La Crescentina - Laboratorio per l'Arte, Fubine Monferrato (AL)

Mani di Terra: un’idea diversa di tempo e materia a La Crescentina – Laboratorio per l’Arte

FUBINE MONFERRATO (AL) | La Crescentina | Fino al 19 luglio 2026

di FRANCESCA DI GIORGIO

Frutto di una lunga visita e un pranzo condiviso ad inizio primavera nelle campagne del Monferrato, il racconto de La Crescentina – Laboratorio per l’Arte e di Mani di Terra, ultimo progetto espositivo visitabile nei suoi spazi non può che iniziare da ciò che colpisce al primo sguardo: il contesto, la natura dello spazio concepito e fatto crescere come luogo e abitazione aperta ad accogliere l’altro fin dalla sua nascita.
Al principio, un rudere, una tipica cascina piemontese, acquistata a metà degli anni ’80 dall’Architetto Alessandro Monteforte. Poi, da un fabbricato agricolo a una casa immersa nelle campagne del Monferrato e per più di trent’anni protagonista di un vitale viavai di “grandi amicizie vissute in nome dell’Arte” a cui partecipa attivamente anche la lungimirante visione della compagna Fiorella Miraglio. Ecco spiegato perché oggi, se prenotate una visita a La Crescentina o partecipate alle attività e agli incontri della sua variegata programmazione culturale, non troverete uno spazio espositivo nato per intercettare tendenze, ma un luogo che deriva la propria identità da una lunga sedimentazione di relazioni, collezionismo e pratiche di ospitalità.

La Crescentina – Laboratorio per l’Arte, Fubine Monferrato (AL)

Per tornare alla mostra Mani di Terra, inaugurata lo scorso aprile e visitabile fino al 19 luglio, è in questa premessa che l’esposizione trova la sua ragione più profonda.
Curata da Marzia Capannolo, direttrice artistica de La Crescintina e con un contributo critico di Paolo Repetto, l’esposizione affronta la ceramica sottraendola a una lettura ancillare o decorativa per restituirla alla sua natura di linguaggio autonomo e radicalmente contemporaneo. Un’intenzione certamente condivisibile, soprattutto in un momento storico in cui la riscoperta dei processi manuali e delle pratiche artigianali rischia talvolta di scivolare in una retorica nostalgica della materia. Mani di Terra evita questa trappola, scegliendo di presentare la ceramica come campo di tensione tra gesto, concetto e trasformazione.

Veduta mostra, Mani di Terra, La Crescentina, Fubine Monferrato (AL)

Il vero focus, però, non risiede esclusivamente nelle opere. Mani di Terra dimostra come oggi una collezione privata possa trasformarsi in un dispositivo culturale aperto, capace di produrre conoscenza senza rinunciare alla propria dimensione affettiva. La Crescentina conserva infatti qualcosa che molti spazi istituzionali hanno progressivamente perduto: la percezione che l’arte sia innanzitutto una rete di incontri, amicizie, passioni e scambi umani.

Veduta mostra, Mani di Terra, La Crescentina, Fubine Monferrato (AL)

Il dialogo tra generazioni a partire da: Lucio Fontana, Fausto Melotti, Nanni Valentini, Carlo Zauli e Nedda Guidi funziona come dimostrazione di una continuità tra storico e contemporaneo, dove la terracotta smaltata di Fontana, in particolare, ricorda come la ceramica sia stata per molti artisti del secondo dopoguerra un terreno di sperimentazione libera, meno codificato rispetto alla pittura e alla scultura monumentale. Il confronto con le ricerche contemporanee di Bruno Ceccobelli, Maïmouna Guerresi, Ana Hillar, Kazumasa Mizokami e Riccardo Monachesi evidenzia invece come la materia ceramica continui a essere attraversata da questioni che eccedono la dimensione tecnica: spiritualità, identità, memoria, ecologia e relazione con il corpo. La terra, in questo senso, non appare come semplice materiale ma come dispositivo simbolico, capace di connettere temporalità diverse e geografie culturali lontane.

Veduta mostra, Mani di Terra, La Crescentina, Fubine Monferrato (AL)

Qui si continua a respirare anche la storia della Collezione Monteforte-Miraglio che, con le sue circa trecento opere, attraversa oltre sessant’anni di frequentazioni delle avanguardie italiane e internazionali, dalle gallerie torinesi di Sperone e Christian Stein agli ambienti milanesi del Jamaica e della Fondazione Mudima, fino alle esperienze parigine e newyorkesi. Questo patrimonio relazionale non viene esibito come elemento celebrativo, ma continua ad agire come infrastruttura invisibile del progetto.

La Crescentina – Laboratorio per l’Arte, Fubine Monferrato (AL), in primo piano il tappeto a mosaico Bisazza opera di Aldo Mondino, 1988

Le opere disseminate negli spazi della cascina, gli interventi permanenti (spettacolare il tappeto a mosaico come fondo della piscina a cielo aperto realizzato da Aldo Mondino) insieme alle tracce lasciate dagli artisti che hanno abitato il luogo (uno su tutti Urano Palma, coinvolto da Alessandro Monteforte, insieme ad altri artisti, nel recupero della Cascina, negli anni ’80) costruiscono un contesto in cui la mostra temporanea diventa solo l’ultimo capitolo di una storia molto più ampia.
In un’epoca in cui la produzione culturale è spesso chiamata a dimostrare immediatamente la propria utilità o attrattività, La Crescentina propone un modello alternativo fondato sulla durata, sulla cura e sulla qualità delle relazioni. Da vivere.

 

MANI DI TERRA
A cura di Marzia Capannolo

Con il contributo critico di Paolo Repetto

Fino al 19 luglio 2026

La Crescentina – Laboratorio per l’Arte
Strada Crescentina 2, Fubine Monferrato (AL)

Ingresso gratuito
Orari: visita alla mostra su prenotazione dal venerdì alla domenica, dalle 15.00 alle 19.00. Visita alla collezione permanente su richiesta e prenotazione.

Info: info@lacrescentina.com
wwww.lacrescentina.com

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