Non sei registrato? Registrati.
TORINO | Mef – Museo Ettore Fico | #intervistaldirettore

Intervista ad ANDREA BUSTO di Francesca Di Giorgio

L’ultimo incontro con Andrea Busto risale al dicembre dell’anno scorso, quando il MEF – Museo Ettore Fico era ancora un cantiere aperto con alcuni punti fermi sulla direzione da intraprendere ma ancora in procinto di confrontarsi con il grande pubblico. A due mesi dall’apertura, e durante la settimana dell’arte torinese, siamo tornati in Via F. Cigna 114, nell’area nord di Torino, Spina 4, una zona in piena riqualificazione dove, attorno al MEF, ruota una comunità multietnica e dove molti artisti e gallerie hanno scelto di avere la loro base.
Abbiamo trovato un Museo che, nell’acronimo nominale, richiama la figura di un artista del Novecento che ha prodotto tantissimo in termini di opere e che ha un seguito di collezionisti rilevante (la mostra d’apertura è appunto dedicata alle opere dell’artista in collezioni private). Un pittore d’altri tempi che passava in studio la maggior parte del suo tempo e che oggi vede le opere perfettamente a proprio agio in questo grande “spazio bianco”, dalle ampie vetrate, giochi di luce e soffitti altissimi (17 metri ca.), sede, negli anni ’60, della SICME – Società Industriale Costruzioni Meccaniche ed Elettriche.
Siamo tornati per chiedere al direttore Andrea Busto un piccolo “bilancio” di questi primi mesi dopo l’opening del 21 settembre, l’apertura al contemporaneo con Alis/Filliol e Alessandro Bulgini, il Premio assegnato durante Artissima, le nuove acquisizioni nell’ambito del contemporaneo (Tobias Madison, Ruben Montini, Mario De Vega), i progetti dell’area educativa… senza dimenticare anticipazioni sulla programmazione futura.

veduta allestimento Alis-Filliol al Mef, Torino ©bg
Il lavoro sull’opera di Ettore Fico (1917-2004) sembra un “back to the future” ante litteram. Quando la riscoperta di nomi di artisti non era ancora una “tendenza”…
Tutto nasce otto anni fa dall’incontro con Ines Sacco Fico, la moglie dell’artista, con cui abbiamo programmato un lavoro a lunghissima scadenza dedicato all’archiviazione e alla catalogazione delle opere in possesso della signora Fico e dei collezionisti privati. Ettore Fico è stato in vita un uomo dedito soprattutto al proprio lavoro svolto in modo assiduo e silenzioso. La sua vita pubblica era estremamente parsimoniosa di incontri mondani e tutto era rivolto alla sua ricerca personale. Il compito che mi venne affidato fin dall’inizio, prima come direttore artistico della Fondazione e poi come direttore del Museo, fu quello di far conoscere e di proporre, attraverso mostre e pubblicazioni la sua opera e di riqualificare il suo valore artistico e storico. La nascita del museo fu conseguente a tutte queste riflessioni.

Nel caso del giovane duo torinese Alis/Filliol si cerca il dialogo diretto con le opere di Ettore Fico. Con Alessandro Bulgini nelle sale di B-ARS, il bistrot del MEF, si rinnova lo sguardo al di fuori dei confini museali (documenti fotografici delle azioni realizzate dall’artista nello spazio urbano). Nel futuro, storico e contemporaneo su quali binari si troveranno?
Seguo Alis/Filliol ormai da qualche anno e acquisii una loro opera già tre anni or sono. Dopo le mostre alla GAM di Torino e alla Fondazione Sandretto, mi sembravano abbastanza maturi per potersi confrontare con uno spazio impegnativo come il MEF e in dialogo con l’opera di Fico.
Anche Alessandro Bulgini mi parve fin da subito all’altezza del nostro Museo e soprattutto la sua ricerca in Barriera era coerente con il nostro posizionamento nel contesto urbano cittadino.
Sempre di più in futuro il MEF si posizionerà tra le strutture museali cittadine attente alle ricerche nazionali e internazionali di sicuro valore culturale.

veduta allestimento Alis-Filliol al Mef, Torino ©bg

Interpretation Drawing, Little I’s Love You (2010) di Lili Reynaud-Dewar (presentata ad Artissima dalla galleria Emanuel Layr di Vienna) si è aggiudicata l’ultima edizione del Premio Ettore Fico. Le ragioni di questa scelta? Ci ricorda qual’è stato il primo artista ad entrare nella Collezione Ettore Fico e, fino ad oggi, che tipo di collezione ha preso forma?
La prima artista è stata Rossella Biscotti, vincitrice della prima edizione del premio della Fondazione Ettore Fico nel 2009, a cui si sono aggiunti gli altri vincitori del premio negli anni successivi, più acquisizioni e donazioni negli anni successivi. A oggi abbiamo circa cinquanta opere in collezione tra video, fotografie, dipinti, installazioni, sculture e performance di artisti italiani e internazionali.
Lili Reynaud-Dewar si inserisce in un contesto socio-politico attuale in cui il processo artistico creativo tiene conto del passato introducendo una riflessione nostalgica dell’esistenza e sui risultati dell’arte militante degli anni ’50. In un momento storico come questo il pensiero di Lili Reynaud-Dewar è pertinente con l’attualità storica internazionale e prende un deciso distacco dal mercato e dai suoi più perversi meccanismi.

L’idea di un Museo aperto e in stretta relazione con il territorio era già sulla carta…
La risposta da parte della comunità è stata eccezionale. Siamo stati immediatamente percepiti come una realtà facente parte del contesto urbano circostante e rispondente alle necessità di un quartiere con problematiche sociali esasperate da una distorta comunicazione giornalistica. veduta allestimento Alis-Filliol al Mef, Torino ©bg Il nostro compito, oltre a quello di fare bene il nostro lavoro, è quello di inserirci nel contesto sociale e urbano in modo coerente e pertinente al ruolo dell’arte oggi.

Sembra insolita la scelta della prima mostra in programma per il 2015 Plastic Days, a cura di Cecilia Cecchini e Marco Petroni di Fondazione Plart: un percorso multidisciplinare tra arte, design e costume…
Non vogliamo sclerotizzare il museo su tematiche fisse. La nostra mission è quella di divulgare e portare a conoscenza ricerche diverse e multidisciplinari. I nostri ambiti saranno estremamente diversi e chiederemo la consulenza a specialisti del settore per dare il meglio in ognuno.

Nel bookshop del Museo, oltre a materiali bibliografici, in mostra gioielli d’artista (tra cui quelli delle torinesi Luisa Valentini ed Enrica Borghi) e cartoline con una selezione di frasi celebri di registi, scrittori e filosofi… Le abbiamo prese quasi tutte ma ce ne una che vorrei applicasse alla visione del MEF: “Non vediamo le cose come sono ma vediamo le cose come siamo” (Anaïs Nin)
È esattamente la nostra filosofia! Applichiamo una visione personale ad ogni nostro progetto ma non in modo autoreferenziale. La nostra proposta culturale è fondamentalmente rivolta alla gente e per la gente, ci rigeneriamo attraverso la frequentazione dei visitatori e la soddisfazione che provano le persone venendo al MEF.

MEF – Museo Ettore Fico
Via Francesco Cigna 114, Torino

Ettore Fico nelle Collezioni. Lavori dal 1930 al 2004
a cura di Faye Hirsch e Marco Meneguzzo
24 settembre 2014 – 8 febbraio 2015

ALIS/FILLIOL. Zogo
30 ottobre 2014 – 8 febbraio 2015

ALESSANDRO BULGINI
Decoro urbano in Barriera di Milano
con testo di Gian Maria Tosatti
30 ottobre 2014 – 8 febbraio 2015

Info: www.museofico.it

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •