masa
Dorso Duro 2826, Venezia

Orari: tutti i giorni 10.30-17.30; chiuso lunedì e martedì
Ingresso intero €5.00; ridotto €.3.00

Info: +39 041 5207797; +39 041 5208879
info@bevilacqualamasa.it
www.bevilacqualamasa.it

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