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BOLOGNA | Pinacoteca Nazionale di Bologna | 22 gennaio – 12 aprile 2015

“Un Rip van Winkle iraniano che si fosse addormentato nel 1900 avrebbe avuto difficoltà a riconoscere ciò che vedeva intorno a sé se si fosse risvegliato nel 2000”. La frase dello storico iraniano Ervand Abrahamian è eloquente rispetto al forte impatto che la modernità ha avuto in Medio Oriente. Ma è l’occupazione militare di Bonaparte in Egitto del 1798 che segna il ritorno dell’Occidente nel mondo arabo dai tempi delle crociate, ed è all’origine di quella “immagine europea dell’Oriente” che va sotto il nome (anche disciplinare) di Orientalismo. Ciò che è tuttavia al centro della mostra ha a che fare con qualcosa di più contemporaneo. L’intento è quello di capire l’impatto avuto dal crollo del Blocco Sovietico su questa area geografica e interrogare le modalità con cui la scena artistica e la cultura visuale mediorientale rileggono oggi il rapporto locale con la modernità. Una sorta di secondo capitolo espositivo rispetto a “Il Piedistallo Vuoto” ed è ancora il tempo ad essere al centro della riflessione: la sua impasse attuale, la sua definitiva trasformazione, il tipo di rapporto storico che possiamo avere con esso. La relazione tra il prima e il poi, si è trasformata in un troppo presto e in un troppo tardi, in un già e in un non ancora: categorie, cioè, in grado di mettere maggiormente a fuoco forme disuguali di sviluppo […]” [dal testo introduttivo di Marco Scotini]

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Con queste parole, il curatore Marco Scotini, introduce Too early, too late. Middle East and Modernity la più ampia rassegna mai realizzata in Italia sulla scena artistica medio-orientale presentata da ArteFiera Collezionismi all’interno del proprio programma espositivo 2015. Nato all’interno dei progetti di ArteFiera, FocusEst è infatti la sezione incentrata sulla produzione artistica dei Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente e affidata alla curatela di Scotini dallo scorso anno. Dopo la mostra Il Piedistallo Vuoto, dedicata all’ex-blocco sovietico dell’edizione 2014, quest’anno la riflessione riguarderà il rapporto dell’Oriente con la modernità occidentale, raccontando la complessa struttura sociale di un’“area culturale” in transizione attraverso oltre cento opere di quasi sessanta artisti, provenienti dalle più prestigiose collezioni private italiane e una selezione di documenti storici.

Jean Marie Straub-Daniäle Huillet, Trop tìt Trop tard, 1981, Francia-Egitto, Courtesy Fondazione Cineteca di Bologna.Il titolo della mostra è tratto dal film Trop tôt/Trop tard di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet del 1981 che si concentra su un parallelismo tra le lotte contadine della Francia del 1789 e dell’Egitto del 1952 e che secondo il curatore ” ridefinisce i confini negoziabili del tempo storico”. Ambientato tra la campagna bretone e quella egiziana, nella prima parte del film una voce fuori campo legge il testo di una lettera di Engels scrive a Karl Kautsky nel 1897 a proposito di ciò che rimane della rivoluzione francese. Nella seconda parte della pellicola viene recitato un frammento dalla postfazione del libro La lutte des classes in Égypt de 1945 à 1968 di due autori arabi che scrivono sotto lo pseudonimo di Mahmoud Hussein (Maspero, 1969). Per tutto il film la nota coppia di cineasti cerca di inquadrare l’orizzonte della campagna deserta trovando un punto di vista ideale tra il cielo e la terra, lì dove Engels avrebbe precisato “se la Comune del 1793 con le sue aspirazioni di fraternità è venuta troppo presto, Babeuf a sua volta è giunto troppo tardi”.

Mustafa Abu Ali (con Pino Adriano, Jean Chamoun) Tall El Zaatar, 1977 Palestina-Italia, 16mm, colore e bianco/nero, 1h 1' Produzione Palestinian Cinema Institution - UTF Courtesy Fondazione AAMOD, Roma
Ancora più interessante oggi, dunque, l’intento dell’esposizione che occuperà gli spazi delle esposizioni temporanee della Pinacoteca Nazionale di Bologna e che si estenderà anche all’interno delle prestigiose collezioni del Trecento (da Vitale da Bologna alle scuole tardogotiche): quello di analizzare, attraverso l’arte, i luoghi comuni che hanno accompagnato nel tempo lo scontro e il confronto tra l’idea di una tradizione orientale (lenta e arretrata) rispetto alla modernità avanzata di matrice occidentale.

Too early, too late. Middle East and modernity
a cura di Marco Scotini

Artisti: Lida Abdul, Mustafa Abu Ali, Bisan Abu Eisheh, Etel Adnan, Vyacheslav Akhunov, Can Altay, Omar Amiralay, Ayreen Anastas, Said Atabekov, Kutlug Ataman, Fikret Atay, Kader Attia, Vahap Avsar, Mahmoud Bakhshi, Gabriele Basilico, Neil Beloufa, CANAN, Céline Condorelli, Dina Danish, Cem Dinlenmiş, Peter Friedl, Rene Gabri, Sadhi Ghadirian, Yervan Gianikian – Angela Ricci Lucchi, Barbad Golshiri, Mona Hatoum, Malak Helmy, Emily Jacir, Khaled Jarrar, Lamia Joreige, Alimjan Jorobaev, Hiwa K., Hassan Khan, Abbas Kiarostami, Taus Makhacheva, Mona Marzouk, Ahmed Mater, Sabah Naim, Moataz Nasr, Navid Nuur, Walid Raad, Koka Ramishvili, Hany Rashed, Mario Rizzi, Ahmed Sabry, Roy Samaha, Hrair Sarkissian, Ariel Schlesinger, Hassan Sharif, Wael Shawky, Ahlam Shibli, Eyal Sivan, Jean Marie Straub-Danièle Huillet, Jinoos Taghizadeh, Lawrence Weiner, Mohanad Yaqubi, Amir Yatziv, Akram Zaatari.

22 gennaio – 12 aprile 2015

Pinacoteca Nazionale di Bologna
Via delle Belle Arti 56, Bologna

Info: www.artefiera.it

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