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MILANO | La Triennale di Milano 7 maggio – 8 giugno 2014

di MATTEO GALBIATI

Alla Triennale di Milano è stata inaugurata una coinvolgente mostra dedicata ad Aurelio Amendola (1938), celebre fotografo che, nei suoi scatti, ha immortalato opere d’arte dall’antico al contemporaneo, tracciandone una personalissima interpretazione che ha concesso alle sue foto sempre qualcosa di più del semplice documento di testimonianza visiva. Accanto al lavoro sulle opere d’arte Amendola ha svolto anche un’attenta ricognizione e indagine sugli artisti: il suo sguardo li ha seguiti – stando con discrezione un passo indietro e con una presenza sempre silenziosa – nel cuore del loro ambiente mentre i gesti conducevano al compimento i lavori.

Aurelio  Amendola: In Atelier. Fotografie dal 1970 al 2014, veduta della mostra, La Triennale di Milano, Milano

Nello studio dell’artista il fotografo pistoiese trova quel terreno fertile dove coltivare una fotografia che non si accontenta di fissarsi in un solo scatto, ma si produce in vere e proprie sequenze, un flusso di immagini che inseguono le procedure, le manualità, le azioni dei grandi maestri con cui ha lavorato.
Opere e volti, lavori e artisti, due fronti che mai si tradiscono l’un l’altro in un’esperienza che, in oltre cinnquant’anni di carriera, ha portato Amendola a lavorare con i maggiori artisti di oggi e di cui noi recepiamo il pieno del carattere poetico e non solo.

Aurelio Amendola, Agenore Fabbri, Milano, 1972

Se gli scatti sulle opere d’arte antiche sono incredibilmente accattivanti e straordinari – la serie sulla Rondanini di Michelangelo è impagabile – nel descrivere il segno del tempo che le sculture conservano sulla loro pelle, il lavoro sull’arte contemporanea ci porta a conoscere nel profondo le personalità di artisti come Burri, Guttuso, Kounellis, de Chirico, Warhol, Pistoletto o Vedova, per citare solamente alcuni dei nomi che si incontrano negli allestimenti della Triennale e che lui ha incontrato e visto in azione. Amendola li segue – con molti è cresciuto artisticamente maturando, negli anni, un rapporto di intensa amicizia e stima umana – recependone l’individualità, l’esclusività singolare dell’azione artistica: di ognuno ammiriamo, più che il lavoro finito, il processo che conduce all’opera. Quel fuoco sacro che ne anima la mano e che il fotografo sa cogliere con attenta precisione e immortalare con acuta sensibilità.

Aurelio  Amendola: In Atelier. Fotografie dal 1970 al 2014, veduta della mostra, La Triennale di Milano, Milano

Abbiamo parlato di gesto e le foto – distribuite nelle quattro sezioni Michelangelo verso la contemporaneità, Officina creativa, Happening e Opera d’artista – ci ripropongono quelle attitudini uniche, caratterizzanti ciascun temperamento, che vengono scovate con una luce singolare, luce che indaga ancor meglio la libertà di movimento dell’artista. Amendola non mette in posa, ma si pone in rispettoso ascolto delle istanze suggerite: piega la luce a estrapolare tagli e impostazioni catalizzanti il carattere specifico di un uomo che si riflette nell’azione della sua arte e alla cui identità Amendola mai si sovrappone.
Amendola vivifica ancor più questa azione che osserva da spettatore, produce un documento preziosissimo con cui alimenta, per immagini, il calore dirompente di un’arte unica. Quell’arte speciale, sacra nella sua bellezza, che tocca e grazia di talento solo gli animi di pochi. Ivi compreso lo stesso fotografo. La foto di Amendola blocca nel ritratto il gesto di un uomo che, nella concretezza dell’opera, diventa storia. Diventa mito.

Aurelio  Amendola: In Atelier. Fotografie dal 1970 al 2014
curata e organizzata dagli studenti del corso di laurea Iulm, Arti, Patrimoni e Mercati coordinati da Vincenzo Trione
catalogo Franco Maria Ricci con testi di Maurizio Calvesi, Claudio De Albertis, Anna Luigia De Simone, Veronica Gaia Di Orio, Giovanni Puglisi, Antonio Scurati, Vincenzo Trione 

7 maggio – 8 giugno 2014 
    

La Triennale di Milano
via Alemagna 6, Milano

Orari: da martedì a domenica 10.30-20.30; giovedì 10.30-23.00

Info: +39 02 724341
www.triennale.org

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