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Destini Incrociati Hotel. Vincent Van Gogh & Paul Gauguin | ELECTA

Intervista a Giacomo Zito, Silvia Colombo e Ninfa Monetti di Francesca Di Giorgio

È un “destino incrociato” quello tra Vincent Van Gogh e Paul Gauguin. La vita di due grandi artisti sullo sfondo della Parigi fin de siècle. L’incontro epocale tra i due è “investigato” da Destini Incrociati Hotel il progetto nato da un’idea di Giacomo Zito come programma radiofonico e trasformato da Cast4* e Tiwi* in un programma televisivo in onda su Sky Arte HD (vincitore del Premio Flaiano 2014 come miglior programma televisivo culturale). Ora un racconto illustrato, edito da Electa, con i testi di Giacomo Zito, Silvia Colombo e il coordinamento di Ninfa Monetti getta nuova luce sul rapporto tra Van Gogh e Gauguin aprendo nuove interpretazioni tra vita, arte e… storytelling.

Destini Incrociati Hotel, Cover, Electa, 2014

Qual è stato il primo tra i “destini incrociati” di cui avete seguito le tracce?
Quando è nata l’idea del programma radiofonico, era il 2009, la prima storia in cui ci siamo immersi, da presentare all’editore per capire se il format funzionava, è stata quella di Sylvester Stallone e Chuck Wepner. È la storia di un pugile in declino, Chuck Wepner, cui il destino offre finalmente l’occasione della vita: affrontare il campione del mondo, Muhammad Alì. Ovviamente Chuck non vince, ma la sua voglia di rivincita ispira un giovane attore, presente tra il pubblico, alla ricerca del soggetto per un film: Sylvester Stallone. Insomma, Rocky nasce da questo incontro e il resto fa parte della storia del cinema… Questa è stata la prima storia che abbiamo prodotto per il programma radiofonico e quando abbiamo cominciato a pensare alla trasposizione televisiva di Destini Incrociati è stato proprio questo soggetto a essere sviluppato nella puntata pilota. È una storia potente, che parla di speranza e del coraggio di seguire i propri sogni; decisamente di ottimo auspicio per noi.

Andare alla fonte… Dove vi ha portati la ricerca?
Documentarsi è l’indispensabile premessa di ogni lavoro creativo, soprattutto per noi che andiamo alla ricerca di intrecci inediti che legano tra loro i nostri protagonisti. Un racconto efficace è capace di uscire dai luoghi comuni, e presentare profili umani inaspettati. Per questo teniamo conto di tutti gli elementi: la loro vita privata, il loro background culturale, ma anche l’ambiente sociale e il momento storico in cui si trovavano. In questo ci sentiamo simili a degli investigatori che ricercano dati, informazioni senza trascurare nessun dettaglio, per poi cominciare un lavoro di ricomposizione fino a giungere alla perfetta comprensione di quello che ci interessa sapere. Crediamo che il valore del nostro lavoro come storytellers e del nostro metodo sia proprio qui: solo scendendo in profondità si può raccontare con leggerezza e senza superficialità una storia. Questo è ciò che amiamo fare.

Destini Incrociati Hotel, illustrazione, pp. 20-21, Capitolo: Un appuntamento importante. Electa, 2014

Per realizzare questo progetto avete “divorato” molte biografie. Vi è capitato di rivalutare il “profilo” di un personaggio alla luce della sua vita privata?
Un narratore si muove continuamente alla scoperta, nella sua mente non ci dovrebbero essere preconcetti verso niente e nessuno; il termine “rivalutare” non ci piace perché non dovrebbe esistere nella mente di un narratore la dicotomia buono/cattivo: ogni storia si può raccontare.
Il fascino dell’investigazione nella vita privata porta a vedere in modo diverso il “personaggio pubblico”, permette di coglierlo nella sua complessità umana e professionale. Siamo anche convinti che le emozioni ci accomunino, che siano in un certo senso “universali” e comprendere un personaggio storico come, per esempio, Frida Kahlo attraverso i suoi sentimenti, ci dà sicuramente una marcia in più per raccontarla come pittrice.

Dei seicento destini incrociati nati per il programma su Radio 24, una ventina sono stati portati in televisione. Perché proprio la storia di Van Gogh e Gauguin è diventata un libro?
Non ci sono motivazioni particolari, ci siamo trovati concordi nella scelta di un incontro che tendenzialmente è trattato con superficialità, di cui è prediletto il lato “cruento”, come un qualsiasi fatto di cronaca. L’allineamento dell’interpretazione storiografica, da quando i personaggi sono vissuti sino ad oggi, ha prodotto grandi luoghi comuni. Ci piace prendere una storia conosciuta, provare a osservarla da diversi punti di vista per scorgere significati non ancora pienamente emersi; per noi è una sfida.
Crediamo anche che il rapporto tra Vincent e Paul non sia ancora stato pienamente decifrato e compreso nella sua importanza per entrambi.

Destini Incrociati Hotel, illustrazione, pp. 110-11, "Gita nel week-end: Provenza, Electa, 2014

Un programma radiofonico prima, un programma televisivo su Sky Arte, poi, ora un volume in libreria, recentemente anche spettacolo teatrale… Domani anche un film?
Per adesso non sappiamo se un film “alla Destini Incrociati” sarebbe efficace e divertente, ma non escludiamo nessuna declinazione. La modernità e l’evoluzione tecnologica ci spingono a creare narrazioni che possano vivere su differenti canali, evolvendosi ogni volta in base al medium. Questo ovviamente non è possibile per tutte le storie; il nostro format, Destini Incrociati, possiede tutte le caratteristiche dei cosiddetti “grandmaster” crossmediali, quegli algoritmi primi da cui è possibile estrapolare infinite declinazioni senza perdita di forza e suggestione. Ogni trasposizione arricchisce il format, lo porta leggermente più lontano dalla forma originaria facendolo evolvere nella sua composizione, ma fa tutto parte del gioco; del resto Marshall McLuhan diceva che “Il medium è il messaggio”.

Il filone biografico negli ultimi anni ha ricevuto un’attenzione particolare nell’ambito del fumetto/graphic novel. Per la “narrativa” d’arte il “come” raccontare diventa una questione centrale… Qual è la vostra concezione di storytelling?
È vero, il filone biografico ha pervaso la graphic novel, ma anche il cinema, territori prima incontrastati della narrativa di finzione. Ciò assolve un desiderio diffuso di comprensione della realtà attraverso la metafora.
Secondo noi non esiste un tema di “narrativa d’arte”, ma di comprensione della realtà in tutte le sue forme. Noi non siamo critici d’arte di professione, cerchiamo di avvicinarci ai nostri personaggi attraverso le loro emozioni, il loro vissuto privato. Crediamo che questa possa essere una porta interessante per entrare all’interno del loro universo artistico e per comunicare con un pubblico di non addetti ai lavori, che spesso si sente frastornato in mezzo a riferimenti alti che non può assolutamente cogliere.
Siamo il paese con il patrimonio artistico più importante al mondo, è ora che anche le persone comuni ne abbiano coscienza e possano godere di questa bellezza, senza mediazioni. Oggi alla mediazione culturale si è aggiunta quella commerciale e spesso la prima si piega alle richieste della seconda. Due diaframmi sono francamente troppi. Noi abbiamo deciso di contribuire a rompere questi ostacoli usando le nostre competenze: la narrazione sviluppata in forma di non-fiction, in cui alla base ci sono dati ed eventi storici e a cui si sovrappone la nostra immaginazione.

Destini Incrociati Hotel, illustrazione, pp. 148-149, Capitolo: L'Assassino si dà alla fuga. Electa, 2014
Che idea (molto personale) vi siete fatti di questo fatidico incontro tra Van Gogh e Gauguin?

Abbiamo passato diversi pomeriggi a discutere tra noi su quale fosse il senso dell’incontro e soprattutto sul perché si sviluppò una relazione costante tra di loro; forse non tutti sanno che dopo il famoso episodio dell’orecchio Paul e Vincent continuarono a scriversi, segno dunque che il loro rapporto era qualcosa di più che semplice “convenienza”. La nostra opinione è che i due uomini, diversi per formazione e approccio alla vita, fossero simili nel loro sentirsi estranei al loro tempo e al loro ambiente. Furono entrambe due personalità in divenire, continuamente insoddisfatti del loro presente e di loro stessi, alla ricerca di altro; in questo decisamente molto moderni. Erano anche due uomini disperati, affaticati dalla miseria e dalla contingenza, desiderosi di “sacrificarsi” totalmente all’arte, una decisione che li rendeva fratelli nel destino, molto più intensamente rispetto a tutti gli altri pittori che entrambi frequentavano.

Leggendo il libro si respira l’equivalenza tra arte e vita, d’altri tempi… Oggi, in senso lato, come vedete la collaborazione tra artisti?
Crediamo che non sia possibile fare un paragone fra quello che era il rapporto tra artisti nell’Ottocento e oggi.
È cambiato il mercato, sono radicalmente cambiate le regole del gioco. Oggi, al di là dei collettivi, questi sì molto attivi e in un certo senso ancora legati all’idea di una piena fusione tra vita e arte, di confronto arricchente con altre esperienze, non vediamo più rapporti così stretti di collaborazione tra artisti. Dal nostro punto di vista, fuori da qualsiasi schema curatoriale, ci sembra che il mondo dell’arte si stia riducendo sempre di più a un mercato, dove chi strilla di più vince, e che le “merci” di valore vadano ricercate con maggior attenzione e competenza.

* Cast4 è un’azienda che idea, sviluppa e realizza progetti editoriali che mettono al centro il valore della narrazione.
www.cast4.it

Tiwi è uno studio di animazione, nato nel 2009 a Reggio Emilia, che realizza contenuti video per televisione e web.
www.tiwi.it

Destini incrociati Hotel. Vincent van Gogh & Paul Gauguin
TESTI: Giacomo Zito, Silvia Colombo
Coordinamento: Ninfa Monetti
EDITORE: Electa
ANNO: 2014
PAGINE: 150
PREZZO: 22,50 euro

Info: www.electaweb.it
www.destiniincrociati.it
arte.sky.it/destinihotel/

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