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FIRENZE | Palazzo Strozzi | 22 settembre 2012 – 27 gennaio 2013

di ROSA CARNEVALE

È difficile pensare agli anni Trenta in Italia scavalcando lo spettro del Fascismo. Anche spostando l’attenzione dalle vicende politiche a quelle culturali, la tentazione è quella di ricordare in prima battuta le opere che, dall’architettura alle arti visive, contribuirono a disegnare l’iconografia del potere. Ma, oltre Novecento e il ritorno all’ordine, oltre l’arte del consenso e l’adesione all’egemonia dell’estetica fascista, gli anni Trenta furono un laboratorio di stili e tendenze diversissime. Prova a raccontarlo a Firenze la mostra Anni Trenta. Arti in Italia oltre il fascismo, curata da Antonello Negri con Silvia Bignami, Paolo Rusconi, Giorgio Zanchetti e Susanna Ragionieri. Oltre cento opere per cercare di rivelare le diverse anime di un’epoca ricca di fermenti e vivacità culturale, che aprì la via della modernità italiana. Durante gli anni del fascismo in Italia convivono gli stili più diversi: dal classicismo al futurismo, dall’espressionismo all’astrattismo, dall’arte monumentale alla pittura da salotto.

C’è spazio per tutto nelle sale di Palazzo Strozzi, anche per una veloce incursione nel mondo delle arti applicate (gli anni Trenta segnano anche la nascita della comunicazione di massa e del design) con una sezione dove spiccano i vasi Richard-Ginori realizzati su disegno di Gio Ponti. L’estrema complessità dell’epoca è già tutta racchiusa nell’opera che accoglie il visitatore all’ingresso della mostra: un volto in marmo dell’aviatore Arturo Ferrarin, opera di Adolfo Wildt.

Basta girare intorno alla scultura per scoprire, oltrepassata la maschera dura del viso che riprende l’inconografia fascista dell’eroe, un rivestimento in oro che fa del retro dell’opera un’anticipazione delle sperimentazioni astratte di alcuni tra i più celebri allievi di Wildt, Fontana e Melotti. Non ci si dovrà quindi stupire di lasciare in una sala la Donna al Sole di Arturo Martini e ritrovare poco più avanti le composizioni astratte di Licini e Radice. Gli anni Trenta sono gli anni della Donna al caffè di Antonio Donghi ma anche quelli del Figliol prodigo di Alberto Savinio. Difficile racchiudere nel percorso espositivo di Palazzo Strozzi tutte le anime di un’epoca. Quello che colpisce lo spettatore in mostra, più che un discorso coerente e rigoroso su scuole, avanguardie e correnti, è l’importanza di singoli artisti e opere. Senza gerarchie di sorta. È nella sezione intitolata Contrasti che si esprime al meglio l’idea di un’epoca in cui convivono opere come Il Grano di Pietro Gaudenzi (una versione all’italiana dell’allegoria hitleriana de I quattro elementi di Adolf Ziegler, quadro esposto per la prima volta in Italia in questa occasione) e Il Caos di Renato Birolli, additata dalla stampa di regime come esempio di “arte degenerata, straniera, bolscevizzante e giudaica”. E se la battaglia, anche con i pennelli, può essere aspra, a vincere è comunque sempre l’arte, che anche in periodi bui della storia ha trovato il modo di esprimersi con vette di eccellenza. Basta posare gli occhi sul bellissimo Fiocinatore di Lucio Fontana per dimenticarsi (per un momento) conflitti, scontri e fascismi.

Anni Trenta. Arti in Italia oltre il fascismo
a cura di Antonello Negri
con Silvia Bignami, Paolo Rusconi, Giorgio Zanchetti e Susanna Ragionieri per la “sezione Firenze”

Palazzo Strozzi
Piazza degli Strozzi, Firenze

22 settembre 2012 – 27 gennaio 2013

Orari: tutti i giorni 9.00-20.00 | Giovedì 9.00-23.00
Info:
+39 055 2645155
www.palazzostrozzi.org

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