Installation view mostra Nespolo e Albisola. Fuoco ritrovato, Centro Esposizioni del MuDA Museo Diffuso Albisola. Courtesy Fondazione Museo della Ceramica di Savona ETS. Ph Matteo Galtidi

Ugo Nespolo e il fuoco ritrovato. La produzione ceramica del maestro torinese in mostra a Albissola Marina e Savona

Albissola Marina (SV) | MuDA – Centro Esposizioni e Savona | Museo della Ceramica | Fino al 6 settembre 2026

di DANIELE PANUCCI

Ci sono mostre che si limitano a presentare un corpus di opere e altre che riescono a raccontare un ecosistema culturale. L’esposizione dedicata a Ugo Nespolo, articolata tra il Centro Esposizioni del MuDA Museo Diffuso Albisola e il Museo della Ceramica di Savona, appartiene decisamente alla seconda categoria. Inserita nel contesto della 4° edizione del Festival della Maiolica – organizzato dalla Fondazione Museo della Ceramica di Savona ETS in collaborazione con i quattro comuni della Baia della Ceramica, la Camera di Commercio Riviere di Liguria Imperia La Spezia Savona e Confartigianato Savona, con l’obiettivo di promuovere il territorio attraverso la cultura e rafforzare il legame tra tradizione ceramica, sviluppo turistico e identità locale – la mostra assume infatti come proprio tema implicito non soltanto la recente produzione ceramica di un artista eclettico ormai pienamente consacrato, ma il sistema di relazioni che rende ancora oggi questa fascia di litorale ligure uno dei luoghi più significativi della cultura ceramica in Italia.

Installation view mostra Nespolo e Albisola. Fuoco ritrovato, Museo della Ceramica di Savona. Courtesy Fondazione Museo della Ceramica di Savona ETS. Ph Matteo Galtidi

Le trentasei opere esposte nelle due sedi museali confermano alcuni dei tratti più riconoscibili del linguaggio espressivo di Nespolo: la predilezione per i colori accesi e vibranti, l’energia del segno, la costruzione di immagini che oscillano tra racconto, citazione e gioco visivo. Trasferiti nella materia ceramica, questi elementi mantengono intatta la loro forza comunicativa. Piatti, rilievi e sculture tridimensionali di medie dimensioni mostrano come l’artista continui a considerare il medium ceramico non come un territorio separato rispetto alla propria ricerca, ma come una sua naturale estensione o ancora – estrapolando da una dichiarazione di poetica particolarmente significativa riportata nel contributo del curatore Riccardo Zelatore nel catalogo della mostra edito da Moebius Books – come “uno dei ponti più solidi e antichi che unisce l’estetica alla quotidianità”.

Installation view mostra Nespolo e Albisola. Fuoco ritrovato, Centro Esposizioni del MuDA Museo Diffuso Albisola. Courtesy Fondazione Museo della Ceramica di Savona ETS. Ph Matteo Galtidi

Eppure, limitarsi all’analisi formale delle ceramiche significherebbe cogliere soltanto una parte del progetto. Uno degli aspetti più interessanti della mostra risiede infatti nel rapporto instaurato dall’artista torinese con la manifattura albisolese Ceramiche Pierluca, presso la quale i lavori sono stati realizzati nel corso dell’ultimo anno grazie alla collaborazione di Dario Bevilacqua e di Clara Biagi, come raccontano le intime fotografie raccolte da Marcello Campora e inserite negli allestimenti delle sede museali e a corredo del catalogo. In un momento storico in cui il processo produttivo tende spesso a scomparire dietro l’immagine finale dell’opera, il progetto riporta in primo piano il valore del fare, la competenza tecnica e l’importanza del confronto continuo tra ideazione e realizzazione. La tradizione albisolese ha costruito la propria identità proprio su questo terreno: qui l’artigiano non è mai stato un semplice esecutore chiamato a tradurre fedelmente un progetto altrui; è stato piuttosto un interlocutore capace di contribuire in maniera attiva e determinante alla definizione dell’opera finale.
Le ceramiche presentate in mostra riaffermano questa consapevolezza. Dietro la leggerezza apparente delle forme e l’immediatezza del linguaggio visivo si percepisce un lavoro condiviso, fatto di prove, adattamenti, soluzioni tecniche e conoscenze sedimentate nel tempo. La collaborazione tra Nespolo e la manifattura Pierluca, nata da una costola della fabbrica Mazzotti nel 1953, si inserisce così in una genealogia che appartiene alla storia stessa di Albisola e che continua a rappresentare una delle risorse più preziose per il territorio. In questa prospettiva, la collocazione della mostra all’interno del Festival della Maiolica assume un significato che va oltre la semplice coincidenza di calendario. La manifestazione ha progressivamente consolidato la propria funzione di piattaforma capace di mettere in relazione il patrimonio storico, la ricerca contemporanea e la produzione artigianale. Il progetto concepito da Nespolo e da Zelatore sembra aderire perfettamente a questa impostazione: non celebra la tradizione come repertorio immobile di forme e tecniche, ma la presenta come un linguaggio ancora vivo, capace di generare nuove possibilità espressive.

Una selezione delle foto di Marcello Campora, concesse in utilizzo gratuito a Fondazione Museo della Ceramica di Savona ETS. Installation view mostra Nespolo e Albisola. Fuoco ritrovato, Museo della Ceramica di Savona. Courtesy Fondazione Museo della Ceramica di Savona ETS. Ph Matteo Galtidi

Altrettanto significativo, questa volta dal punto di vista istituzionale e museografico, è il recente intervento di riallestimento progettato dallo studio Peluffo & Partners e orientato a rinnovare gli spazi del Centro Esposizioni di Albissola Marina. Per molti anni la presenza delle opere di Lucio Fontana ivi custodite ha rappresentato una straordinaria ricchezza ma, allo stesso tempo, anche un elemento inevitabilmente prevaricante all’interno del percorso di visita. La scultura in ceramica maiolicata Dama Bianca (1953) e i pannelli ceramici a lustro realizzati per il transatlantico Conte Grande (1949) possiedono infatti una forza storica e simbolica tale da rischiare di condizionare qualsiasi esposizione ospitata nello stesso spazio. La risposta elaborata dallo studio Peluffo & Partners ha previsto la costruzione di una diversa relazione tra le diverse componenti: il nuovissimo “Ambiente ovale” nasce come omaggio alla collaborazione tra Fontana e Carlo Scarpa in occasione della XXXIII Biennale di Venezia nel 1966, assumendo quel precedente storico come riferimento per ripensare il rapporto tra scultura, architettura e percezione. Attraverso una struttura avvolgente che definisce una soglia percettiva, le opere di Fontana vengono restituite a una dimensione autonoma, coerente con una ricerca che ha sempre considerato lo spazio come materiale attivo dell’opera. Non si tratta semplicemente di isolare alcuni capolavori dal resto dello spazio espositivo, ma di riconoscere come la relazione fisica tra corpo, ambiente e forma costituisca uno degli elementi centrali della poetica fontaniana. L’effetto sul percorso espositivo è immediatamente percepibile: la collezione permanente recupera una propria leggibilità, mentre le mostre temporanee acquistano una maggiore libertà progettuale.

Nespolo e Albisola. Fuoco ritrovato
a cura di Riccardo Zelatore
promosso da Fondazione Museo della Ceramica di Savona ETS in collaborazione con Comune di Albissola Marina

30 maggio – 6 settembre 2026

MuDA Centro Esposizioni
via dell’Oratorio, Albissola Marina
(ingresso libero)

Museo della Ceramica di Savona
via Ambrogio Aonzo, 9
(ingresso, 10 euro)

Info: https://museodellaceramica.savona.it/it/mostre/nespolo-albisola-fuoco-ritrovato

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