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TORINO | OPERA VIVA | 9 LUGLIO – 30 AGOSTO 2020

Dopo Altro giro, altra corsa di Iginio De Luca, si inaugura giovedì 9 luglio in diretta alle ore 19.00 sul canale Facebook di Flashback – @flashbackfair – Viva questo mondo di merda di Serena Fineschi, il terzo manifesto della quinta edizione di Opera Viva Barriera di Milano, progetto ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto dalla fiera Flashback, l’arte è tutta contemporanea. Che quest’anno ha scelto – per il suo ottavo appuntamento – il tema Ludens, ispirato al racconto di fantascienza La variante dell’Unicorno di Roger Zelazny e all’opera di Johan Huizinga. Il gioco dunque come fondamento della vita umana e della creatività, come approccio fondamentale per la ricostruzione continua del mondo e come base per l’arte e la cultura; il gioco come attività sacra.

L’immagine realizzata dall’artista è la fotografia di una piccola porzione della sua stessa pelle, su cui è stata appositamente per questa occasione tatuata una frase (tratta da un lavoro del 2011) che è al tempo stesso una dichiarazione di intenti e un inno d’amore.

Come afferma Fineschi: “Inutile contestare che il dolore autoinflitto, quel piacere oscuro, cinico e distorto sia l’origine delle nostre sofferenze, che sputiamo e vomitiamo in faccia al mondo. Il corpo parla, e l’opera non è un corpo estraneo al corpo dell’artista. Il corpo chiede, chiede di continuo”.

Proprio quel corpo individuale e collettivo dunque che è stato sottoposto di recente, durante le settimane del lockdown, a una dura prova, ritorna prepotentemente al centro dell’attenzione (è infatti il tema principale della riflessione di alcuni dei più significativi pensatori contemporanei, da Michel Foucault a Donna Haraway a Paul B. Preciado), e diventa il territorio e il mezzo del messaggio artistico: “Amiamo il corpo malato. Amiamo le cicatrici e i morsi lasciati sulla pelle dalle ferite. Amiamo il corpo anziano, segnato dal tempo, raggrinzito dal sole, pieno di ricordi. Amiamo il corpo lento. Amiamo l’imperfezione e lo squilibrio (…). Amiamo il vero corpo, fragile e vulnerabile, e non il corpo ideale e tirannico della norma. Amiamo il corpo poetico, perché il linguaggio è solo uno degli organi astratti del corpo vivo” (Paul B. Preciado, Inno al corpo, «Internazionale», 20 giugno 2020).

La frase tatuata sulla pelle di Serena, ed esposta sul manifesto 6×3, è in realtà tenera e commovente: significa che, nonostante siamo perfettamente consapevoli dei problemi e delle crisi che attraversano il mondo contemporaneo, nonostante le società occidentali stiano mostrando tutte le loro crepe (che il virus ha ampliato e reso ancora più visibili), nonostante tutto questo e proprio per questo non rinunciamo a dichiarare a gran voce il nostro amore per la vita – e tutta l’incoscienza, la sfrenatezza e la passione per l’imprevisto che ci vogliono per affrontarla. Per sentirsi ed essere davvero vivi, oggi.

Serena Fineschi è nata a Siena. Vive e lavora a Siena e a Bruxelles.
Si è formata all’Istituto Statale d’Arte “Duccio di Buoninsegna” di Siena, proseguendo gli studi in progettazione grafica a Siena, Firenze, Milano e in Storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli Studi di Siena.
Il suo lavoro è stato presentato in numerose sedi pubbliche e private in Italia e all’estero tra cui il Musées Royaux de Beaux-Arts de Belgique, Old Masters Museum, a Bruxelles, l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, il Bozar, Centre for Fine Arts di Bruxelles, la collezione Frédéric de Goldschmidt, la Fondation Thalie a Bruxelles, Officina asbl a Bruxelles, Belgio; il Museo di Arte Moderna e Contemporanea Raffaele de Grada di San Gimignano, il Complesso Museale SMS Santa Maria della Scala di Siena, il Centro d’Arte Contemporanea Palazzo delle Papesse a Siena, le Corderie dell’Arsenale a Venezia (in occasione della Biennale di Architettura), la Biennale Manifesta12 a Palermo, Casa Masaccio Arte Contemporanea a San Giovanni Valdarno, la Fondazione Palazzo Magnani/Palazzo da Mosto a Reggio Emilia, l’Ospedaletto Contemporaneo, Complesso dell’Ospedaletto a Venezia, Palazzo Monti a Brescia, in Italia.
È tra i fondatori di GRAND HOTEL, un luogo in movimento che ospita, raccoglie, accoglie e colleziona forme di passaggio provenienti dalle menti e dagli studi degli artisti che compie viaggi in spazi istituzionali e indipendenti dal 2014. Nel 2016 ha ideato CAVEAU, una cassaforte incassata tra le mura medioevali della città di Siena che ospita idee. È tra gli ideatori di MODO asbl, associazione culturale per la promozione del contemporaneo fondata nel 2018, con sede a Bruxelles.

Opera Viva Barriera di Milano “il Manifesto” ed. 2020
Un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro

3° Artista: Serena Fineschi, Viva questo mondo di merda (2020)


9 luglio – 30 agosto 2020

Con il supporto di Città di Torino
Con il patrocinio di Circoscrizione 6

Flashback, l’arte è tutta contemporanea

VIII ed. LUDENS
5 / 8 novembre 2020
Pala Alpitour, Torino

Info: www.flashback.to.it

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