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INTERVISTA AL COLLETTIVO FX DI VIVIANA SIVIERO

Punto primo: È un momento di forte cambiamento socio-culturale ed economico; che deve essere affrontato in modo energetico, creativo, ROCK. Punto numero 2: Lo spazio che viviamo non deve avere solo una qualità tecnologica ed ecologica; deve essere la prima risorsa di benessere creativo e vitale per la nostra vita. Per fare questo guardiamo a personaggi che hanno idee, personalità e carisma. Arthur Miller, Virginia Wolf, Moana Pozzi, Giorgio Gaber, Charles Darwin, Nicolò Paganini, Eva Kant, Alda Merini, Jimi Hendrix, sono solo alcune delle 311 “different face” che il collettivo FX ha scelto per illustrare una serie di piastrelle d’arredo che verranno prodotte e distribuite come multiplo d’artista da ceramica IDEA (gruppo MOMA) di Finale Emilia (Modena). Il progetto è stato presentato in anteprima mondiale alla recente edizione del Cersaie di Bologna, la fiera di ceramica più importante del mondo: IDEA Ceramica in questa occasione si è alleata con il Collettivo FX per presentare il Progetto IDEA Rock costituito da due interventi pittorici su ceramica di 4 metri per 4 e da una serie di 310 piastrelle, realizzati con l’obiettivo di creare un rapporto diverso con il pubblico, più partecipativo, stimolante e creativo.Grazie a questo progettolo spazio ha la possibilità, per chiunque, di trasformarsi in luogo d’appartenenza non solo perché conquistato fisicamente, ma perché è possibile plasmarlo e renderlo unico al mondo attraverso il proprio modo di essere. Così, ancora una volta, l’arte si fa design, il design reclama l’arte, giocando al gioco entusiasmante delle contaminazioni: storia vecchia, bella ma già sentita, se applicata in relazione strettissima al sistema e alle sue regole. Di solito un mondo ne chiama in causa un altro per trarne prestigio ma soprattutto guadagno: in questo caso, il connubio fra il collettivo FX e Idea Ceramica, nato nell’umidità della bassa reggiana, guarda ad un guadagno che sia in soldi di cambiamento ed innovazione. Fx è un collettivo giovane, che si muove leggiadro nell’illegalità urbana. Alla luce di questo la nuova partnership ci appare ancor più innovativa perché basata sul dialogo anziché sul monologo. La serie di ceramiche dipinte infatti non sarà, come spesso accade, disponibile su prenotazione, essendo entrata nella produzione dell’azienda nonostante il nome dell’autore sia giovane, fresco e quasi sconosciuto. Non certo il grande nome la cui firma si vuole mostrare agli ospiti per sottolineare il proprio prestigio sociale, ma piuttosto una serie di espressioni che ognuno ha fatto proprie nel corso delle proprie esperienze (musicali, letterarie e quotidiane), capaci di presentare il padrone di casa attraverso una metafora componibile.

Le istruzioni nel manifesto di intenti suonano così: 1. Scegliere attentamente i personaggi e/o le frasi che sono più adatti per la propria personalità. 2. Creare gli accostamenti più congruenti tra i personaggi selezionati. Valutare anche la possibilità di accostarli a dei fondi bianchi e neri. 3. Consegnare il proprio progetto all’azienda che provvederà ha consegnarvi lo spazio che avete costruito. Per proseguire varie definizioni, fra cui: l’Arte diventa accessibile: avere un intervento artistico di grandi dimensioni (non semplicemente un oggetto da appendere ma una intervento architettonico) può realizzarsi non passando attraverso il sistema complicato dell’arte ma semplicemente dedicandosi alla realizzazione di uno spazio indispensabile per le normali funzioni quotidiane. Semplicità di installazione libertà d’espressione.
A permettere la realizzazione dell’idea, la rivoluzionaria tecnologia di stampa digitale su ceramica a getto d’inchiostro, riconoscibile dal marchio HD Digital inkjet, che Idea Ceramica ha acquisito: un innovativo sistema che offre illimitate possibilità di riproduzioni grafiche ad alta fedeltà su supporto ceramico, aprendo orizzonti del tutto nuovi nella progettazione e realizzazione di superfici per pavimenti e rivestimenti. Un’iniziativa potente ma non necessariamente meno raffinata, una serie di soggetti ed uno stile rumorosi che sembrano cozzare col gusto minimale e fin troppo acquoso che sembra essere l’unica alternativa possibile per i praticanti dell’arte a vari livelli. Qui lo stile è piuttosto “rock” nel senso più popolaresco del termine e per questo impiega una sorta di slang onomatopeico per esprimere il proprio carattere e raggiungere così la maggior parte del pubblico, che comprende anche chi normalmente non fruisce dell’arte. Non a caso e per una volta, non si gioca sull’unicità del pezzo, non si concepiscono tirature limitate di oggetti che divengono preziosi in funzione del loro valore di vendita e d’acquisto. Piuttosto si pensa ad un’arte diffusa, che possa entrare nella giornata della gente senza perdere né valore, né significato. FX ed Idea Ceramica non creano un semplice evento sulla scia di altri eventi, ma piuttosto tentano di cambiare le menti, liberando i ragionamenti dai propri schemi, adattando l’arte al nuovo contesto contemporaneo affinché viva invece di sopravvivere, ritornando ad essere di tutti senza paura di smarrire la propria identità. Tutto questo a partire da un giovane collettivo che ha accettato di rispondere alle nostre domande…

Viviana Siviero: Chi è FX? Dichiaratevi e raccontatevi, raccontate i vostri impulsi….
FX: Siamo dei cocciuti sognatori che credono di poter cambiare quello che ci circonda a suon di idee e immagini rock. Piccole cose, mica la rivoluzione, come modificare un muro schifoso lungo una strada; così magari capita che la mattina, mentre si va al lavoro un po’ scoglionati, si incontri Frank Zappa con cui poter scambiare un saluto del tipo: “Uee Frank, come va?” ed immaginare lui che risponde “Ciao vecchio, tutto bene”. E per fare questo usiamo strumenti vecchissimi: la pittura, le belle idee e soprattutto la collaborazione. Siamo definiti street artisti, ma forse la definizione migliore è ‘fornitori di street art’, perché l’ideazione dei soggetti e l’intervento urbano è fatto da tutti coloro che condividono i nostri principi e hanno voglia di agire e partecipare al collettivo.

Cosa rappresenta per te il cemento nell’epoca di non luoghi e di altre freddezze contemporanee?
La cosa più evidente è la distruzione del paesaggio. Ma quella socialmente e culturalmente più grave è che le quattro mura di casa non sono solo il perimetro della nostra vita ma anche il parametro: l’auto, la strada, la piazza, il momento degli acquisti, il cinema, sono il prolungamento della nostra vita in casa, in cui il confronto, la condivisione sono una rarità. Non si esce per condividere, cercare, e socializzare, si esce per fare i propri “servizi”. L’azione del collettivo si svolge in strada proprio per riappropriarsi della città come luogo di vita e confronto.

Cosa dovrebbe fare l’arte, cosa fa in realtà e cosa fai tu? (o desideri fare)?
Semplicemente collaborare, contaminarsi e farsi contaminare dal pubblico. Crediamo che i musei e le gallerie siano una tutela fondamentale per l’arte. Ma è altrettanto importate che l’arte si prenda un po’ di responsabilità rispetto a quello che accade nelle città e provi in qualche modo a influenzare e provocare qualcosa di concreto. Il sociale non deve essere solo il soggetto di un’opera ma anche un obiettivo da raggiungere nel sociale stesso.

Ci parli del tuo manifesto e dell’iniziativa ceramica rock?
È un manifesto di idee ed obiettivi comuni tra un progetto di street art e un’azienda ceramica. Strano ma vero! Apparentemente sono due soggetti molto lontani, ma in realtà hanno esigenze comuni come la creatività, il desiderio di provocare maggiore confronto trale persone, meno speculazione e più dialogo.

www.ideaceramica.net

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  • serena

    Bravo!

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