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FORLÌ | Ex deposito EXATR e Auditorium dell’EXGIL | 25-27 settembre e 1-4 ottobre 2020

Intervista a CLAUDIO ANGELINI di Serena Filippini

Forlì, negli spazi esterni dell’ex deposito EXATR e nel futuro auditorium dell’EXGIL, si tiene la XVII edizione di Ipercorpo :: Tempo Reale – Festival internazionale delle arti dal vivo. Curato da Mara Serina e Claudio Angelini per la Danza e il Teatro, con la collaborazione di Valentina Bravetti e Davide Ferri per l’Arte e di Davide Fabbri ed Elisa Gandini per la Musica, il festival, di cui la seconda parte verrà presentata nella primavera 2021, comprende spettacoli, concerti, mostre ed eventi in cui il pubblico, seppure con le dovute attenzioni per le norme di distanziamento, sarà il vero protagonista.
Abbiamo incontrato uno dei curatori, Claudio Angelini, per scoprire ed approfondire quale sarà la veste di questa nuova edizione del festival:

Il Festival Internazionale delle Arti dal Vivo è arrivato alla sua XVII edizione; qual è la storia che l’ha condotto sino a qui? E qual è il legame con Forlì, la città nella quale sono ancorate le sue radici?
Ipercorpo nasce a Roma, negli spazi di Kollatino Underground per volontà di Santasangre, un collettivo artistico molto attivo fino a qualche anno fa. L’intento era unire una serie di nuovi soggetti che in quel momento stavano lavorando su modalità linguistiche molto precise e innovative: Città di Ebla, gruppo nanou, Cosmesi, Offouro, oltre a Santasangre. Volevamo creare un festival che potesse circuitare nelle città di appartenenza degli altri gruppi e gemmare, coinvolgendo altri artisti interessanti a lavorare sull’innovazione del linguaggio scenico. Di fatto noi abbiamo raccolto per primi questa proposta e siamo rimasti gli unici. Abbiamo ereditato e proseguito un’esperienza che poi è diventata a tutti gli effetti un progetto di Città di Ebla.

Ipercorpo 2019 Credits Gianluca Camporesi

Quanto c’è di questo difficile anno, che tutti, artisti compresi, sono stati costretti ad affrontare, in questa XVII edizione del festival?
Tutto. Il festival sarebbe dovuto avvenire in maggio, lo abbiamo ripensato diverse volte, dovendo escludere da subito le presenze internazionali. Poi abbiamo capito che era necessario un cambio radicale del formato. Bisognava mettere al centro tutto ciò che la pandemia aveva distrutto e cioè la relazione fra artista e pubblico.

In questa edizione come potranno coesistere e convivere, sia fisicamente che concettualmente, due elementi ossimorici come il distanziamento, imposto normativamente, e il contatto e la relazione fisica, caratteristiche tipiche di linguaggi artistici come il teatro e la danza?
Questa è la domanda centrale. E a questa domanda noi abbiamo risposto creando un programma dilatato. Un astista al giorno, un tempo per dialogare, uno per frequentare lo spazio scenico e uno per vedere il lavoro artistico. Nel distanziamento che impedisce la prossimità e il contatto con i corpi noi lavoreremo aumentando il tempo di vicinanza, per tutta la giornata. Aumentiamo il tempo della relazione fra le persone, per avvicinare pratiche e desideri, pur nel rispetto della distanza spaziale.

Logo Ipercorpo 2020

Quale significato ha, in un’epoca come quella in cui viviamo, ricca di stimoli e sollecitazioni, realizzare e credere in un progetto che ha l’obiettivo di unire e rendere protagonisti più linguaggi artistici e più arti, nel loro significato più profondo, cercando di farli dialogare e convivere? Quali spunti può dare la loro integrazione se proiettata sul nostro vivere quotidiano?
Ipercorpo si è evoluto quasi naturalmente. Al teatro e alla danza si è affiancato da subito il suono perché componente fondamentale del nostro lavoro scenico come Città di Ebla. Poi è arrivata l’arte contemporanea grazie alla pluriennale amicizia con un curatore come Davide Ferri, peraltro dotato di grande esperienza nel campo dell’insegnamento, capace di raccontare l’arte come se fosse un atto performativo.
Inoltre la necessità di creare ponti con il resto d’Europa ci ha portato, grazie a Mara Serina, a costruire una piattaforma internazionale che negli anni ha dato risultati superiori alle aspettative. Ipercorpo ha inseguito i desideri del gruppo di persone che lo costruiscono e intuisco che fra alcuni anni sarà profondamente diverso da come lo vediamo ora, così come il festival di oggi è molto diverso dalle sue origini.

Ipercorpo :: Tempo Reale racchiude al suo interno le sezioni Teatro e Danza, Musica e Arte, ci può dare un’anticipazione su alcuni degli eventi in programma?
L’elemento fondamentale è l’interesse a vivere quello che abbiamo definito un villaggio scenico, dal pomeriggio alla sera, immaginando un tempo disteso di confronto attivo. Tutti gli artisti presenti sono chiamati a questo diverso tempo di scambio. Detto ciò invito a consultare il programma. La dimensione di quest’anno non riguarda chi andare a vedere o ad ascoltare ma come farlo.

Ipercorpo 2019, Sezione Arte, La Pratica Quotidiana Credits Gianluca Camporesi

Non mancherà nemmeno una sezione dedicata più strettamente alla didattica, tramite laboratori rivolti ai docenti della scuola primaria e secondaria; in che cosa consisteranno questi laboratori e a che cosa è dovuta la scelta di dedicare l’attenzione principalmente al mondo docente?
I laboratori erano stati pensati per i ragazzi di scuole medie e superiori. Si sarebbe lavorato con le immagini e la fotografia con Coggiola/Muzzolon e con il corpo inteso come strumento di gioco con Monica Francia. Il covid ci ha obbligato a ripensare il formato e indirizzare lo scambio ai docenti. Mai come in questo momento vale la pena confrontarsi con pratiche di insegnamento alternative alla lezione frontale, peraltro spazzata via dalla situazione pandemica.

Quali desideri e aspettative custodisce riguardo a questa nuova edizione del festival?
Il desiderio riguarda la precisa volontà di continuare un lavoro che può solo avvenire dal vivo. Sebbene in un nuovo modo, con nuove consapevolezze, occorre evitare che questo distanziamento passi – e ci auguriamo passerà – senza averci lasciato una più profonda percezione delle cose. L’arte in questo rimane la più formidabile guida di cui disponiamo. Voglio ricordare alcune parole finali di una poesia di Mariangela Gualtieri: “Saremo qui, più attenti credo. Più delicata la nostra mano starà dentro il fare della vita. Adesso lo sappiamo quanto è triste stare lontani un metro.”

Ipercorpo :: Tempo Reale – XVII Festival Internazionale delle Arti dal Vivo
a cura di Mara Serina e Claudio Angelini per la Danza e il Teatro
con la collaborazione di Valentina Bravetti e Davide Ferri per l’Arte e di Davide Fabbri ed Elisa Gandini per la Musica

25-27 settembre – 1-4 ottobre 2020

Ipercorpo 2020 è curato da Città di Ebla
con il contributo di MIBACT – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Regione Emilia-Romagna, Comune di Forlì, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì
in collaborazione con Romagna Acque – Società delle Fonti, Università degli Studi di Catania, ACER – Azienda Casa Emilia-Romagna, EXATR, Spazi Indecisi, Diagonal Loft Club
da 15 anni insieme a Poderi dal Nespoli
con il sostegno di Maxisald
Ipercorpo appartiene a una rete di eventi della città, con chiara vocazione legata alla ricerca e all’innovazione, denominata Forlì.soglie.

25-27 settembre e 1-4 ottobre 2020

Ex deposito EXATR
via Ugo Bassi 16, Forlì

EXGIL
Viale della Libertà, Forlì

Per orari consultare il sito

Informazioni e prenotazioni: +39 320 8019226 (da luna domenica 16.00 -19.00)
biglietteria@ipercorpo.it
www.ipercorpo.it

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