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LONDRA | Hauser & Wirth | 19 aprile – 26 maggio 2012

di ELENA DOLCINI

“La gente sospetta di uomini sigle in vacanza, specialmente dopo una certa età: si vedono impliciti un certo egoismo e un che di perverso. E non a torto.”
Michel Houllebecq, Piattaforma.

Una citazione che pare perfetta come didascalia per Drift, se non fosse per la superfluità di qualsiasi sottotitolo quando si tratta di Ron Mueck e la sua mostra per Hauser & Wirth, Londra.
Come le altre tre opere esposte, anche questa si avvale di un’elevata componente narrativa: l’uomo di mezza età in relax sul materassino, perché no, dopo una lunga voluttuosa notte brava, scuri occhiali da sole e argento al collo e al polso, prende il sole a braccia distese e aperte in una (involontaria) posa da crocifissione.
Lo stesso apparato religioso trova eco in Youth, scultura in piccola scala di un ragazzo, appetibile per posare a fianco di Kate Moss in una campagna pubblicitaria di Calvin Klein. La componente splatter lo esclude dal provino però. Come un contemporaneo San Tommaso infatti, si alza la maglietta, quasi a dubitare della ferita sanguinante sul torace.

Comune ad alcune correnti mostre londinesi è una sarcastica, e a tratti perturbante, critica dello stereotipo ideale di bellezza (da vedere Hans-Peter Feldmann, Serpentine Gallery). Woman with sticks è una donna nuda che trasporta uno scomodo e poderoso ammasso di rami. Mueck sceglie una protagonista in sovrappeso, che è tutto tranne che pubblicamente preoccupata delle sue rotondità.
L’unica scultura di enormi dimensioni, ridicolmente più grande del reale, è quella che rappresenta un pollo morto appeso al soffitto. È possibile osservare quasi con occhio chirurgico la parte interiore della gola sgozzata e sperimentare così una spiacevole sensazione di nausea.

La mostra non ha titolo, un’assenza a cui si potrebbe sopperire optando per Still Life, referente esclusivo invece per quest’ultima scultura. Le opere sono tutte nature morte tra l’azione e la stasi, a metà strada tra il sospetto di un ragazzo la cui ingenuità è messa a dura prova e un uomo di mezza età, in bisogno di assoluto riposo dopo un’estenuante notte brava.
C’è qualcosa nelle sculture dell’artista nato a Melbourne che ricorda il repertorio di sua suocera Paula Rego, dove bambine sembrano aver visto più del dovuto, perfino complici di situazioni fuori dall’ordinario. È un’adolescenza rubata (e non solo d’età) anche per Mueck, la cui arte esprime, con profonde simbologie, ciò che è stato chiamato “the physical impossibility of death in the mind of someone living”.

Ron Mueck

Hauser & Wirth
23 Savile Row, Londra

19 aprile – 26 maggio 2012

Info: +44 (0) 2072872300
www.hauserwirth.com

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