Ti sarà inviata una password per E-mail

Padiglione della Repubblica Araba Siriana

4 giugno – 27 novembre 2011

Titolo: Evoluzione
Curatore:
Fabio Anselmi e Sandro Orlandi
Commissario:
Christian Maretti
Assistente commissario:
Paolo Mozzo
Sedi: Isola di San Servolo Caserma Cornoldi, Riva degli Schiavoni, Venezia
Artisti: Talal al-Abdalla, Sabhan Adam, Nemat Badawi, Nizar Sabour, Rima Salamoun, Bernard Aubertin, Beppe Bonetti, Ivan Lardschneider, Renato Mambor, Piero Mottola, Salvo Pastorello, PG-SLIS.

INTERVISTA DI IGOR ZANTI A FABIO ANSELMI

In due sedi, una, nella pace della suggestiva isola di San Servolo, e l’altra alla caserma Cornoldi, il Padiglione della Repubblica Araba Siriana mette in mostra sei artisti siriani a fianco di sei artisti europei, all’insegna di un dialogo tra differenti culture che pone al centro l’essere umano. Ne abbiamo parlato con uno dei curatori Fabio Anselmi.

Igor Zanti: Il Padiglione Siriano presenta una selezione di artisti siriani ed europei, come mai questa scelta?
Fabio Anselmi:
Nell’arte ritengo non ci siano barriere di nessun tipo, né geografiche, né religiose o politiche, che possano impedire ad un uomo di comunicare agli altri attraverso il linguaggio dell’arte. Neppure la lingua inglese è così universale come lo è l’arte. Il dialogo che nasce dalle opere qui esposte è un dialogo libero, puro, senza preconcetti né limiti. È necessario confrontarsi per crescere insieme al di là di qualunque religione, ceto o cultura. La diversificazione è ricchezza umana e in questo padiglione artisti siriani ed europei dialogano l’un l’altro nella totale libertà espressiva.

Che differenze e che punti in comune ci sono tra gli artisti italiani e quelli siriani?
I 12 artisti sono a mio avviso suddivisibili in due gruppi, scelti seguendo il principio della comunicazione attraverso la percezione dell’opera da parte del fruitore e all’intenzionalità metalinguistica dell’artista. Da una parte Nemat Badawi, Sabhan Adam, Rima Salamoun, Talal al-Abdalla, Nizar Sabour e Salvo Pastorello trovano nelle loro originali specificità stilistiche la capacità di dialogare insieme senza sovrapporsi l’un l’altro. Tutti hanno un minimo comun denominatore determinato dalla consapevolezza della unicità dell’uomo pur nella consapevolezza di essere un individuo dei tanti. La volontà di gridare la forza delle moltitudini. Bernard Aubertin, PG-SLIS, Ivan Lardschneider e Piero Mottola, rappresentano la frangia concettuale del Padiglione.

Con questi artisti la carica concettuale si amplifica e comprende una serie di significative e dirompenti interpretazioni della nostra contemporaneità. Dal fuoco di Aubertin che tutto trasforma, si passa all’installazione di PG-SLIS che, attraverso l’acqua, annulla formalmente, evidenziandolo, il pericolo celato dell’eternit, materiale notoriamente nocivo. Piero Mottola ripropone, in due differenti sedi, le sue celebri installazioni emo-visive ed emo-sonore, mentre Ivan Lardschneider riflette sul pensiero massificato che funge da unico produttore di pensiero autonomo.

Cosa crede sia necessario per fare decollare l’arte siriana sui grossi palcoscenici internazionali?
Credo fermamente nel progetto di far decollare a breve questi artisti siriani di grande talento formale ed emotivo, sostenendo ed incrementando la loro visibilità con un accurato lavoro di marketing e promozione internazionale, che non deve esaurirsi con il palcoscenico veneziano. Meraviglioso trampolino di lancio verso l’attenzione di critici ed estimatori di tutto il mondo, questa location è solo il primo passo per condurre il pensiero artistico di questa nazione medio-orientale, così raffinato ed introspettivo, al plauso e all’attenzione che merita. È arte pura… o Pura Arte, come preferisce, che inviterò ad “uscire” dalla sua innata riservatezza e discrezione per lasciarsi ammirare e scoprire da un pubblico sempre più vasto.

In alto:
PG- SLIS, “Wir rufen nicht die polizei”, installazione, sarcofago di metallo al cui interno, immerso in una vasca piena d’acqua, giace uno scheletro realizzato in eternit, cm 600×399, courtesy Leonart

In centro:
Veduta interna del Padiglione della Repubblica Araba Siriana
In basso:
Ivan Lardschneider, “Kopflos!” (senza testa), legno di tiglio, courtesy Leonart

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se continui a navigare accetterai l'uso di tali cookies. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi