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VENEZIA | Museo di Storia Naturale di Venezia | lunedì 3 dicembre 2018 dalle 15.30 alle 16.30

Nel contesto attuale – afflitto da una crisi che, ben oltre l’aspetto puramente economico, investe molteplici fronti, ambientale e culturale in testa – il dialogo tra arte e scienza, in vista anche di una ridefinizione del rapporto uomo/natura, basato su una visione che superi l’antiquato e dominante punto di vista antropocentrico, è quanto mai importante. Scriveva Pierluigi Capucci, in Espoarte #100 – in merito a una consueta frase che siamo soliti leggere e sentire “Stiamo distruggendo il nostro Pianeta” – «in realtà quello che “stiamo distruggendo” non è il Pianeta Terra, per la cui esistenza l’umanità non è affatto necessaria, ma quel complesso equilibrio, in atto da qualche decina di migliaia di anni, che ha consentito alla nostra specie di evolversi, proliferare e occupare quasi tutti gli ecosistemi. Dunque evitare di “distruggere il Pianeta” significa implicitamente preservare quell’equilibrio che ha reificato l’umanità, identificando lo stato della Terra con il benessere umano: ciò che ci va bene deve andare bene anche al Pianeta e a tutto ciò che contiene. Una forma evidente di antropocentrismo».

Aqua Aura, Millennial Tears, 2017, video-installazione Full HD a 2 canali, colore, audio, durata min. 30 sec. 15; dimensione complessiva cm 160×540

A partire dal saggio di Livia Savorelli, Cultura risanata per un futuro sostenibile, pubblicato su Espoarte 103 (www.espoarte.net/shop/shop/espoarte-103/), e i vari interventi contenuti nello Speciale Natura Punto Zero – tra cui quello del climatologo e glaciologo Luca Mercalli, dal titolo La sostenibilità ambientale: l’unica via per la salvezza – con Natura Punto Zero al Museo di Storia Naturale di Venezia, nell’ambito del Festival per la Terra (www.festivalfortheearth.com), si tratterà di un tema quanto mai attuale come la fusione dei ghiacciai intrecciando due visioni, due approcci: quello scientifico del Prof. Carlo Barbante – paleoclimatologo, professore di chimica analitica all’Università Ca’ Foscari di Venezia e associato all’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del CNR – e quello di Aqua Aura, artista la cui ricerca tanto attinge dal mondo scientifico (in particolare dalla biogenetica, dalla fisica astronomica e dalla fisica delle particelle).

Aqua Aura, Millennial Tears, 2017, video-installazione Full HD a 2 canali, colore, audio, durata min. 30 sec. 15; dimensione complessiva cm 160×540. Veduta della mostra Millenial Project, Musei Civici di Reggio Emilia, Sinagoga, 2 dicembre 2017 – 14 gennaio 2018

In questo dialogo – moderato da Livia Savorelli, Direttore Editoriale di Espoarte – si indaga il fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai a seguito del riscaldamento globale, portando i risultati scientifici del progetto Ice Memory, concepito e portato avanti dal Prof. Barbante.
Da una parte, quindi, uno studio scientifico sulla memoria del ghiaccio che si basa sul presupposto che i ghiacci abbiano intrappolati al loro interno elementi chimici e particelle, e, quindi, rappresentino un archivio unico per descrivere l’evoluzione del pianeta e per valutare la portata dei cambiamenti climatici; dall’altra la visione dell’artista che quella stessa disarmante esperienza di scioglimento del ghiaccio antartico rappresenta, nell’opera video Millennial Tears, nella sua «grandezza, fragilità e decadenza», in modo che il pubblico possa vivere, come in un’ipnosi «una malinconica estasi, quasi struggente, come fosse testimone di un lamento, di un doloroso pianto di addio espresso in altra forma». L’arte diventa così strumento di testimonianza di un dramma contemporaneo.
La memoria del ghiaccio sostenuta da Barbante e il ghiaccio come memoria nell’opera di Aqua Aura. L’artista, in particolare, considera il ghiaccio come fosse capsula del tempo che «nel suo “ciclo vitale” raccoglie, imprigiona e cristallizza elementi e testimonianze delle epoche che attraversa». Leggere il tempo come portato di memoria rende il ghiaccio, nell’analisi di Aqua Aura, un suggestivo contenitore di emozioni.

Aqua Aura, Millennial Tears, 2017, video-installazione Full HD a 2 canali, colore, audio, durata min. 30 sec. 15; dimensione complessiva cm 160×540

Natura Punto Zero | Carlo Barbante e Aqua Aura
modera Livia Savorelli

lunedì 3 dicembre dalle 15,30 alle 16,30
nell’ambito del Festival per la Terra

Museo di Storia Naturale di Venezia
Santa Croce 1730, 30135 Venezia

Evento ad ingresso gratuito previa registrazione a questo link:
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-espoarte-presentation-with-aqua-aura-and-carlo-barbante-50983394706?fbclid=IwAR2HCoqXniJDNaFj0E9kQy3oD12ll2JyXityRl-FH6x2Ll4s2bhDuqu9q-U

Info:
www.festivalfortheearth.com
http://msn.visitmuve.it/it/il-museo/presentazione-msn-venezia/
www.aquaaura.it
www.espoarte.net

Festival per la Terra
Il Festival per la Terra (www.festivalfortheearth.com), ideato e organizzato dall’artista Maria Rebecca Ballestra, è un incontro internazionale di due giorni (che si svolge ad anni alterni a Venezia e nel Principato di Monaco) volto a proporre ad un pubblico più vasto trasformazioni, riflessioni e modalità alternative per riformulare le questioni ambientali attraverso un approccio multidisciplinare in cui confluiscono scienza, discipline umanistiche, economia, ecologia e arte.

Carlo Barbante
Professore ordinario di Chimica analitica a Ca’ Foscari e già direttore dell’Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali del CNR, ha un profilo accademico di respiro internazionale e negli ultimi vent’anni ha apportato notevoli contributi alle scienze dell’ambiente e del clima nelle regioni polari. Ha all’attivo oltre 170 pubblicazioni scientifiche e nei suoi studi si occupa in prevalenza di geochimica delle calotte glaciali, chimica analitica, paleoclima, inquinamento ambientale e chimica atmosferica. Rappresenta l’Italia nel programma Horizon 2020 promosso dall’Unione Europea nell’ambito delle sfide sociali “Climate Action, Environment, Raw Material and Resource Efficiency”. È membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze e nel 2014, in virtù delle sue ricerche sul campo in Antartide, ha ricevuto dall’Accademia Reale di Scienze, Lettere e Belle Arti del Belgio il Premio ‘La Belgica’.

Aqua Aura, Millennial Tears, 2017, video-installazione Full HD a 2 canali, colore, audio, durata min. 30 sec. 15; dimensione complessiva cm 160×540. Veduta della mostra Millenial Project, Musei Civici di Reggio Emilia, Sinagoga, 2 dicembre 2017 – 14 gennaio 2018

Aqua Aura
Aqua Aura è un progetto nato a Milano nel 2009. Il suo percorso di formazione si perfeziona in giro per il mondo assumendo svariate forme: in viaggio tra musei, in laboratori di ricerca e attraverso i grandi spazi della natura. Le sue investigazioni si nutrono di studi sulla fisica astronomica, la fisica delle particelle, la biogenetica, la filosofia e la psicologia della percezione. In particolare, instaura un rapporto di collaborazione e di scambio, nell’ambito della ricerca scientifica, con la Fondazione ARISLA (Fondazione italiana di ricerca per la sclerosi laterale amiotrofica), approfondendo lo studio sulla genesi e lo sviluppo delle immagini scientifiche.
Negli ultimi anni il suo linguaggio si è mosso principalmente nell’ambito della fotografia e dell’arte digitale. Ha esposto in molte istituzioni, gallerie e musei a livello internazionale, tra cui Berlino, Istanbul, Barcellona, Maastricht, Helsinki ed ha partecipato a numerose fiere d’arte in Italia e in Europa. Gli ultimi sviluppi del suo lavoro lo hanno portato, oltre che al mezzo fotografico, verso nuovi linguaggi, attraverso la realizzazione di cortometraggi, docufilm e opere di videoarte, fino alla realizzazione di Installazioni e video sculture. Nella veste di relatore ha partecipato a numerosi convegni e conferenze rivolte all’arte contemporanea e alla ricerca scientifica in generale. Tiene lezioni su fotografia e arte contemporanea presso scuole private e fondazioni.

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