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ROMA | The Gallery Apart | 22 marzo – 17 maggio 2014

di Daniela Trincia

Florian Neufeldt, Soliloqui, 2014, installation view at The Gallery Apart, RomeCome calamite le sculture di Florian Neufeldt attraggono e trattengono lo sguardo per il forte senso di inafferrabilità che esprimono. Come risucchiati da un invisibile magnetismo provocano un immaginario vagare in un immobile spazio-tempo di una dimensione reale quanto illusoria. L’artista tedesco, nato a Bonn nel 1976, nella sua seconda personale da The Gallery Apart titolata Soliloqui è intervenuto profondamente nello spazio della galleria. Abbattendo radicalmente la distinzione tra interno ed esterno (con un’operazione diametralmente opposta a quella che invece aveva realizzato Dominik Lang), creando quasi un prospetto speculare agli edifici degli ex Mercati Generali, Neufeldt ha completamente asportato la vetrata della galleria, spogliandola così dello schermo con la strada antistante e, come con un Tangram, ha ricomposto gli elementi in qualcosa di nuovo.

Simile a una pratica ludica l’artista, infatti, scompone gli oggetti di uso quotidiano come per osservarne l’essenza e scoprirne l’anima e vederne, infine, le possibilità altre che essi offrono. Svuotandoli della funzione primigenia, Neufeldt fa perdere a questi oggetti “l’ideologia che facevano dell’ambiente lo specchio opaco di una struttura umana reificata” [Jean Baudrillard]; solitamente infatti sono gli oggetti che qualificano lo spazio, con le sue sculture anche lo spazio acquista un nuovo significato e, in qualche modo, è introiettato dagli oggetti stessi.

Florian Neufeldt, Soliloqui, 2014, installation view at The Gallery Apart, Rome

Con la sua azione di destrutturare e ricostruire, Neufeldt crea le sue sculture riassemblando in modo nuovo le parti che componevano l’oggetto originario: non ne nega la funzione originaria, stando ben attento a renderla evidente e a evocarla, ma ne mostra le nuove e diverse capacità. Florian Neufeldt, Trying the floor, 2014, motor, fluorescent tube, cable, courtesy The Gallery Apart, RomeCosì un neon e una fune sono e restano un neon e una fune, ma il movimento perpetuo della fune che congiunge cielo terra della galleria, con il suo cambiare di posizione, modifica continuamente le luci e le ombre dello spazio plasmandolo senza sosta. I cristalli della vetrata smontata costruiscono una teca, all’interno della quale è custodito il calorifero che solo scendendo al piano sottostante si può osservare; mentre il telaio della vetrata entra in modo autonomo e svuotato dalle lastre all’interno della galleria, creando una sorta di divisorio. Due tavoli, sezionati in svariati pezzi e ricomposti in blocchi chiusi e compatti, contratti, lasciano sempre intravedere che inizialmente erano, per l’appunto, dei tavoli; lo stesso per una sedia e per una finestra. Un picco di poesia, all’interno di questi lineari e teutonici interventi, è il video, che nella sua semplicità (il cartone di una scatola da imballo) sembra percorso da una leggera vena di vitalità.


Florian Neufeldt. Soliloqui

22 marzo – 17 maggio 2014

The Gallery Apart
via Francesco Negri 43, Roma

Orari: martedì-sabato 15.00-19.00

Info: +39 06 68809863
info@thegalleryapart.it
www.thegalleryapart.it

 

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