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MILANO | Palazzo Reale | Fino al 24 settembre 2017

Per il terzo appuntamento con le mostre estive dedicate ai grandi artisti della scena milanese, dopo Manzoni e Isgrò, Palazzo Reale di Milano presenta una grande antologica dedicata a Vincenzo Agnetti (1926-1981).
 Quest’ampia mostra porta all’attenzione del pubblico la complessa e importante vicenda creativa di uno dei maggiori artisti contemporanei, maestro indiscusso dell’arte concettuale italiana degli anni Settanta che, con il suo lavoro, ha saputo combinare codici espressivi differenti trasformando il valore della parola in immagini iconiche e, per contro, ha ricondotto l’immagine alla poesia.

Vincenzo Agnetti, Progetto per un Amleto politico, 1973, Mart Courtesy Archivio Vincenzo Agnetti Foto di Salvatore Licitra

Vincenzo Agnetti, Progetto per un Amleto politico, 1973, Mart Courtesy Archivio Vincenzo Agnetti Foto di Salvatore Licitra

Curata da Marco Meneguzzo con la stretta collaborazione e partecipazione dell’Archivio Vincenzo Agnetti, questa esposizione aiuta a comprendere, utilizzando lo strumento di un’analisi e revisione critica, ma anche una lettura “sentimentale” delle ricerche di Agnetti, e riscoprire l’universo artistico della sua personalità unica, originale che ci hanno consegnato opere di forte rigore critico e di straordinaria contemporaneità poetica.
Nelle sale del piano terra dello spazio espositivo istituzionale milanese sono raccolte oltre cento opere che, a coprire un arco temporale compreso tra il 1967 e il 1981 tra capolavori noti e inattese scoperte, in un percorso tipologico più che cronologico, restituiscono la sua tensione poetica e visionaria e il suo marcato interesse rivolto all’analisi dei processi creativi e alla considerazione di pensare all’arte come statuto, il cui ruolo è di investigare il sistema linguistico e di sovvertire i meccanismi del potere.

“Immagini e parole fanno parte di un unico pensiero. A volte la pausa, la punteggiatura è realizzata dalle immagini a volte invece è la scrittura stessa.”

Vincenzo Agnetti, Surplace, 1979 Courtesy Archivio Vincenzo Agnetti

Vincenzo Agnetti, Surplace, 1979 Courtesy Archivio Vincenzo Agnetti

Affermava così lo stesso Agnetti, per il quale tutto era linguaggio, dalla parola scritta a quella pronunciata, da quella tradotta alle immagini, limpide ed evocative che produceva con i suoi interventi. Sulla mostra commenta Marco Meneguzzo:

“Con questo appuntamento riscopriremo uno dei più grandi artisti concettuali. Il suo concettualismo è diverso da quello anglosassone, americano, e anche da quello europeo; quello di Vincenzo Agnetti ha un risvolto metafisico e letterario, pieno della nostra cultura, vorrei dire mediterraneo, se oggi questo aggettivo non apparisse riduttivo.”

La parola in tutte le sue opere non si limita alla semiologia concettuale di quegli anni, ma accoglie un senso più ampio: essa realizza e catalizza immagini, suggerisce indagini, costruisce narrazioni. Nel paradosso visivo e concettuale, Agnetti anima i cortocircuiti interpretativi che sono ri-elaborati e/o sono rivisitati dallo stesso osservatore, cui viene delegato il compito di sviluppare e ampliare il senso originario delle opere stesse, anche – o soprattutto – nel tempo successivo alla visione della mostra.

Vincenzo Agnetti, Assioma – L’arte è la deposizione del pensiero e il pensiero è la dilatazione dell’arte, 1971, 80x80 cm Courtesy Archivio Vincenzo Agnetti

Vincenzo Agnetti, Assioma – L’arte è la deposizione del pensiero e il pensiero è la dilatazione dell’arte, 1971, 80×80 cm Courtesy Archivio Vincenzo Agnetti

Nella pur breve parabola artistica, Agnetti ha percorso un itinerario complesso ed articolato, le cui tracce spesso confondono gli orizzonti e le direttrici interpretative con cui si affronta la lettura della sua ricerca, difficile da delineare in maniera compiuta. Un artista ancora tutto da cercare e da capire, della cui complessità la mostra Agnetti. A cent’anni da adesso vuole dare un contributo importante e determinante.
In questo progetto non si trascura nemmeno il sodalizio che l’artista aveva avuto con alcuni grandi artisti tra i quali si ricordano Piero Manzoni, Enrico Castellani, Fausto Melotti, Claudio Parmiggiani, Gianni Colombo e Paolo Scheggi.

Agnetti. A cent’anni da adesso
a cura di Marco Meneguzzo
in collaborazione con Archivio Vincenzo Agnetti
promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Archivio Vincenzo Agnetti
catalogo Silvana Editoriale 

4 luglio – 24 settembre 2017

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
  

Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Ingresso gratuito 

Info: www.palazzorealemilano.it
www.vincenzoagnetti.com

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