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VERONA | LuogoArteContemporanea | Fino al 28 ottobre 2023

Intervista ad ARIELE BACCHETTI di Francesca Di Giorgio

Nella settimana segnata da ArtVerona, tra le diverse mostre in programmazione in città, vi proponiamo una digressione particolare: la mostra di Ariele Bacchetti negli spazi di LuogoArteContemporanea, che trasporta in mondo lontano avvicinandoci così ad una figura affascinante, il samurai, protagonista del recente ciclo pittorico di Bacchetti che, come scrive la curatrice Lisangela Perigozzo, a partire dal titolo introduce ad una cultura ricca e stratificata: «Il titolo rurōni – termine coniato da Nobuhiro Watsuki alla fine del secolo scorso e derivato dalla fusione delle parole rurō, «vagabondo», e rōnin, «samurai senza padrone» – ben rappresenta gli scenari fantastici in mostra, popolati da guerrieri erranti intenti ad affrontare circostanze bizzarre e talvolta grottesche.

Ariele Bacchetti, Kurotsuki, 2023, colori a olio, vernice spray, carboncino e schiuma poliuretanica su tela

L’artista attinge dalla tradizione visiva nipponica, discostandosene tuttavia per realizzare contesti suggestivi in cui i suoi personaggi agiscono autonomamente rispetto ai loro referenti culturali e indipendentemente dai codici convenzionali. Essi, seppur ispirati al Giappone feudale, appartengono a una dimensione che esula da tempo e spazio, dove la loro narrativa individuale è aperta a infinite interpretazioni». Partiamo da qui per il nostro dialogo con l’artista…

La figura protagonista di questo ciclo pittorico è evidentemente il samurai…
Ho deciso di lavorare sulla figura del samurai a partire dall’inverno scorso perché per me rappresenta un simbolo di onore e violenza, che si esprimono attraverso le molteplici possibilità narrative, figurate e mitologiche che questa figura continuamente evoca. Queste caratteristiche della figura del samurai evocano un paradosso che passa attraverso il tema della vendetta e della furia, ma anche attraverso la rettitudine morale che sono tipiche della cultura tradizionale giapponese e della sua restituzione e romanticizzazione attraverso i vari media. Parallelamente questa figura per me ha un valore strettamente sentimentale e mi riporta alla mia infanzia: da bambino volevo essere un samurai e passavo le mie giornate a disegnare i samurai, da qui il titolo ”Ruroni”, che è una citazione da un anime che guardavo da piccolo in quei giorni.

Ariele Bacchetti. rurōni, veduta della mostra, LuogoArteContemporanea, Verona. Ph. Greta Coati

Che significato assume il combattimento nelle tue opere?
Per rispondere a questa domanda va premesso che per me questo ciclo pittorico è un punto di partenza e non assolutamente qualcosa di concluso e morto e, poi, ho fatto delle scoperte lavorando, più che idee da cui partire:
la lotta è sicuramente uno dei temi più importanti in questo ciclo: concetti quali la lotta, il sanguinamento e il concetto di estenuazione diventano tematiche che scopro nel loro orizzonte più metafisico.
Quasi per antitesi penso che la lotta alla fine sia un momento quasi erotico pur nella sua diametrale opposizione all’erotismo; è un momento estremamente intimo e particolarmente caratterizzato in realtà da un’intensa complicità fra coloro che lottano, e questa riflessione mi conduce a lavorare su numerose scene di lotta e di combattimento corpo a corpo in cui sono presenti sangue, armi e intrecci di corpi quasi fusi tra loro.

Ariele Bacchetti. rurōni, veduta della mostra, LuogoArteContemporanea, Verona. Ph. Greta Coati

Come e in che misura la tradizione visiva giapponese si concilia con la tua tecnica pittorica? 
Per realizzare questo ciclo ho osservato a lungo la tradizione visiva giapponese e in particolare la tecnica litografica dell’ ukiyo-e e le sue peculiarità realizzative. In questa tecnica e in questo modo di vedere il mondo ho infatti notato che lo spazio non è costruito da artifici prospettici, ma dagli accostamenti estremamente ben architettati di colori e forme statici che combinandosi insieme creano l’illusione della profondità lavorando sulla propria complementarietà o la loro assoluta avversione.
Questa cosa che ho notato mi ha condotto alla necessità di provare a lavorare su colori estremamente dissonanti e con contrasti molto potenti che estremizzandosi sempre più nel lavoro mi ha portato a lavorare addirittura con contrasti e giustapposizioni di materiali piuttosto dissonanti e sperimentali (velluto//pastelli, gessetti per lavagna//poliuretano espanso; spray//pennarelli).

Ariele Bacchetti. rurōni, veduta della mostra, LuogoArteContemporanea, Verona. Ph. Greta Coati

Ariele Bacchetti. rurōni
a cura di Lisangela Perigozzo

7 – 28 ottobre 2023
Visita guidata con l’artista venerdì 13 ottobre alle ore 17.30

​LuogoArteContemporanea
Via Giosuè Carducci 43, Verona

Orari: su appuntamento. Ingresso gratuito.

Info: +39 3491267977
info@arteluogo.it
https://www.arteluogo.it/

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