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Intervista a Denis Curti di Francesca Di Giorgio

Dopo il successo di Collezionare fotografia, edito da Contrasto (Roma, 2010), il volume diventa una mostra in galleria. L’idea di dare forma concreta alle tematiche del libro e ai suoi protagonisti si realizza da Spazio Testoni a Bologna che, in quattro sale, ospita una collezione di fotografia internazionale che tutti, o quasi, vorrebbero avere a casa propria. L’intento è quello di continuare ad approfondire l’enorme consenso da parte di pubblico e mercato nei confronti di un linguaggio che, nel tempo, ha conquistato un posto in prima fila nella storia dell’arte.
Parliamo di questo ed altro con il curatore, Denis Curti…

Francesca Di Giorgio: Il punto di partenza è l’omonimo volume Collezionare fotografia. Negli ultimi anni l’editoria sotto forma di manuale ha ricevuto molti consensi in ambito contemporaneo…
Denis Curti:
Contrastobooks, con la direzione editoriale di Alessandra Mauro, da tempo, edita, sotto la collana Logos, biografie dedicate ai grandi della fotografia. Alla lunga serie di libri illustrati si è aggiunto il desiderio di muoversi in direzione della saggistica, forse per completare una sorta di “assenza”, da parte del mondo dell’editoria, e non solo, riguardo svariati aspetti. Collezionare fotografia nasce, quindi, da uno stimolo culturale e da uno spunto molto preciso ricavato anche dalla mia esperienza e ricerca sul campo. Nel 2002-2003 ho seguito le prime aste fotografiche per Sotheby’s Italia, al momento di stabilire le quotazioni dei lavori ci si domandava che tipo di informazioni potessero essere utili per stabilirne il valore, tenendo presente la specificità del linguaggio fotografico e dell’eterogeneità delle tipologie: vintage, edizioni numerate, open edition… Successivamente anche la nascita di Fondazione FORMA per la Fotografia di Milano (2005-2006) – di cui Roberto Koch, fondatore di Contrasto, è presidente – e il confronto e lo scambio che ne è scaturito con realtà internazionali, penso a Paris Photo, è servita a fare il punto della situazione e a raccogliere tantissime informazioni e richieste che arrivavano non solo dai collezionisti ma dai fotografi stessi.
 Tre anni di lavoro, che hanno portato alla pubblicazione del volume, sono dedicati ad appassionati e collezionisti ma anche ai professionisti del settore.

Ci spiega cosa l’ha spinta a cercare una declinazione concreta nella mostra da Spazio Testoni a Bologna?
Perché no? In fondo tanti film sono tratti da libri, non abbiamo fatto altro che trasporre, se così si può dire, le tematiche del libro all’interno della galleria. Tutte le tipologie, che ho citato prima (tecniche di stampa, montaggio, i prezzi…) sono lo specchio dei capitoli del libro e sono state messe in mostra dando semplicemente corpo ad un’idea.

Immagino non sia stato facile scegliere all’interno di una storia relativamente giovane ma davvero intensa. Le quattro sale della galleria tracciano una sorta di percorso. Ce lo racconta?
Nonostante l’allestimento viaggi nel tempo attraverso grandi e riconosciuti maestri ed emergenti, è stato realizzato senza la presunzione di proporre la storia della fotografia. Inevitabilmente è rimasto fuori l’800, ormai percepito come mercato d’antiquariato e ci si è concentrati su un periodo che va all’incirca da Magnum e gli anni ’50 di Migliori, Branzi, Scianna ai più giovani. A ripensarci la mostra avrebbe potuto chiamarsi anche My Favourite Collection nel senso che rispecchia una scelta di gusto personale, una sorta di collezione ideale. Quando mi viene chiesto cosa acquistare la risposta è sempre la stessa: quello che ti piace. So che può sembrare semplicistico ma assecondare il proprio istinto, privilegiando l’aspetto emozionale dell’acquisto, senza pensare alle speculazioni, è il modo migliore per costruire la propria collezione.

È interessante notare che, sono sempre state le Istituzioni museali ad investire maggiormente nella fotografia… Come si spiega il successo alle aste, il grande interesse delle gallerie e delle fiere d’arte dedicate?
Prima di tutto dobbiamo ricordare che, nonostante molti colleghi pecchino di autocommiserazione e lamentino ancora scarsa attenzione, la fotografia ha fatto passi da gigante all’interno di gallerie, fiere ed aste che hanno contribuito alla diffusione della conoscenza. Questo significa che non si può certo parlare di boom del collezionismo fotografico, ormai attecchito da tempo, ma di un sicuro rafforzamento il cui risultato è l’ampio spazio nelle riviste di settore e il moltiplicarsi di mostre negli ultimi dieci anni.
Basti pensare solo al Photofestival di Milano che conta ogni anno quasi un centinaio di mostre organizzate in contemporanea o alla prossima Biennale di Venezia che omaggerà Luigi Ghirri.
Sicuramente parte del successo è dovuto anche ai prezzi nel complesso più accessibili rispetto alle cifre folli raggiunte da altri linguaggi del contemporaneo.
Osservando il panorama italiano rimango sempre colpito nel notare con quanta cura le Fondazioni bancarie (e non), e moltissime aziende, gestiscano i loro patrimoni fotografici.

Ritornando al testo, credo sia importante ricordare che molti dei saggi pubblicati nascono nell’ambito di ricerche universitarie, fornendo un valore aggiunto dal punto di vista del linguaggio utilizzato e delle numerose tematiche affrontate. In quanto direttore del Master post universitario di Fotografia di NABA, quali sono, ancora oggi le lacune non colmate nei confronti del medium?
La fotografia continua ad essere studiata ma credo che il discorso debba essere spostato esclusivamente sullo studio costante delle specificità del mezzo e che questa necessità di approfondimento, quella che muove anche il mio lavoro, sia sempre presente non tanto nei collezionisti quanto nel mercato editoriale e a livello professionale, dove sono stati fatti, a mio avviso, passi indietro.

Dopo l’opening del 12 marzo a breve tornerà in galleria a coordinare un nuovo incontro per addetti ai lavori, appassionati e collezionisti…
Sempre nell’ottica dell’approfondimento e del confronto sulle tematiche affrontate dal libro abbiamo fissato un appuntamento da Spazio Testoni a Bologna.
 Giovedì 14 aprile dalle ore 18.30 in galleria si parlerà di collezionismo fotografico come fenomeno ormai affermato e dal trend economico molto positivo. A partire dalle opere esposte in galleria affronteremo, assieme a Claudio Marra, tematiche storiche e contemporanee intorno alla fotografia intesa come opera da collezione: come cominciare, cosa e chi scegliere, le grandi collezioni, le collezioni aziendali, i masters, il mercato dei giovani emergenti, le definizioni tecniche e le regole del mercato.

Altri appuntamenti in programma per Collezionare fotografia?
Dopo un “tour” che mi ha visto presentare il libro in tutta Italia, dal 13 al 15 maggio inaugura MIA – Milan Image Art fair, la prima fiera d’arte dedicata alla fotografia, dove torneremo a parlare di collezionismo assieme a Fabio Castelli, l’ideatore dell’evento.

La mostra in breve:
Collezionare fotografia

a cura di Denis Curti
SPAZIO TESTONI
Via D’Azeglio 50, Bologna
Info: +39 051 371272 / +39 051 580988 / +39 3356570830
www.giannitestoni.it
12 marzo – 28 maggio 2011
Incontro-dibattito giovedì 14 aprile 2011 ore 18,30
con CLAUDIO MARRA e DENIS CURTI

Scarica la brochure

Artisti in mostra:
Giampaolo Barbieri, Gianni Berengo Gardin, Piergiorgio Branzi, Robert Capa, Henri Cartier Bresson, Nicola Cicognani, Michel Comte, Alfred Eisenstaedt, Elliott Erwitt, Giorgia Fiorio, Franco Fontana, Maurizio Galimberti, Simona Ghizzoni, Fausto Giaccone, Mario Giacomelli, Ernest Haas, Dimitri Kessel, William Klein, Herbert List, Nino Migliori, Martin Parr, Sebastiao Salgado, Ferdinando Scianna, Massimo Siragusa, Eugene Smith, Paolo Ventura, Albert Watson, Andrew Zuckerman

In alto:
Nicola Cicognani, “Palermo (La scopa)”, marzo 2010, stampa giclee su carta hahnemuhle fine art baryta, cm 60×30, edizione 3 di 15 esemplari, firmata, intitolata, datata e numerata dall’artista sul retro
Nicola Cicognani, “Palermo (Mercato delle Pulci, L’Albergheria)”, marzo 2010, stampa giclee su carta hahnemuhle fine art baryta, cm 60×50, edizione 2 di 15 esemplari, firmata, intitolata, datata e numerata dall’artista sul retro
In centro:
Sebastiao Salgado, “Genesi. Antarctica”, 2005, stampa ai sali d’argento, cm 123×173, firmata, intitolata e datata
Giorgia Fiorio, “Il Santuario della Roccia d’Oro. Myanmar” 2003, stampa ai sali d’argento edizione nr. 1 di 3 esemplari, dimensioni foto: cm 100×100, dimensioni opera: cm 116×116, firmata a matita dall’autore
Herbert List, “Padrone e cane, Portofino”, 1935, stampa postuma ai sali d’argento, cm 40×30, intitolata, datata, editata e firmata sul retro da Peer – Olaf Richter – executor of The Estate, ed. 5/25
Herbert List, “Durst Phaleron”, 1939, stampa postuma ai sali d’argento, cm 61×51, incorniciata timbrata da Herbert List Estate
In basso:
Albert Watson, “Kylie, Hide n Seek, Sherman Conn.”, 2008, archival pigments print montata su alluminio, cm 142×106, edizione di 10 esemplari firmata dall’autore
Michel Comte, “Sophia Loren”, stampa color print, cm 50×70

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