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MILANO | Triennale di Milano | 3 marzo – 1 aprile 2012

17 marzo ore 10.30 – Performance Lezione di Calligrafia

23 marzo ore 18.00 – Performance la Vestizione del Kimono

25 marzo ore 17.00 – Performance la Cerimonia del Te

Tasselli d’arte – Oltre il Cinema, la sezione espositiva  della 19° edizione di Sguardi Altrove Film Festival, in continuità con le due edizioni precedenti  – che hanno visto la realizzazione e il successo delle collettive Made in China e Made in Africa – quest’anno ancora in collaborazione con La Triennale di Milano – (tra gli altri anche con il Consolato del Giappone a Milano, la Fondazione Italia – Giappone, l’associazione Italia – Giappone di Milano) – con la collettiva Made in Japan – L’estetica del Fare chiude idealmente la trilogia che ha avuto come obiettivo la riflessione artistico, sociale e politica sui paesi, oggi, al centro dell’attenzione internazionale. La terza edizione di Tasselli d’Arte – Oltre il Cinema, in Triennale, con Made in Japan – L’estetica del Fare affronta le tendenze dell’arte e della cultura nipponica con uno sguardo su artisti di nuova generazione, ma anche con antesignani della tradizione, grazie ai quali le due anime dello zen e del manga si ibridano in una suggestiva rete di rimandi tra costumi, arte, cinema, video e fotografia.

La mostra si configura come una collettiva che interseca sguardi, linguaggi e punti di vista differenti relativamente al paese del Sol Levante.


Nell’ambito di Made in Japan. L’estetica del fare – nella serata dell’inaugurazione del 2 marzo e nella serata delll’11 marzo, anniversario delle catastrofi – il pubblico ha potuto fare delle donazioni libere finalizzate alla raccolta fondi per la ricostruzione del Giappone. Questi due momenti benefici  sono  connessi all’esposizione delle Charity Box, il progetto de L’Isola della Speranza Associazione No profit fondata dai giapponesi residenti a Milano a sostegno delle vittime del terremoto e dello tuznami a cui hanno partecipato oltre cinquanta designer di paesi differenti con opere firmate tra gli altri da Naoto Fukasawa, Kaori Shiina, Kazuyo Komoda. Le box  create per l’occasione diventano dei veri e propri salvadanai in cui i visitatori, se vogliono, possono inserire la loro donazione.

 In mostra, in ricordo di Fukushima anche una selezione di video che documentano il disastro ambientale, opere fotografiche e videoistallazioni di artisti che amplieranno lo sguardo e porteranno la loro riflessione estetica sul tema dell’ambiente, in rapporto alla Natura Madre.

 Tra i nomi degli artisti giapponesi selezionati quello di Yayoi Kusama, artista nota a livello internazionale di cui sarà presentata una installazione “Walking Piece” del 1966, inedita per Milano e delle foto del grande Nobuyoshi Araki, per gentile concessione della Galleria Guenzani di Milano e una inedita istallazione, ‘Asutomorrow’della designer nipponica Kaori Shiina, ‘Hyouriittai’, opera fotografica di Yoshie Nishikawa, fotografa di grande sensibilità e spessore artistico a cui si aggiungono gli oggetti di Naoto Fukasawa, firma riconosciuta nel panorama del design, a livello internazionale.

A rappresentare i giovani artisti giapponesi invece, oltre ai designer inseriti nella collettiva Charity box, Takane Ezoe, anche protagonista della performance (nel ruolo della pittrice) della  coreografia di Sisina Augusta, che ha inaugurato la manifestazione presentando ‘Kizuna’, una istallazione ispirata a Fukushima.

 Tra gli italiani Eliana Lorena, già ospite nella precedente edizione Made in Africa, quest’anno con il progetto ‘My room’, inteso come un punto di arrivo dove depositare oggetti e pensieri creati, nel lungo attraversamento delle terre orientali; Sergio Calatroni, noto artista milanese da anni residente a Tokyoche propone ‘Impertubabile necessario, una serie fotografica sulle suggestioni ispirategli dal paese del Sol Levante; le giovani artiste Sara Scaramuzza e Clara Rota con ‘Kimono quotidiano – il sapore della polvere nel buio’, un’opera che evoca più temi; dal ruolo della donna nella cultura estetizzante giapponese alla rimozione dell’esperienza di Hiroshima nella politica giapponese; e Clara Rota con ‘Epifaine’, istallazione sugli antichi teatrini giapponesi. Ad essi si aggiunge ‘Ferita’, installazione di Stefania Scattina in omaggio alla forza d’animo, alla resilienza e alla civiltà del popolo giapponese;  e un’opera realizzata specificatamente in occasione della mostra da Ludmilla Radchenco.

La panoramica sulla cultura e sull’arte giapponese si completa con Itamy la performance  coreografica dell’artista italiana Sisina Augusta, che ha aperto e inaugurato la mostra, che ha visto in scena Takane Ezoe e il ballerino Lorenzo Pagani. La performance è un connubio tra gesto, colore e musica ed è ispirata al tema del dolore; a essa si aggiungeranno l’esibizione di un’artista giapponese che propone La vestizione del kimono, a cura della maestra  Tomoko Hoashi, con un commento di Rossella Marangoni; una lezione aperta di Calligrafia a cura dell’associazione Yuemo; e la ‘Cerimonia del Te’, proposta dall’artista giapponese Saito Watanabe nell’ambito del progetto di ‘umanizzazione’ Cha – No – Yu – L’acqua calda per il te,  responsabile il dottor Sergio Marsicano e prodotto dell’associazione ‘Amo la vita Onlus‘. Il progetto che ha portato l’arte giapponese nell’ospedale San Carlo è finalizzato a migliorare le condizioni di vita dei degenti e si prende cura delle esigenza psico socio antropologiche dei malati incurabili, dei loro familiari e del personale sanitario.

Made in Japan. L’estetica del Fare
a cura di Patrizia Rappazzo

Triennale di Milano


viale Alemagna 6, Milano


Orari: martedì – domenica 10.30 – 20.30
 | giovedì 10.30 – 23.00

Lunedì chiuso
Info:
www.triennale.com
www.sguardialtrove.it

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